Non solo Lanterns aveva promesso grandi cose con la sua uscita nell’estate del 2026, ma dopo otto puntate si può dire che le ha ampiamente mantenute. Il finale di stagione dell’universo supereroistico della DC Universe, sotto la direzione artistica di James Gunn e Peter Safran, ha risollevato il contraccolpo subito al cinema da Supergirl, proponendo un prodotto di qualità che ha saputo dare finalmente dignità ad un personaggio come Hal Jordan. La Lanterna Verde dei fumetti aveva avuto una sua trasposizione poco fortunata nel 2011, quando venne interpretata da Ryan Reynolds nel film diretto da Martin Campbell. Stavolta con Kyle Chandler nel ruolo dell’agente della polizia intergalattica e di Aaron Pierre nei panni del suo allievo la DC ha saputo fare centro, mantenendo fede al suo giuramento.
Lanterns, la parola ai protagonisti Kyle Chandler e Aaron Pierre
«La cosa migliore fatta dalla serie, per me, è parlare di comunità», racconta Pierre in conclusione di Lanterns, per un confronto su una puntata finale che chiude un ottimo cerchio aperto con il debutto della prima stagione, di cui si attende ora l’annuncio di una prossima. «Un racconto che non voleva essere una lezione, ma offrire degli spunti sulle nostre differenze e sfumature. È come con me e Kyle: non potremmo essere più diversi eppure ci siamo permessi di essere vulnerabili l’uno con l’altro e, perciò, di scoprirci». Il casting è la vera punta di diamante dello show. Sebbene Chandler sia più grande dell’idea che solitamente si ha di Hal Jordan, la sua interpretazione ha subito conquistato fan e non della DC, in uno scontrarsi dialettico continuo e stimolante con la futura Lanterna Verde del collega, un John Stewart tutto d’un pezzo direttamente dall’accademia dei Marines.

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Nonostante, però, la presentazione che Lanterns offre da principio dei personaggi, sia Jordan che Stewart sono portati a svilupparsi, modificarsi e crescere sia insieme che separatamente, vivendo i diversi piani temporali che la serie mette in gioco e che vengono intrecciati con un eccellente scambio narrativo. Un sovrapporsi mantenendo una propria linearità che permette allo spettatore di scoprire piano piano i caratteri dei protagonisti e i misteri dello show. Il cui fulcro diventa il legame insieme ostile e protettivo che i due formeranno, pieno di intralci e contraddizioni, ma entrambi spinti dal perseguimento del bene. «Il materiale di partenza era così buono», afferma Chandler lodando il lavoro svolto dagli ideatori Chris Mundy, Damon Lindelof e Tom King. «Dopo aver visto l’ultima scena dove siamo insieme con Aaron mi è scesa qualche lacrima. È stato come dire addio ad un amico e ai ricordi di una magnifica esperienza».
Com'è il finale di stagione della serie del DC Universe?
Il finale di stagione di Lanterns è effettivamente e apprezzabilmente emotivo. Dopo essersi interrogati su cos’è la paura, aver riflettuto in termini galattici sulla colonizzazione e su quanto chi siamo spesso non coincida con il ruolo che siamo (o non) chiamati a ricoprire, la serie si chiude dando una nota di tenerezza al lato da buddy comedy della serie. Concentrandosi sul rapporto tra Hal e John, con un ultimo scambio che è tra i momenti più mirabili per sensibilità e scrittura.
Se il distacco dai protagonisti e dalla loro indagine potrebbe fare troppo male, si potrebbe ricominciare tranquillamente lo show da capo, come consiglia con un motivo preciso Aaron Pierre: «Vedere uscire una puntata dopo l’altra è stato come scoprire la serie insieme agli spettatori. Anche se, ad esempio, non potevo non pensare che per me il vero John Stewart, quello adulto e cosciente del mondo, arriva soprattutto dalla quinta in poi. Dal primo al quarto episodio è un ragazzo, sta cercando di capire come funzionano le cose. Dopo, invece, sa bene cosa vuol dire essere un eroe. Per questo so che molti rivedranno Lanterns dall’inizio, perché se si ha un quadro generale è interessante vedere come erano stati seminati i vari indizi fin dal principio. Consiglio vivamente di farlo». Che sia la prima visione o meno, se non lo avete ancora fatto, è il momento di seguire le parole dell'attore e di (ri)vedere uno dei migliori titoli seriali dell’anno.
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