La ragazza somala trova asilo in Germania, ma si apre il fronte svizzero - Notizie - Ansa.it

2026/08/18

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La chiesa evangelica si muove in Germania per proteggere Faduma. E la ragazza somala di 22 anni, che il governo di Friedrich Merz vorrebbe rimandare in Italia - con una misura prevista per il 19 agosto - resterebbe per ora nella Repubblica federale. Una comunità ecclesiastica di Norimberga le ha offerto asilo e protezione "fino alla scadenza della procedura di espulsione", sfruttando un'opzione resa possibile da un accordo con gli organi statali firmato nel 2015.


Ma per l'Italia, impegnata in una difficile trattativa dietro le quinte con Berlino e in un braccio di ferro con Madrid su Schengen, si apre un altro fronte, quello con la Svizzera. Berna è infatti pronta a rimandare indietro i cosiddetti dublinanti e, dopo quasi quattro anni di blocco, annuncia che riprenderà i trasferimenti verso la penisola. "I primi voli sono stati prenotati", ha confermato alla tv svizzera tedesca Magdalena Baker, portavoce della Segreteria di Stato della migrazione (Sem), spiegando che l'operazione partirà dalla fine di agosto e che al momento si tratta soltanto di casi isolati. Novità sufficienti per rilanciare le polemiche, con Pd e Azione sul piede di guerra contro le ultime decisioni del governo Meloni sul fronte migranti.
Le autorità svizzere avrebbero comuque concordato con le autorità italiane che la ripresa avvenga in modo graduale: "È nell'interesse della Svizzera che la ripresa sia gestita in modo sostenibile per entrambe le parti, affinché il sistema funzioni in modo duraturo e non venga sovracaricato", ha spiegato Baker.
Per quanto riguarda Berna i primi rimpatri interessano i richiedenti asilo arrivati dal nostro Paese dopo il 12 giugno, ha spiegato Baker, sottolineando di non aver comunque concluso con l'Italia alcun accordo che escluda dal rimpatrio i richiedenti asilo arrivati prima di questa data. È questo il nodo, invece, al tavolo del negoziato fra Roma e Berlino.
Alla luce del caso di Faduma, arrivata in Germania a fine marzo, colpita da una procedura di espulsione che dovrebbe scattare all'alba del 19 agosto, il Viminale aveva fatto sapere che non accoglierà alcun migrante, ritenendo azzerato il conto degli ingressi che precedono il 12 giugno. Il ministero dell'interno tedesco, dal canto suo, non ha ancora chiarito quale periodo venga preso in considerazione a Berlino, e non ha ritirato la misura contro la cittadina somala. La trattativa in corso coinvolge i due ministri personalmente, secondo fonti dell'ANSA, mentre i portavoce del governo Merz fanno muro negando ogni risposta, con l'intento evidente di non aprire uno scontro pubblico con l'esecutivo Meloni. "La collaborazione sulle politiche migratorie fra Germania e Italia è stretta e confidenziale e il contatto costante", hanno tenuto a ribadire in questi giorni al ministero guidato da Alexander Dobridt.
Mentre le parti studiano il dossier, e si misurano sulle reciproche aspettative, la sorte di Faduma sembrava segnata.
L'associazione Matteo, Chiesa e asilo ha spiegato che il ministero dell'interno non ha ritirato il provvedimento di espulsione. Per questo motivo, la comunità evangelica di Norimberga ha offerto rifugio alla ragazza, garantendole lo status di protezione per i prossimi mesi. Un provvedimento in linea con un accordo siglato il 24 febbraio 2015 con il Bamf (ente per la migrazione e i rifugiati) stando al quale le chiese sono nella posizione di garantire protezione per ragioni umanitarie. Anche su questo, nessun commento dal dicastero di Dobrindt, che continua a tacere, mentre in Italia sono esplose le polemiche. Secondo Osvaldo Napoli, di Azione, la sospensione di Schengen dopo Ceuta "voleva essere una dimostrazione di forza con la Spagna, e invece torna indietro come un boomerang e l'Italia si ritrova esattamente dove era un anno fa con Germania e Svizzera che si apprestano a restituirci i cosiddetti dublinanti". Duro anche il capogruppo del Pd al senato Francesco Boccia, secondo il quale l'Italia adesso è più sola: il governo "populista" di Meloni "ha trasformato una crisi alla frontiera esterna dell'Europa in una crisi interna", esponendo Roma alle ritorsioni. Replica il presidente della commissione Affari Esteri e Difesa del Senato, Maurizio Gasparri: "Gli attacchi del Pd in materia di immigrazione sono da respingere al mittente.
La politica della sinistra europea è disastrosa sul tema. Lo dimostra proprio la vicenda della Spagna".

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