Le Maldive per aggirare sanzioni, così la Russia importa merci vietate

2026/09/03

Categories: world-news

Introduzione

Mentre la tensione in Europa è tornata ad alzarsi, con l’allerta per la guerra ibrida russa salita dopo i fatti di Lipsia, al centro dell’attenzione sono tornate le sanzioni contro Mosca. E proprio in queste ore un’inchiesta del Wall Street Journal ha rivelato come il governo di Putin starebbe usando le Maldive come una sorta di hub per poter triangolare merci sottoposte a sanzioni occidentali, e farle arrivare in Russia aggirando così le limitazioni imposte dagli Stati Uniti e dall’Unione europea.

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Quello che devi sapere

Come funziona la triangolazione

Il Wall Street Journal, parlando con diversi funzionari occidentali e ottenendo l’accesso a documenti, ha ricostruito il funzionamento di questa "triangolazione": ogni giorno un aereo cargo di Aeroflot - la più grande compagnia russa di voli commerciali - atterra nella capitale delle Maldive, Malé. Qui un team di intermediari locali lavora in stretto contatto con società logistiche collegate a Mosca, riuscendo a far passare alla dogana merci provenienti da Stati Uniti, Unione Europea e Cina.

Vedi anche: Come la Russia tenta di manipolare le elezioni in Europa

Quali sono i beni ottenuti tramite le Maldive

A questo punto, i prodotti che hanno superato i controlli doganali vengono imbarcati sull’aereo di Aeroflot, che riparte verso Mosca dopo circa due ore. Tra i beni movimentati in questo modo ci sono, sempre stando all’inchiesta del WSJ, prodotti che hanno usi sia civili sia militari: tra questi si segnalano parti di aerei e componenti elettroniche, che rientrano tra le sanzioni imposte alla Russia da Stati Uniti ed Europa.

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Cosa succede ai beni importati

Una volta arrivati in Russia, i prodotti così importanti vengono distribuiti a varie realtà. In alcuni casi tra queste ci sono anche aziende sottoposte a sanzioni, come ad esempio la compagnia aerea S7 Airlines e le società a essa collegate: queste aziende avevano finora faticato a ottenere pezzi di ricambio per effettuare la necessaria manutenzione alle flotte civili interne. Secondo Pavlo Shkurenko, ricercatore nel campo delle sanzioni presso la Kiev School of Economics Institute, “questo dimostra che ci sono canali efficienti” per aggirare i vincoli “al di fuori dei ‘soliti sospetti’”.

Quanto vale questo traffico dalle Maldive

In ogni caso, il Wall Street Journal sottolinea che la quantità di beni sottoposti a sanzioni che riesce a raggiungere Mosca tramite le Maldive è bassa, soprattutto se paragonata ai principali canali usati dalla Russia a questo scopo: la Cina, la Turchia e gli Emirati Arabi insieme valgono infatti circa 15 miliardi di dollari di beni sotto sanzioni importanti ogni anno. Tuttavia la triangolazione a Malé - svelata proprio da questa inchiesta e finora passata sotto traccia - mostra quanto siano ampi gli sforzi messi in campo dal governo di Vladimir Putin per riuscire ad aggirare le restrizioni dell’Unione Europea e degli Stati Uniti.

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Le sanzioni aggirate in numeri

Osservando il valore delle importazioni tramite le Maldive in numeri, risulta che nel 2021 - l’anno precedente all’invasione dell’Ucraina - la Russia importava dall’arcipelago meno di 7 milioni di dollari di merci. L’anno successivo la cifra è aumentata in modo considerevole, toccando quota 630 milioni di dollari, per assestarsi poi nel 2024 - l’ultimo anno per il quale sono disponibili dati completi - a quota 160 milioni.

Le difficoltà della Maldive

In questo scenario le autorità di Malé sarebbero sotto crescenti pressioni da parte di Washington e di Bruxelles, che chiedono alle Maldive di adoperarsi per interrompere questo flusso di merci. Il governo locale però, secondo il WSJ, sarebbe in difficoltà nel farlo: in primo luogo il personale disponibile è limitato, rendendo complesso effettuare controlli accurati sulle merci in transito. Inoltre i russi sono il secondo gruppo nazionale di turisti più numerosi alle Maldive, e una tensione diplomatica con Mosca potrebbe mettere in pericolo l’economia dell’arcipelago ancora alle prese con la contrazione del settore turistico durante e dopo la pandemia.

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In arrivo nuove sanzioni?

Nonostante questo, l’Unione europea sembra pronta a alzare la pressione su Mosca: ieri Ursula von der Leyen, nel punto stampa con il segretario generale della Nato Mark Rutte, ha dichiarato che “ le nostre sanzioni hanno indebolito l'economia russa. Possiamo ricorrere a ulteriori sanzioni e tenerle pronte per essere imposte non appena vengano attribuiti atti così pericolosi e letali. Ogni scappatoia di cui la Russia si avvale è una scappatoia che dobbiamo colmare”. E ieri i ministri degli Affari esteri europei hanno discusso “nuove inserzioni nell'elenco delle sanzioni. Alla Commissione stiamo valutando come intaccare ancora di più le risorse finanziarie della Russia destinate alla guerra”, ha concluso la presidente della Commissione europea.

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