Le maestre dell’asilo ai domiciliari per maltrattamenti tornano libere

2026/07/31

Categories: world-news

Il Gip ha revocato la misura cautelare e rimesso in libertà le due donne, accogliendo la richiesta avanzata dai difensori, gli avvocati Italo D'Angelo e Francesco Napolitano

Tornano in libertà le due maestre ai domiciliari accusate di maltrattamenti (immagine di repertorio)

Tornano in libertà le due maestre ai domiciliari accusate di maltrattamenti (immagine di repertorio)

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Ancona, 21 luglio 2026 – Tornano libere le due maestre dell'asilo “Le Farfallegre” di Polverigi, finite ai domiciliari il 24 luglio con le accuse di maltrattamenti e abbandono di minori. Questa mattina il gip del tribunale di Ancona Carlo Masini, una volta valutati gli atti del fascicolo, ha revocato la misura cautelare e rimesso in libertà le due donne, accogliendo la richiesta avanzata dai difensori, gli avvocati Italo D'Angelo e Francesco Napolitano.

La decisione arriva a pochi giorni dall'interrogatorio di garanzia del 27 luglio, davanti allo stesso giudice, nel quale le due insegnanti — 60 e 53 anni — si erano avvalse della facoltà di non rispondere. In quella sede i legali avevano già chiesto la revoca degli arresti, facendo leva anche sull'impossibilità di visionare i video e audio raccolti dai carabinieri, non ancora depositati agli atti.

L’origine dell’inchiesta

Ora andranno sciolti i nodi di una vicenda che presenta ancora molti punti da chiarire. Il primo riguarda l'origine dell'inchiesta: a denunciare non furono le famiglie, ma un'insegnante della stessa scuola con il contratto in scadenza, mentre nessun genitore, prima di allora, avrebbe ravvisato problemi o segnalato comportamenti sospetti. Una circostanza che resta da spiegare: se i maltrattamenti fossero davvero abituali, com'è possibile che nulla fosse mai trapelato dai racconti dei bambini?

L’impianto accusatorio

Il secondo interrogativo pesa direttamente sull'impianto accusatorio: agli atti risultano contestati quattro episodi. Un numero che dovrà misurarsi con la presunta ripetizione delle condotte, elemento centrale per un'accusa — quella di maltrattamenti — che presuppone comportamenti abituali e non fatti isolati. Sarà l'inchiesta, ancora in corso, a stabilire se quegli episodi siano la punta di un fenomeno più ampio o vicende circoscritte.

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