«Le mie pecore, il pasto dei cani randagi»  - L’Unione Sarda.it

2026/08/14

Categories: world-news

San Gavino.

15 agosto 2026 alle 00:34

Allevatore disperato per le continue incursioni sporge denuncia in Procura 

È una strage che va avanti da troppo tempo. Non c’è pace per il gregge di oltre mille capi di Salvatore Piras, 51 anni, che ha l’allevamento a San Gavino in località “Figu Niedda”, non lontano dall’immondezzaio di Villacidro. Da anni si ripete la strage di ovini e alcune notti fa c’è stato l’ennesimo assalto dei cani randagi: «Hanno ucciso due pecore in altrettante aggressioni. Sono disperato e non so più che cosa fare perché negli ultimi anni ho subito anche diversi incendi nella mia azienda e anche furti. I cani randagi gravitano attorno al grande immondezzaio di Villacidro, a pochi passi dal confine di San Gavino, e nessuno è mai intervenuto».

Le segnalazioni

Numerose le segnalazioni ai Comuni di San Gavino e di Villacidro: «Purtroppo – racconta l’allevatore – questa situazione si ripete da anni e ho perso il conto degli attacchi al mio gregge. Nell’ultimo periodo ho visto una cucciolata di randagi che aggredisce diverse greggi e non è la prima volta che succede. Ho fatto continue segnalazioni alla polizia locale di San Gavino e di Villacidro perché i miei terreni sono a poche centinaia di metri dalla discarica di Villacidro, dove ci sono cucciolate di randagi che vagano per le campagne di questi paesi e di Sanluri Stato. Soprattutto la notte fanno le incursioni, alcuni anni fa mi avevano divorato diversi agnellini appena nati. Vivo con il terrore che le mie pecore siano aggredite, ma non posso rimanere sveglio 24 ore su 24».

La stanchezza

I cani si nascondono nei vicini boschi di eucaliptus e agiscono anche in pieno giorno, in gruppo. Le aggressioni si ripetono, ma non tutti gli allevatori le segnalano: «Le pecore – aggiunge il pastore – sono impaurite e per lo stress è calata anche la produzione del latte. Non posso vivere in questo modo, con la paura che le mie pecore siano uccise da un momento all’altro. Se continua così sarò costretto a lasciare un lavoro che amo e che porto avanti sin da quando ero ragazzo. Oggi lavorare nel mondo dell’allevamento è sempre più difficile, anche perché spesso i contributi pubblici arrivano in ritardo e negli ultimi anni si è aggiunta la piaga degli incendi. Inoltre una parte della mia azienda in passato è stata alluvionata dal terribile ciclone Cleopatra del 2013. Non voglio perdere il mio lavoro, che è frutto di anni di sacrifici: se nessuno interviene presenterò un esposto alla Procura della Repubblica a Cagliari».

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