Dal banco del pesce fresco alle polemiche che coinvolgono Report. Il ristorante Cefalù, storico bistrot di mare nel quartiere Monteverde a Roma, è finito sotto i riflettori dopo le indiscrezioni sul rapporto tra Valter Lavitola e il conduttore della trasmissione Rai Sigfrido Ranucci. Mentre proseguono le verifiche sugli accessi alla redazione di via Teulada, chi frequenta abitualmente il locale racconta un ambiente da sempre popolato da giornalisti, politici e personaggi pubblici.
Secondo quanto riferito da alcuni giornalisti di Report al Corriere della Sera, Lavitola sarebbe stato visto "almeno tre o quattro volte" nella sede della trasmissione o nei pressi degli studi Rai. Da una prima verifica risulterebbe un solo pass intestato al ristoratore, risalente al 2021, mentre sono in corso ulteriori controlli.
Intanto il ristorante di Monteverde è diventato il centro di interrogativi dopo le dichiarazioni di Paolo Corsini, direttore degli Approfondimenti Rai, secondo il quale chi voleva discutere di questioni legate a Report avrebbe potuto farlo proprio a cena nel locale di Lavitola. Un'ipotesi respinta da Giorgio Mottola, tra i principali giornalisti della trasmissione: «Lavitola non ha mai condizionato nessuna delle nostre inchieste. A Report i giornalisti lavorano in autonomia ai propri pezzi e Sigfrido ci ha sempre garantito massima libertà e indipendenza».
Il bistrot, composto da due sale, dal banco della pescheria e da un dehors, viene descritto come un punto di ritrovo dove negli anni si sono incrociati giornalisti in cerca di indiscrezioni, esponenti politici, volti della cultura e residenti del quartiere.
Tra i clienti abituali c'è lo scrittore Fulvio Abbate, seduto proprio nel locale insieme a Lavitola. Commentando la vicenda, ha definito la ricostruzione sull'attentato per motivi sentimentali «incredibile», paragonandola alla celebre parabola filosofica di Zhuang Zhou. Abbate racconta di frequentare da tempo il ristorante e ricorda di essersi riavvicinato a Lavitola negli ultimi anni dopo vecchi contrasti. Sul caso aggiunge anche un riferimento a Ranucci: «Sigfrido, un agitatore maoista i cui metodi giornalistici non mi fanno impazzire, stava sempre qui con noi». Tra i tavoli di Cefalù, secondo i racconti raccolti, negli anni sono passati anche personaggi come Patty Pravo, Pupo, Michele Santoro, oltre a numerosi esponenti della politica.
Anche Italo Bocchino conferma di conoscere Lavitola da molti anni. «Mi fornisce il pesce. Mi è capitato di cenare da lui anche con Ranucci, al quale ho sempre contestato il metodo di Report nei confronti di Fratelli d'Italia. Una volta Valter mi ha chiesto un consiglio politico, ma gli ho detto che non mi occupo più di politica», racconta. Sulla vicenda interviene anche Fabrizio Cicchitto, che conferma di essere stato cliente del locale, pur precisando di averlo frequentato solo in rare occasioni. «Valter spesso è il peggior nemico di sé stesso, anche se ancora non mi sono fatto un'idea», afferma. Mentre il dibattito continua e gli accertamenti proseguono, il telefono di Lavitola, racconta il Corriere della Sera, continua a squillare.
Ma, almeno secondo quanto riferito, dall'altra parte della linea non ci sarebbe mai Sigfrido Ranucci. Pare.Ultimo aggiornamento: sabato 11 luglio 2026, 11:07
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