La musica possiede un potere straordinario sulla nostra mente e sul nostro umore: bastano poche note per cambiare completamente la giornata, regalarci una carica di energia inaspettata o scacciare i pensieri negativi. Ma esiste una base scientifica o matematica dietro a una melodia capace di farci sorridere? Qualche anno fa il dottor Jacob Jolij, ricercatore dell'Università di Groningen in Olanda, ha cercato di dare una risposta rigorosa a questa domanda, ideando una formula matematica per testare il livello di festosità delle tracce musicali e stilando una celebre classifica.
Questo studio insolito e affascinante è stato commissionato da Alba, un marchio britannico di prodotti elettronici a basso costo che aveva lanciato sul mercato una propria versione del Walkman impermeabile. Il produttore ha affidato a Jolij una sfida stimolante: trovare dei modelli ricorrenti tra la miriade di brani che gli utenti avevano identificato come positivi e felici. L'obiettivo iniziale era sfruttare questi schemi per sviluppare un algoritmo in grado di misurare il livello di felicità di una canzone valutando parametri oggettivi come il tempo o gli accordi musicali.
Dall'analisi dei dati sono emersi principalmente due fattori predominanti: un ritmo medio superiore a 140 bpm (battiti al minuto) e una netta predominanza di scale maggiori, che da sempre trasmettono un senso di apertura e solarità all'orecchio umano. Tuttavia, oltre a questi aspetti facilmente quantificabili in fase di programmazione, Jolij ha evidenziato una terza variabile fondamentale: il contenuto del testo. Nelle tracce che gli ascoltatori associavano spontaneamente alla categoria feel-good, si è notata un'abbondanza di parole senza un significato logico complesso oppure testi incentrati su eventi leggeri, piacevoli e spensierati, come una gita in spiaggia o una festa tra amici.
Nonostante l'enorme risonanza mediatica, occorre sottolineare che i risultati di Jolij vanno presi con le pinze. Il suo lavoro, infatti, non è stato condotto seguendo rigorosamente l'ortodossia della pratica scientifica accademica. Per ottenere una validazione ufficiale nel mondo universitario, sia la ricerca sia l'algoritmo impiegato per la compilazione avrebbero dovuto superare il vaglio di una revisione paritaria (peer review) da parte di altri scienziati prima della diffusione pubblica. Al contrario, i dati elaborati da Jolij sono stati pubblicati esclusivamente sul suo blog personale, dove oggi non risultano più direttamente disponibili.
Le canzoni allegre più famose di sempre
La canzone più allegra della storia porta la firma inconfondibile di un genio indiscusso della musica, Freddie Mercury. Applicando le equazioni e i parametri definiti dal ricercatore olandese, la classifica definitiva delle 10 canzoni più allegre della storia della musica si compone in questo modo:
- Good Vibrations – The Beach Boys
- I Will Survive – Gloria Gaynor
- Walking On Sunshine – Katrina & The Waves
- Livin’ On a Prayer – Bon Jovi
- Girls Just Want to Have Fun – Cyndi Lauper
- I’m a Believer – The Monkees
- Eye of the Tiger – Survivor
- Uptown Girl – Billy Joel
- Dancing Queen – ABBA
- Don't Stop Me Now – Queen
Questa selezione riunisce alcune tra le canzoni allegre famose più amate e trasmesse di tutti i tempi, capaci di attraversare le generazioni e di garantire un immediato rilascio di endorfine grazie a ritmi incalzanti e melodie memorabili.
Canzoni italiane allegre
Se guardiamo al nostro panorama musicale, la tradizione è ricchissima di brani solari che incarnano alla perfezione i requisiti della spensieratezza e del ritmo in levare. Le canzoni allegre italiane sanno unire una grande cura melodica a testi capaci di raccontare l'estate, l'amore o la semplice gioia di vivere. Tra i pezzi imperdibili che non possono mancare in una raccolta tricolore troviamo Azzurro di Adriano Celentano, Fai rumore (o grandi classici intramontabili come Gianna di Rino Gaetano), 50 special dei Lunapop, Mare mare di Luca Carboni e le travolgenti hit estive di Raffaella Carrà come A far l'amore comincia tu. Sono tracce che sfruttano scale maggiori e ritmi sostenuti per strappare sempre un sorriso.
Canzoni allegre per una festa
Quando si organizza un evento, un compleanno o un party tra amici, la scelta della colonna sonora è cruciale per determinare l'energia della serata. Per fare scatenare gli ospiti e riempire la pista da ballo servono tracce dal beat irresistibile. Tra le migliori canzoni allegre da inserire in scaletta spiccano capolavori dance e pop come I Wanna Dance with Somebody di Whitney Houston, Get Lucky dei Daft Punk, September degli Earth, Wind & Fire e la celeberrima Y.M.C.A. dei Village People. Questi brani possiedono quel tempo superiore ai 140 bpm e quelle vibrazioni positive ideali per coinvolgere chiunque.
Brani energici da ascoltare in macchina
Guidare per lunghi tratti o affrontare il traffico mattutino richiede la giusta dose di motivazione e buon umore. Ascoltare la musica giusta al volante trasforma un viaggio noioso in un'esperienza piacevole. Tra i brani più adatti figurano classici del rock e del pop come Born to Be Wild degli Steppenwolf, Mr. Brightside dei The Killers, Don't Stop Believin' dei Journey e Wake Me Up Before You Go-Go degli Wham!. Mettere su questi pezzi mentre si guida aiuta a mantenere alta la concentrazione e a scaricare lo stress accumulato.
Come creare la playlist perfetta per il buonumore
Realizzare una sequenza di brani efficace per ritrovare subito il buonumore richiede attenzione alla progressione emotiva e alla dinamica dei pezzi. Ecco alcune regole pratiche per un risultato impeccabile:
- Inizia con una carica graduale: Apri la playlist con un brano energico ma non caotico, capace di catturare subito l'attenzione.
- Alterna i generi e le epoche: Mescola hit contemporanee con grandi classici del passato per mantenere alta la curiosità di chi ascolta.
- Rispetta il ritmo: Assicurati che ci sia un flusso costante, inserendo picchi di BPM elevati nei momenti centrali della sequenza.
- Punta sui ricordi: Inserisci almeno un brano legato a un momento felice della tua infanzia o giovinezza, poiché la componente nostalgico-affettiva potenzia l'effetto benefico della musica.

Guardo film e gioco a videogiochi, da un certo punto della vita in poi ho iniziato anche a scriverne. Mi affascinano gli angolini sperduti di internet, la grafica dei primi videogiochi in 3D e le immagini che ricadono sotto l’ombrello per nulla definito della dicitura aesthetic, rispetto alle quali porto avanti un’attività di catalogazione compulsiva che ha come punto d’arrivo alcuni profili Instagram. La serie TV con l’estetica migliore (e quella migliore in assoluto) è comunque X-Files, che non ho mai finito per non concepire il pensiero “non esistono altre puntate di X-Files da vedere per il resto della mia vita”. Stessa cosa con Evangelion (il manga).
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