Tra il 1946 e il 1956 più di 140 mila persone emigrarono dall'Italia, immiserita da anni di guerra, per andare a lavorare nelle miniere di carbone della Vallonia, in Belgio. C'era un accordo: il Belgio, a corto di manodopera, avrebbe fornito all'Italia l'equivalente di 200 chilogrammi di carbone al giorno per ogni minatore italiano inviato.
Per convincere gli uomini a lavorare nelle miniere belghe, si affissero in tutta Italia manifesti che presentavano unicamente gli aspetti allettanti di questo impiego. In realtà, le condizioni di vita erano molto dure. I minatori vivevano in misera abitando baracche spesso ricavate dalle prigioni di guerra.
In una di queste miniere, vicino alla città di Marcinelle, alle 8.10 dell'8 agosto 1965, a quasi un chilometro di profondità, un carrello per trasportare il carbone su bloccò in un montacarichi, provocando la rottura di un condotto di olio sotto pressione e di alcuni cavi elettrici e quindi un'esplosione e l'incendio che si propagò rapidamente a tutta la miniera, che non aveva uscite di sicurezza.
Intrappolati dal fuoco e soffocati dall'ossido di carbonio, morirono 262 dei 275 minatori che stavano lavorando in quel momento, solo 13 si salvarono. Più della metà dei deceduti, 136, erano migranti italiani. Di questi, 60 venivano dall'Abruzzo e 22 di essi da Manoppello, in provincia di Pescara. Ci sarebbero voluti 15 giorni prima che una squadra di soccorso riuscisse a entrare nella miniera, trovando tutti i corpi.
La commemorazione
Le commemorazioni ufficiali iniziano alle 17 di oggi con la deposizione di fiori al Monumento internazionale alle vittime del lavoro, nella piazza centrale di Marcinelle, dove sono previsti gli interventi delle organizzazioni sindacali.
Per l'Italia ci saranno i segretari di Cgil e Cisl, Maurizio Landini e Daniela Fumarola. Landini ha anche annunciato che visiterà nelle ora precedenti il sito della miniera e parteciperà ad alcune iniziative promosse insieme al sindacato belga Fgtb
Domani il programma inizierà alle 8 del mattino al sito della miniera. I discorsi delle autorità sono attesi per le 9.30, mentre alle 11.30 il ricordo delle vittime proseguirà al cimitero cittadino. Alle 13 è prevista infine la visita al sito del Console Generale d'Italia.
Tajani: “Mai più morti sul lavoro”
Scrive il ministro degli Esteri Antonio Tajani in una nota pubblicata dall'ambasciata a Bruxelles: “Nel pozzo del Bois du Cazier persero la vita 262 lavoratori di dodici nazionalità, di cui 136 italiani. Oggi li ricordiamo uno ad uno. Dietro quei numeri vi erano nomi, volti, famiglie, speranze. Uomini partiti per costruire, attraverso il lavoro, un futuro migliore per i propri figli e per contribuire alla rinascita dell’Italia. Questa giornata appartiene anche a chi restò: alle vedove, agli orfani e alle comunità che seppero trasformare un dolore immenso nella forza della memoria e nel coraggio di andare avanti. Da loro abbiamo imparato il significato più autentico della dignità: quella di chi aveva lasciato la propria terra per lavorare e quella di chi, per settant’anni, ne ha custodito e tramandato la memoria. Marcinelle è una tragedia italiana, ma anche profondamente europea. Da quel dolore maturò anche la consapevolezza che l’Europa dovesse essere non soltanto uno spazio economico, ma una comunità di diritti, solidarietà e tutela della persona”.
Si legge poi: “A settant’anni di distanza, l’Italia si stringe intorno a Marcinelle. Lo fa per rendere omaggio alle vittime, per esprimere vicinanza alle loro famiglie e per rinnovare la propria gratitudine verso i milioni di connazionali che, con il lavoro, le capacità e il sacrificio, continuano ogni giorno a dare prestigio al nostro Paese nel mondo. Custodire la memoria di Marcinelle significa trasformarla in responsabilità. Significa difendere ovunque la dignità del lavoro, rafforzare la cultura della sicurezza e operare affinché nessuno debba più perdere la vita mentre costruisce il proprio futuro e quello della propria famiglia.Questo è l’impegno che assumiamo davanti ai caduti di Marcinelle e a tutti gli italiani nel mondo: mai più morti sul lavoro”.
Commissione Ue: l'8 agosto sarà la giornata per le vittime sul lavoro
"Chiunque vada a lavorare dovrebbe tornare a casa sano e salvo. Questo è l'impegno fondamentale che abbiamo nei confronti dei lavoratori. Non è cambiato dall'incidente di Marcinelle, né è cambiata la nostra responsabilità di rispettarlo." Lo ha sottolineato la vicepresidente della Commissione Ue Roxana Minzatu spiegando che, "a seguito degli appelli del Parlamento europeo e di diversi Stati membri, abbiamo proposto di istituire una Giornata europea annuale in memoria delle vittime degli infortuni sul lavoro. Si celebrerà ogni anno l'8 agosto." "Non sarà una giornata dedicata solo alla commemorazione di coloro che hanno perso la vita nel disastro di Marcinelle e in altri tragici incidenti sul lavoro. Avremo un'opportunità annuale per rinnovare l'impegno dell'Europa in materia di prevenzione e riaffermare la nostra ambizione di eliminare gli infortuni e i decessi sul lavoro, in ogni settore e in ogni Stato membro", ha aggiunto ancora Minzatu ricordando: "nonostante i progressi compiuti nella riduzione dei decessi sul lavoro, ogni anno nell'Unione europea più di 3.000 lavoratori perdono la vita a causa di infortuni sul lavoro e si stima che oltre 170.000 muoiano per malattie professionali. Condizioni di lavoro sicure e salubri sono una priorità assoluta. Sono sancite dal Trattato sull'Unione europea e dal Pilastro europeo dei diritti sociali, e sono fondamentali per ciò che un'Europa equa, competitiva e sociale deve realizzare".
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