"La legge elettorale arriva in aula ai primissimi di settembre". L'ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, a margine della tradizionale cerimonia del Ventaglio con la stampa parlamentare. Ai cronisti che gli chiedevano se la data di inizio esame al Senato potrebbe essere l'8 o 9 settembre, La Russa ha risposto: "Non c'è bisogno di una data, arriva subito a settembre. Lo scopriremo nei prossimi giorni. Io ho evitato, come si può dire, che si avessero contrapposizioni eccessive", ricordando che in commissione Affari costituzionali sono state concluse le audizioni e poi ci saranno le votazioni sugli emendamenti. Quindi ha concluso: "La facciamo a settembre, la mettiamo da parte e pensiamo ad altro". "Credo che la formula trovata" sulle preferenze "sia una mediazione democratica. Trovare posizioni che non accontentano nessuno ma siano accettabili per tutti è il cuore della partecipazione democratica". "Come credo avverrà - ha spiegato - se venisse modificato che i capilista devono rispettare la possibilità dei due generi di essere rappresentati al 50% o al 60% e 40%. Non è una mediazione ma è quello che io penso". "Non ho più sentito nessuno che mi ha chiesto un intervento di mediazione, il che mi fa pensare che dall'una e forse anche dall'altra parte ci sia una certa soddisfazione a mantenere questo livello di scontro, che consente di protestare da un lato e di andare avanti senza l'opposizione dall'altro lato. Io auspico che prima delle vacanze, quindi in questi tre giorni, mi arrivi una proposta concreta di mediazione"
Parlando dell'emendamento proposto da FdI sulle cosiddette intercettazioni a strascico anticipando quindi l'inammissibilità della proposta in aula. La Russa l'ha detto nella tradizionale cerimonia del Ventaglio con la stampa parlamentare."Credo che al 99% quell'emendamento debba essere dichiarato non proponibile e così, tranne quello zero uno che lascio per correttezza, avverrà".
"Sulle intercettazioni, la mia non è una mediazione, è un esame attento degli emendamenti - ha continuato il presidente La Russa - Al di là di quello che io penso mi sono adagiato moltissimo sul giudizio tecnico degli uffici. Ho chiesto: 'Questo emendamento che grado di inammissibilità ha? Alto? Mi hanno detto: 'Non al 100% ma molto alto, se vuole fare uno strappo ce lo dice'. No, non voglio fare nessuno strappo in questa materia, voglio essere rispettoso del mio ruolo. Quindi non è che tolgo le castagne dal fuoco alla maggioranza anche perché, se vuole, può riproporlo in un altro provvedimento in cui non ci sia un problema di inammissibilità e credo che possa tranquillamente avvenire".
"Personalmente ho dichiarato che sarei pronto a difendere con la vita i diritti della prima parte della Costituzione. Ci mancherebbe che qualcuno mi dica che non ho diritto di voto, la libertà di associazione o di iscrivermi a un partito diverso, scenderei in piazza".
"Non vedo un dramma - ha detto poi il presidente del Senato parlando dell'utilizzo del fondo Safe - non vedo un problema, ma una normale procedura che può darsi non porti all'utilizzo massiccio di questo fondo, o che venga ritenuto più conveniente non attingere a questo fondo ma ad altri modi meno costosi per il bilancio italiano".
"Questa gara a chi è più di destra non la capisco, anche perché sulla destra non dico che la vinco a man bassa perché sarei presuntuoso… ma insomma dico che questa gara non esiste". La Russa dice di non essere "per niente d'accordo" con Roberto Vannacci che nega la necessità di un reato di femminicidio. "Non capire che davanti a un fenomeno eclatante come l'altissimo numero di donne uccise da chi dice di amarle, non basti richiamarsi alle leggi esistenti ma bisogna creare un reato tipico, oltre che una pena pesante, questo diventa un fatto di comunicazione, un messaggio. Non averlo capito è un errore clamoroso, anche perché non appartiene alla destra, la destra ha sempre avuto rispetto per la figura della donna, questo è sempre stato uno dei capisaldi della destra". Il presidente del Senato l'ha detto nella tradizionale cerimonia del Ventaglio con la stampa parlamentare.
La sentenza su Mario Roggero è criticabilissima nell'entità della pena, non è criticabile quando dice che quella non è legittima difesa perché, secondo l'attuale legge, uscire dal proprio negozio e inseguire non appartiene alla previsione della legge". "Cosa propongo per il futuro? Non vedo nulla di male ad avere da subito la speranza della grazia. Gli auguro di uscire presto dal carcere. Ma dal punto di vista normativo modificherei l'eccesso colposo di legittima difesa", ha sottolineato. "Sono andato più volte a trovare il mio amico Gianni, a Rebibbia, e avevo detto che mentre non sono favorevole a indulti, lo sono all'ipotesi di allungare i giorni che vengono concessi per la buona condotta, se non sono stati accenni di attacco alla penitenziaria. Non mi sembrava un'eresia. Il governo mi ha detto che la strada è migliorare e aumentare i luoghi di detenzione e che non vogliono norme tampone, ma affrontare il problema radicalmente. Non posso che esprimere la mia vicinanza a chi, pur colpevole, in un periodo come questo ha tutto il diritto di chiedere che si tenga conto della sofferenza aggiuntiva che questo comporta".
Meloni al Colle è un "tabù per chi è abituato a occupare i ruoli dello Stato con argomenti pretestuosi. Poi se la Meloni lo voglia fare... non ci pensa nemmeno allo stato. Ma permettete che io dica che se un giorno ci pensasse sarebbe un grande vantaggio per gli italiani, dopo un grande presidente come Mattarella una grande presidente come Meloni. Prima o poi sarebbe gradita a tutto il centrodestra e a gran parte degli elettori del centrosinistra".
""Fin dall'inizio ho detto che volevo Mancini. Di sbagliato, a Malagò l'ho anche scritto, c'è stato il fatto di non decidere prima, insieme a Maldini e Leonardo, i ruoli".
"Io ritengo che una norma" sul fine vita "sia essenziale, non foss'altro perché è eticamente giusta, se entro i canoni di un'accettabilità. Sta avvenendo, come l'Emilia Romagna dimostra, che potremmo avere leggi di fine vita a macchia di leopardo e questo sarebbe peggio dell'assenza di una legge di fine vita. C'è una volontà di trovare un'intesa, spero che maggioranza e opposizione capiscano che sia necessaria tagliare le posizioni più radicale e trovino un'intesa che gli italiani aspettano".
"I giornalisti italiani spesso subiscono - soprattutto dal lato della malavita - pressioni, attentati, aggressioni e quant'altro. Poi c'è anche chi, dico, 'dagli amici come dai nemici mi guardo io, dagli amici mi guardi Dio': attento alle bombe degli amici. Una battuta ogni tanto la consentite anche a me. Quella comunque è una storia tutta da capire".
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