Lamine Yamal ha appena compiuto diciannove e ha già le idee chiare su cosa indossare prima di una partita che vale una finale mondiale. Prima della semifinale con la Francia, si è presentato nel tunnel con un look attento ad ogni dettaglio. Maglia e pantaloni della tuta della Spagna di rappresentanza coordinati, sneaker Adidas bianche, e poi il dettaglio che ha fatto il giro di ogni account di moda che si occupa anche di calcio: non una borsa, ma due.
Da una parte una Bottega Veneta Cubo rosa, la pouch a mano diventata quasi un simbolo del brand negli ultimi anni, valore circa 3900 euro. Dall'altra, un vanity case sempre firmato Bottega Veneta, nera, con tracolla, anche in questo caso valore sopra i 3000 euro. Totale della combo: una cifra enorme addosso a un ragazzo che di lì a un'ora avrebbe dovuto giocarsi una semifinale mondiale.

Lamine Yamal e la borsa a tracolla Bottega Veneta
Julian Finney - FIFA/Getty ImagesIl dettaglio interessante è il momento in cui arriva questa scelta. Da qualche stagione il tunnel walk dei calciatori si è trasformato in una passerella parallela dove la misura della borsa, ma soprattutto quale borsa, conta quasi quanto i gol segnati. Borsoni oversize anche per uno spostamento di venti minuti in pullman, Birkin costosissime che sembrano pensate per contenere tutto tranne gli scarpini. Bigger is better. Lamine Yamal ha fatto l'opposto, puntando su due pezzi piccoli, sfruttando la ciclicità del mondo fashion e del fatto che tutto prima o poi torna di moda, ritornando agli anni 2010, quando Ronaldo e Neymar hanno guidato una schiera di calciatori ossessionati dalle pochette.
Non è la prima volta che Yamal usa il tunnel come un piccolo laboratorio personale, lontano da sponsor tecnici e sneaker da contratto. Negli ultimi mesi si è già fatto notare per catene vistose e occhiali da sole, oltre a una passione ormai nota per certi marchi che strizzano l'occhio ai veri appassionati di moda. Stavolta però il messaggio non passa da una costosissima giacca, ma da un oggetto, anzi due, che stanno nel palmo di una mano, ed è forse per questo che nelle ore successive alla partita è diventato uno dei dettagli più commentati sui social. Anche perché, nonostante la finale raggiunta, non è Lamine Yamal che ha assunto il ruolo da leader nella nazionale spagnola.

Lamine Yamal con la Bottega Veneta Cubo
FRANCK FIFE/Getty ImagesI brand del lusso, dal canto loro, stanno corteggiando i calciatori più giovani con un approccio diverso rispetto a quello riservato alle generazioni precedenti. Meno loghi vistosi e completi su misura confinati alle cerimonie da gala, più pezzi presi direttamente dalle collezioni donna o unisex.
Il resto lo conoscono tutti: la Spagna domenica si gioca il Mondiale contro l'Argentina, la pressione di un torneo che a diciannove anni potrebbe già consegnargli una carriera di alto livello. Ma tra tattica e formazioni, quello che resta impresso di questa Coppa del Mondo è un ragazzo che ha deciso di sfidare la logica delle big bag con due Bottega. Del resto Lamine Yamal fuori dal campo si muove ormai come un personaggio a tutti gli effetti, con contratti pubblicitari, copertine e la presenza fissa nelle conversazioni sui social ogni volta che si toglie le divise ufficiali, che sia del club o della Spagna. È un percorso che a Barcellona hanno visto raramente accelerare così in fretta: da promessa della cantera a uno dei volti più fotografati del calcio europeo nel giro di due stagioni, con un seguito che ormai supera abbondantemente quello di molti compagni più esperti. In questo contesto ogni scelta di stile diventa materiale di analisi, e il tunnel prepartita si trasforma nell'unico momento in cui può ancora decidere qualcosa senza il filtro di un ufficio comunicazione.
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