Le orche colpiscono ancora: attaccata un’altra barca a vela dopo sei anni di incidenti

2026/08/01

Categories: technology

Da oltre sei anni le acque tra la Spagna e il Portogallo sono teatro di un fenomeno che continua a sorprendere marinai e ricercatori. Un ristretto gruppo di orche ha sviluppato un comportamento insolito, prendendo di mira le imbarcazioni a vela e colpendone ripetutamente il timone.

L'ultimo episodio si è verificato al largo della Galizia, dove uno yacht battente bandiera svedese è stato danneggiato dopo che i cetacei hanno colpito lo scafo e il sistema di direzione, costringendo le due persone a bordo a lanciare una richiesta di soccorso.

Le interazioni tra orche e barche a vela

Non si tratta di un caso isolato. Pochi giorni prima, un'altra barca a vela era affondata nella stessa area dopo un'interazione analoga con le orche. Secondo i dati raccolti dai ricercatori, dal 2020 a oggi sono state registrate più di 700 interazioni tra questi cetacei e le imbarcazioni, mentre almeno otto natanti sono andati perduti a causa dei danni riportati al timone.

Gli studiosi hanno identificato una quindicina di esemplari coinvolti in questi episodi. Si tratta di individui appartenenti alla piccola popolazione di orche iberiche, composta da meno di cinquanta animali e classificata come in pericolo critico di estinzione. Questa comunità vive principalmente tra l'Atlantico nord-orientale e lo Stretto di Gibilterra, nutrendosi soprattutto di tonno rosso.

Le ipotesi sul comportamento delle orche

Per diverso tempo si è ipotizzato che il comportamento potesse essere nato in seguito a un'esperienza traumatica vissuta da una femmina soprannominata White Gladis, che secondo una delle prime teorie avrebbe subito una collisione o un'interazione particolarmente violenta con un'imbarcazione. Da qui sarebbe nato un atteggiamento difensivo successivamente imitato dagli altri membri del gruppo. Con il passare degli anni, però, questa ricostruzione è stata spesso trasformata sul web nella suggestiva idea di una sorta di "vendetta" delle orche contro gli esseri umani, un'interpretazione che la maggior parte degli esperti considera priva di prove.

L'ipotesi oggi ritenuta più convincente è però diversa. Le orche sono tra i mammiferi marini più intelligenti e sociali e tendono ad apprendere nuovi comportamenti osservando gli altri individui del gruppo. In altre parole, quello che potrebbe essere nato come un episodio isolato si sarebbe trasformato in un'abitudine trasmessa localmente, soprattutto ai giovani esemplari, che imitano gli adulti (anche senza comprenderli appieno) interagendo con il timone delle imbarcazioni.

Questa interpretazione trova riscontro anche in uno studio pubblicato nel 2022 sulla rivista scientifica Marine Mammal Science, secondo cui le orche concentrano quasi sempre la loro attenzione sulle barche a vela e, nella maggior parte dei casi, interrompono l'interazione una volta che il timone è stato danneggiato e l'imbarcazione ha perso la capacità di manovrare. Il comportamento, quindi, non sembrerebbe finalizzato ad affondare le barche, ma piuttosto a interagire con un elemento specifico dell'imbarcazione.

A distanza di oltre sei anni dai primi casi, le ragioni precise che spingono queste orche a colpire le imbarcazioni restano tuttavia sconosciute, sebbene la ricerca continui a tentare di fare luce su un fenomeno che in un primo momento sembrava essere uscito da un romanzo di Peter Benchley, lo scrittore del romanzo "Lo squalo", divenuto in seguito un film di successo con Stephen Spielberg alla regia.

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