“Oltre la dimensione dell’esistente. Friuli 1976" inaugurata nella Torre di Santa Maria. Iniziativa di Confindustria Udine per il 50° del sisma
GUARDA IL SERVIZIO VIDEO. Nell’ambito delle celebrazioni predisposte dalla Regione Friuli Venezia Giulia per il 50° anniversario del terremoto in Friuli, Confindustria Udine, Associazione Archimede e Domenico Taverna e Vetrina dell’Ingegno hanno inaugurato questo pomeriggio, nella Torre di Santa Maria, la mostra “Oltre la dimensione dell’esistente. Friuli 1976. La ricostruzione che partì dalle fabbriche”.
La mostra illustra la ripartenza e la ricostruzione industriale post terremoto, in un racconto a più voci, lungo un percorso “immersivo vintage”.
Al taglio ufficiale del nastro sono intervenuti al presidente di Confindustria Udine Luigino Pozzo, il presidente dell’Associazione Archimede e Domenico Taverna, Piero Petrucco, il vicepresidente di Ance Udine, Marco Cicuttin, la curatrice dell’esposizione Sabrina Tonutti, l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, e il vicesindaco del Comune di Udine, Alessandro Venanzi.
“Come ha già testimoniato l’evento che abbiamo organizzato il 12 settembre nella zona industriale di Osoppo, luogo simbolo della ricostruzione, – ha sottolineato il presidente Luigino Pozzo – non abbiamo voluto proporre una semplice commemorazione, ma un percorso di riflessione sulla capacità del tessuto imprenditoriale friulano di trasformare quella tragedia in opportunità di rinascita, innovazione e sviluppo. Il titolo ‘Oltre la dimensione dell’esistente’, mutuato dalle parole pronunciate allora dal cavaliere Andrea Pittini, non è uno slogan: è la sintesi di una scelta. Nel 1976 gli imprenditori non si limitarono a ripristinare ciò che c’era, ma investirono in visione, nuovi metodi e nuovi obiettivi, proiettando il territorio verso un futuro migliore. Quella lucidità ci serve ancora”.
“Ma siamo ancora capaci di andare oltre la dimensione dell’esistente? – ha proseguito Pozzo – La post globalizzazione premia chi sa riposizionarsi, chi investe, chi aggrega, chi forma, chi non confonde la difesa dell’esistente con la costruzione del futuro. Il Friuli industriale ha già dimostrato di saperlo fare. Ma nessun patrimonio è garantito per sempre. La coesione non si eredita: si rinnova. La centralità dell’industria non si dichiara: si pratica, nelle scelte di politica industriale, nella formazione, nelle infrastrutture, nel rapporto tra impresa e territorio, nella capacità di fare sistema quando i singoli, da soli, non bastano. Per questo Confindustria Udine legge il Modello Friuli come un metodo ancora attuale. Alle nuove generazioni, che non hanno memoria diretta del 1976, questa mostra vuole trasmettere una lezione semplice: il Friuli si è salvato perché ha deciso, insieme, di non mollare e di ricostruire pensando già al dopo. Oggi il problema non è più soltanto ricordare, ma trasmettere valori e fiducia nell’intraprendere”.
Dopo gli interventi di saluto dell’assessore regionale Barbara Zilli e del vicesindaco di Udine Alessandro Venanzi, il vicepresidente di Ance Udine Marco Cicuttin, ha ricordato come la mostra rientri nel progetto che Confindustria Udine, in collaborazione con Regione e Università di Udine, e con la partecipazione di Ance Udine, ha ideato per celebrare la ricostruzione post terremoto del ’76. “Che è stata – ha sottolineato Martina – ricostruzione di edifici e infrastrutture, ricostruzione di una comunità ma anche costruzione di un nuovo approccio culturale, da cui due anni dopo sarebbe nata l’Università di Udine. L’inaugurazione della mostra dà avvio ad un ciclo di incontri che continueranno il prossimo anno, a collegare metaforicamente il terremoto e la nascita dell’università di Udine. A ricordarci che dalla difficoltà si può ripartire. Per ricostruire ma anche per costruire qualcosa di nuovo, destinato a durare e a raggiungere l’eccellenza”.
“E’ la terza mostra – ha rimarcato, dal canto suo, Piero Petrucco – che inauguriamo, dal 2022 ad oggi, nella Torre di Santa Maria, all’interno della Vetrina dell’Ingegno. E ne seguiranno altre, perché il mondo industriale della nostra provincia ha ancora molto da raccontare, anche nel caso della ricostruzione post-terremoto. Possiamo quindi affermare con soddisfazione che questo spazio espositivo, nel cuore di Udine, sta realizzando pienamente l’obiettivo per cui era stato pensato: custodire la memoria storica, guardando al futuro e contribuendo alla crescita culturale in senso lato delle persone attraverso le esperienze delle nostre imprese e i legami che uniscono il mondo produttivo al territorio. Con questa mostra “Oltre la dimensione dell’esistente” vogliamo ribadire un concetto fondamentale: l’impresa è parte integrante della società, anche di fronte a tragedie come un terremoto. E’ questa è la sua dimensione più autentica, ed è su questo che noi imprenditori siamo chiamati a lavorare. Spazi e iniziative come queste vanno proprio in questa direzione”.
L’ESPOSIZIONE
Sabrina Tonutti, curatrice dell’allestimento, ha evidenziato come la mostra – esito di un lavoro di raccolta di testimonianze video, documentazione storica e beni materiali e che si avvalsa anche del contributo come memoria storica di Eugenio Del Piero, già direttore di Confindustria Udine – presenta al piano terra un percorso espositivo “immersivo vintage”.
I piani della Torre ospitano testimonianze video di repertorio, attuali e legate ai due settori dell’edilizia e del legno arredo. Un percorso che, attraverso la polifonia delle testimonianze, narra di ripresa, ripartenza e ricostruzione, presentando infine la realtà delle imprese di oggi, quello che si vede e si tocca con mano entrando nelle fabbriche del Friuli odierno.
Nello specifico, la curatrice Tonutti ha ricordato che il percorso espositivo parte dal piano terra ricoprendo il periodo dal 1975 al 1986: ovvero, dal preterremoto alla ripartenza delle fabbriche alla ricostruzione completata, fino alla fondazione dell’Università di Udine e all’ammodernamento della rete viaria della regione.
Con l’ascensore si sale poi al quinto piano dove nella sezione ‘Panorami’ si potrà godere di un’eccezionale vista sulla città di Udine. Con un percorso a scendere si arriva al quarto piano nella sezione “Terremoto e ricostruzione. Il repertorio” che propone videointerviste a testimoni dell’epoca.
Il terzo piano ospita invece la sezione “La memoria diventa esperienza. la ricostruzione nelle testimonianze di oggi” con videointerviste del 2025-2026. Il secondo piano sviluppa il tema de “Il Friuli della ricostruzione. un enorme cantiere”, con videointerviste a testimoni del settore edile. Sono anche presenti le videointerviste sul settore edile e dei materiali da costruzione.
Al primo piano, infine, la sezione “Il Friuli riparte dal lavoro e va verso il futuro. il settore del legno arredo”, con videointerviste e oggetti del settore legno arredo. Peraltro, in tutta la Torre sono presenti sedute e arredi di aziende associate del settore legno arredo
La mostra è aperta al pubblico ogni sabato, dalle 15 alle 19, fino al mese di settembre 2027. L’ingresso è gratuito.
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