La Riviera del futuro, ecco i progetti: beach club, piscine, cupole e spa

2026/09/27

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Rimini punta ad aggregare gli stabilimenti. I criteri: fusione tra 8 realtà esistenti, fronte di 250 metri. Già 33 manifestazioni di interesse. Intanto il caldo allunga la stagione

Bagnanti in spiaggia ieri a Rimini. A sinistra, un rendering che mostra come potrebbe presentarsi la spiaggia nei prossimi anni

Bagnanti in spiaggia ieri a Rimini. A sinistra, un rendering che mostra come potrebbe presentarsi la spiaggia nei prossimi anni

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Rimini, 27 settembre 2026 –  Bagnini a nozze “per rivoluzionare la spiaggia e offrire i servizi che mancano”. E per avere le spalle più larghe quando, l’anno prossimo, dovranno affrontare le temute aste che assegneranno le attività di spiaggia. Rimini ha rotto il tabù. Il tradizionale stabilimento balneare, che ha fatto la fortuna della Riviera per decenni, non basta più. Servono beach club, piscine e spa in riva al mare, ristoranti di grandi dimensioni. Servono grandi investimenti, perché “negli ultimi 20 anni – dice il sindaco Jamil Sadegholvaad – poco o nulla è stato fatto per rinnovare la spiaggia. Anche a causa del caos sulle concessioni”.

Il sindaco Jamil Sadegholvaad

Il sindaco Jamil Sadegholvaad

Rimini punta sui maxi stabilimenti

Ecco perché Rimini punta forte sui nuovi maxi stabilimenti. Ci crede il Comune, che ha previsto (con il nuovo piano dell’arenile) incentivi per i bagnini che uniranno le forze e daranno vita alle macro-aggregazioni, ovvero stabilmenti formati da almeno 8 dei bagni esistenti e un ristorante, con un fronte lineare non inferiore ai 250 metri. Ci credono molti operatori, pronti alle nozze. Lo dimostra il boom di manifestazioni di interesse arrivate al Comune, che ha fatto un bando (non vincolante) per capire quanti sono, sulla carta, i progetti per i maxi stabilimenti. Al bando, chiuso il 18 settembre, sono pervenute ben 33 manifestazioni di interesse per le macro-aggregazioni.

Modello Spagna

Non tutti i progetti andranno in porto. Ma una cosa è certa: la spiaggia di Rimini, oggi fatta di oltre 250 stabilimenti quasi tutti con caratteristiche identiche, è destinata a cambiare volto. “Abbiamo speso milioni su milioni per il nuovo lungomare e il sistema fognario. Ora tocca alla spiaggia. Abbiamo bisogno di una vera innovazione”, ha ribadito il sindaco dopo il dibattito scoppiato sui maxi bagni. Per i balneari di Confcommercio e Confesercenti e per Federalberghi le macro-aggregazioni rischiano di stravolgere “la figura tipica del bagnino riminese” e attirare i grandi gruppi e le multinazionali. Per i bagnini di Confartigianato, i più attivi (con l’aiuto di Legacoop) sui maxi stabilimenti, con 9 progetti che coinvolgono complessivamente oltre 90 degli attuali bagni, la rivoluzione va fatta. “Siamo rimasti indietro, dobbiamo adeguarci alle esigenze del turismo di oggi”, ripete come un mantra Mauro Vanni, presidente della cooperativa bagnini di Rimini sud e dei balneari di Confartigianato. Il modello è quello dei grandi beachclub in Spagna, in Grecia, a Malta. Ma non c’è bisogno di andare troppo lontano. Il bagno Fantini di Cervia è un esempio della rivoluzione inseguita da Rimini.

Piscine e mare d’inverno

I maxi stabilimenti verranno realizzati “laddove saranno utili – assicura il sindaco – Ma saranno tutelati anche singoli stabilimenti e micro-aggregazioni (formate da almeno 2 bagni e un ristorante)”. Ma è sui grandi che si gioca la partita del futuro della spiaggia. Tra le 33 manifestazioni di interesse arrivate al Comune, quasi tutte prevedono la realizzazione di beachclub. Con tutti i comfort per i turisti che vogliono una giornata al mare a 5 stelle: grandi lettoni, tende e divanetti al posto dei soliti sdrai e ombrelloni e ampi ristoranti con terrazze panoramiche. Il piano spiaggia appena approvato consentirà di realizzare piscine di 250-300 metri quadrati (e di 1,8 metri di profondità massima) nei maxi stabilimenti. Le piscine compaiono in molte delle 33 manifestazioni di interesse. Così come le spa in riva al mare, con vasche idromassaggio e percorsi benessere, anche al chiuso, e palestre. I maxi stabilimenti saranno anche gli unici che potranno montare cupole e tensostrutture per fare sport ed eventi anche in inverno.

Sì ai balli in spiaggia

“Nei 9 progetti per maxi stabilimenti a cui abbiamo lavorato con la cooperativa e Legacoop – riprende Vanni – non mancheranno nuove aree giochi per i bambini, zone relax, aree verdi. E i prezzi saranno per tutte le tasche”. I maxi stabilimenti saranno anche gli unici che potranno ottenere dal Comune la licenza per far ballare in spiaggia. Un altro tabù che Rimini ha deciso di rompere. E in alcuni progetti per i maxi stabilimenti, i bagnini non saranno soli. C’è chi ha stretto accordi con gli albergatori. Perché la ‘solita’ giornata al mare non basta più. Serve altro, in spiaggia, per attirare i turisti. Soprattutto gli stranieri. Si è visto anche quest’estate: spiagge spesso piene solo nei weekend, anche nelle settimane di maggiore affluenza dei turisti in Riviera.

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