Le imprese promuovono il governo. Le opposizioni: “La verità è al supermercato"

2026/09/06

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Il Forum Ambrosetti chiude la sua edizione 2026 con un paradosso che si ripete quasi identico ogni anno: la platea di Villa d'Este promuove il governo, le opposizioni lo bocciano dal palco. Il sondaggio Teha, condotto tra oltre duecento imprenditori e manager, dà al governo un giudizio positivo dal 68,3% dei presenti — il voto più frequente è un 7 su 9, scelto da un intervistato su tre. Le opposizioni, invece, prendono un voto negativo dall'83% del campione, dieci punti in più del 2025.

"Ma usciti da questo hotel ho l'impressione che la maggioranza delle persone ritiene che Meloni non sia stata all'altezza delle aspettative", attacca Matteo Renzi appena arrivato a Villa d'Este. Per lui il sondaggio dice poco: "La vera questione non sono i sondaggi, il sondaggio più forte è al supermercato e dal benzinaio".

È lo stesso terreno su cui si muove Elly Schlein, che rincara con un dato specifico: a Taranto, dice, "arrivano 2500 lettere di licenziamento" mentre "con la crescita zero l'Italia è il fanalino di coda del G20". Ma la segretaria dem sposta presto il discorso sull'Europa, davanti a una platea in cui siedono anche Paolo Gentiloni ed Enrico Letta. Il nodo, per lei, è il meccanismo dell'unanimità: "Non si riesce a governare neanche un condominio con l'unanimità, figurarsi una comunità che tiene insieme 27 Stati membri diversi." Servono invece "cooperazioni rafforzate" e "investimenti comuni".

Sulla difesa Schlein è netta contro la linea del governo: accettare il 5% di spesa militare senza puntare su un esercito comune europeo, dice, "vuol dire solo una cosa: comprare più armi da Trump". Aggiunge che la corsa al riarmo dei singoli 27 Stati, con eserciti scoordinati, "non aumenta l'efficienza di quella spesa e non aumenta la deterrenza". Diverso il tono quando parla di energia: qui rivendica una proposta già sul tavolo del governo, i 14 miliardi di flessibilità comunitaria per "accelerare sulla decarbonizzazione e abbattere il costo dell'energia", soldi che Bruxelles avrebbe autorizzato a usare "per fare ciò che in quattro anni non ha fatto".

Renzi torna più tardi, questa volta sulla difesa: la spesa militare, dice, "è evidente che ci deve essere, ma deve essere europea". E lega il tema a un altro suo cavallo di battaglia, il rientro dei cervelli in fuga, immaginando un uso "dual use" delle competenze, utile sia alla sicurezza che all'innovazione.

Da remoto, Cernobbio non lo vede mai di persona, Giuseppe Conte insiste sul bilancio dei quattro anni di governo: "La stabilità forse è un aggravante rispetto a quello che poteva essere fatto." Nel Paese, sostiene, cresce l'impoverimento del ceto medio mentre l'occupazione aumenta più del Pil, segno di "scarsa produttività". Sugli impegni Nato non usa mezzi termini: "irresponsabili", dice, aggiungendo che "mai potremmo sostenere questo impegno". Poi la proposta che ripete da mesi, il fondo sovrano nazionale, costruito su "asset importanti, cespiti che non sono usati dallo Stato, e un grande risparmio privato".

Sulle elezioni, tra Renzi e Conte c'è più continuità che scontro: entrambi vedono maggio come la finestra preferibile, "perché vota mezza Italia" ed evita una campagna estiva. Conte però ci mette del suo nello spiegare il rapporto tra data del voto e primarie, con un paragone che sa di Cernobbio pomeridiana: "È un po' come il Palio di Siena: il cavallo che entra in campo è la Meloni, che decide quando si vota, poi arriverà Salvini lui di solito è in ritardo su tutto, chiedete a lui se intende ritardare anche le elezioni".

Chiude Angelo Bonelli, che prima di tutto liquida le polemiche dei giorni precedenti su Roberto Vannacci: chi mette in discussione "l'esistenza del femminicidio" o parla di "supremazia della razza", dice, "crea un disagio: bisogna dire no a queste persone, vanno contrastate". Sull'alleanza preferisce non sbilanciarsi sui nomi: "il tema di chi guiderà l'alleanza verrà dopo, dopo la scrittura del programma", ma agli imprenditori manda comunque un segnale: "Siamo pronti a governare, collaboreremo con loro, ma dobbiamo cambiare rotta mettendo al centro la crisi climatica".

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