Bologna, 20 luglio 2026 – C’è un fronte del ‘no’ alla manifestazione indetta dal sindaco Matteo Lepore per questa sera alle 19, sotto il Nettuno, per “chiedere verità e giustizia” per la morte di Abderrahim Fakir, l’uomo di 42 anni deceduto durante un intervento della polizia al Pilastro. Una formula, questa, che fa arrabbiare il centrodestra, e non solo.
Intanto il sindaco ha precisato che si tratterà di un momento di raccoglimento e partecipazione senza interventi. “Bologna affronterà questa tragedia da città democratica che crede nello Stato di diritto”.
Lega: "Perché una piazza per chiedere la verità?”
“Il sindaco Lepore rappresenta tutta la città - tuona il vicepremier Matteo Salvini in collegamento con Radio Radio -, quindi al di là di fare il militante del Pd, prima di invocare la piazza e prima che qualcuno indichi i due poliziotti come responsabili, serve prudenza”. Dunque, il leader della Lega trova che “il primo cittadino che convoca una manifestazione in piazza sicuramente non aiuta a svelenire il clima. Contro chi è il presidio? Contro i due agenti? E per chi?”. Stesse domande che si pongono anche Anna Cisint, europarlamentare della Lega, e Matteo Di Benedetto, capogruppo della Lega a Bologna: “Perché Lepore ha convocato una piazza il giorno dopo per ‘chiedere verità’? Sa che qualcuno vuole nascondere qualcosa? O sta sottintendendo che le Forze dell'ordine vorrebbero nascondere qualcosa? Perché ha usato canali ufficiali come l’account Telegram del Comune, che vengono usati per comunicazioni istituzionali, per convocare una piazza che, come l’altra sera al Pilastro, finirà per essere una piazza contro le Forze dell'ordine?’, si chiedono.

Abderahhim Fakir è morto mentre era steso a terra ammanettato. Due poliziotti lo tenevano fermo, chiamati dai residenti
"Dovere del sindaco è invitare alla calma”
Anche il movimento ‘Una Bologna che cambia’, deciso a contendere a Lepore la rielezione alle prossime amministrative, contesta: "In un momento tanto delicato, in cui sono in corso gli accertamenti da parte della magistratura e degli organi competenti, il primo dovere di un sindaco è invitare alla calma, abbassare i toni e garantire fiducia nelle Istituzioni. Le Forze dell'ordine sono intervenute a seguito delle richieste di aiuto dei residenti e sarà l'inchiesta a chiarire con precisione quanto accaduto e ad accertare eventuali responsabilità. Per questo motivo riteniamo sbagliato trasformare una vicenda così drammatica in un terreno di scontro politico prima che vengano chiariti tutti i fatti". Il rischio, per Ubcc, è di "alimentare tensioni".
Forza Italia: “La presunzione di innocenza non esiste per le Forze dell’ordine?”
Sulla stessa linea Giulio Venturi, consigliere comunale di Forza Italia: “Indegno che la Sinistra bolognese gridi allo scandalo e dichiari di voler scendere in piazza senza nemmeno conoscere i fatti. Lepore che chiama all’adunanza sembra un guru pronto a mobilitare i suoi adepti”. Venturi ricorda come Fakir avesse precedenti e “fosse andato in escandescenze, aggredendo la polizia e danneggiando un’automobile. Non era uno stinco di santo. La presunzione di innocenza non esiste per le Forze dell’ordine?”
Anche Favia contro il presidio
Anche un altro avversario politico dell'amministrazione Lepore, Giovanni Favia (Uniti per Bologna) contesta la scelta del presidio di stasera: "Trovo ad esempio incoerente e discutibile la frettolosa manifestazione convocata da Lepore per la tragica morte di Fakir" perché "quando si è a capo di un'istituzione è rischioso cavalcare un'onda che si vuole infrangere contro un altro corpo dello Stato". E siccome "non abbiamo dimenticato la militarizzazione dell'area e le camionette che Lepore mandò a difendere la colata di cemento per l'inutile 'Museo dei Bambini'", innescando "una guerriglia urbana in un intero rione contro dei cittadini che difendevano un parco", secondo Favia "sarebbe più opportuno che il sindaco lasci quella piazza alla società civile, evitando di dare l'impressione di voler utilizzare un momento così delicato per finalità di consenso”.
Nemmeno Azione accoglie l’invito del sindaco
Pure Azione, che ha già marcato più volte la distanza da Lepore e dalla coalizione di centrosinistra che lo sostiene, pur “stringendosi al dolore dei familiari per la tragica morte di Abderrahim Fakir, non parteciperà al presidio indetto dal primo cittadino. “Evitiamo – scrivono Marco Lombardo e l'europarlamentare di Azione, Elisabetta Gualmini – il rischio di alimentare lacerazioni e divisioni e non si mobiliti la città contro le forze dell'ordine. Interverremo invece in ogni sede istituzionale, anche attraverso interrogazioni parlamentari e atti ispettivi, perché si faccia piena chiarezza sulla vicenda a tutela dei familiari della vittima e a tutela dell'onorabilità delle forze dell'ordine”.
La posizione dei sindacati
Dai partiti ai sindacati. Il segretario generale del Sap, Stefano Paoloni, sottolineando come “la nostra professione sia difficile e a volte può accadere l'imponderabile”, censura le ‘strumentalizzazioni in atto’. Per il sindacalista "molto preoccupante è la scelta del sindaco di Bologna, Matteo Lepore, di prendere immediatamente le distanze dall'operato dei colleghi senza attendere gli accertamenti e le verifiche necessarie al fine di definire la dinamica. La scelta della piazza, di cui il sindaco se ne dovrà assumere la responsabilità – sottolinea Paoloni –, è una presa di posizione politica molto forte e di critica nei riguardi dell'apparato della pubblica sicurezza e della magistratura, nei confronti dei quali non mostra di avere alcuna fiducia”.
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