Lavoro vietato all’aperto nelle ore più calde: in Puglia controlli regolari

2026/07/21

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L’eccezionale aumento delle temperature registrato in Puglia impone un rafforzamento delle misure di tutela per i lavoratori maggiormente esposti, soprattutto per quanti svolgono attività all’aperto. Tra questi, i cantieri stradali rappresentano uno dei settori più delicati, dove il rischio legato all’esposizione prolungata al sole è più elevato. Nelle ultime settimane, le forze di polizia locale delle province pugliesi hanno mantenuto alta l’attenzione sul rispetto dell’ordinanza anticaldo emanata dalla Regione per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori, che prevede limitazioni alle attività lavorative all’aperto nella fascia oraria compresa tra le 12:30 e le 16. Il provvedimento, firmato dal presidente Antonio Decaro, nasce dalla crescente frequenza e intensità delle ondate di calore ed è finalizzato a prevenire malori, infortuni e patologie correlate allo stress termico. Rispetto agli anni precedenti, l’ordinanza è stata anticipata e la sua validità è stata estesa fino al 15 settembre e, come sottolineato dal presidente Decaro, la misura rappresenta pure un incentivo per le aziende ad adottare modelli organizzativi che garantiscano la sicurezza senza compromettere lo svolgimento delle attività produttive.

I controlli

A Brindisi, il monitoraggio si concentra sui lavori svolti lungo le arterie stradali: «Abbiamo sempre avuto un’attenzione particolare per coloro che lavorano su cantieri stradali - spiega Antonio Orefice comandante della Polizia Locale di Brindisi -. Ad oggi, di massima non abbiamo riscontrato anomalie nelle giornate più calde. Naturalmente, anche noi e i nostri collaboratori siamo destinatari di quel tipo di ordinanza e ci atteniamo comunque, al di là delle ordinanze presidenziali, anche alla legge 81 del 2008 sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, la quale prevede che ci siano le condizioni microclimatiche idonee per poter operare. In generale, queste sono norme autoprotettive, per cui ogni lavoratore dovrebbe segnalare nel caso di datori di lavoro che in qualche modo sfruttano andando a compiere anche dei reati veri e propri. È chiaro che se ci arrivano delle segnalazioni interveniamo e segnaliamo a nostra volta all’ispettorato del lavoro, però di massima la nostra attenzione è concentrata sui cantieri stradali».

Anche nel capoluogo leccese, l’ordinanza regionale è stata finora rispettata, come spiega Donato Zacheo comandante della Polizia Locale di Lecce: «Non abbiamo avuto segnalazioni finora, per adesso la normativa viene rispettata, anche perché riportiamo le norme contenute nel testo regionale, all’interno delle varie ordinanze di lavoro emesse dall’amministrazione comunale».

Ma c’è chi nel territorio pugliese, richiama l’attenzione sul rispetto delle disposizioni regionali per contrastare gli effetti delle alte temperature nei luoghi di lavoro, in particolare nei cantieri edili e negli ambienti maggiormente esposti allo stress termico. Per l’Ordine degli ingegneri della provincia di Barletta-Andria-Trani occorre «osservare l’ordinanza regionale pugliese 321 dello scorso 29 maggio, che introduce misure specifiche per tutelare la salute dei lavoratori esposti alle alte temperature e prevenire le conseguenze del caldo nei contesti produttivi». «L’emergenza caldo - evidenzia il presidente Giuseppe Pistillo - ci ricorda quanto la sicurezza debba essere un elemento integrato nella progettazione e nella gestione dei luoghi di lavoro. L’ingegnere, attraverso la valutazione dei rischi, la progettazione degli spazi e l’organizzazione delle attività, può contribuire in maniera determinante alla creazione di ambienti più sicuri e resilienti anche rispetto alle nuove condizioni climatiche». Lo stesso Ordine sottolinea inoltre che «il rischio da radiazione solare riguarda esclusivamente gli ambienti outdoor, mentre il rischio da calore può manifestarsi anche negli ambienti indoor quando gli spazi non siano opportunamente isolati e climatizzati, quando siano influenzati dalle condizioni esterne o quando il layout degli ambienti non consenta il raggiungimento di una situazione di comfort termico».

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