La petizione per le telecamere obbligatorie negli asili, «Ho paura di lasciare mio figli al nido»

2026/09/24

Categories: lifestyle

Riportano le cronache che un’educatrice di un asilo nido comunale di Roma è stata sospesa dal servizio, un paio di giorni fa, in seguito a un'indagine dei carabinieri che ha documentato gravi episodi di violenza sui bambini. Nella struttura sono state fatte intercettazioni audio-video attraverso le quali gli investigatori hanno accertato ripetuti maltrattamenti, tra cui schiaffi, strattonamenti e umiliazioni verbali nei confronti dei bambini. Il primo ottobre c'è l'udienza preliminare del procedimento nei confronti dell'ex titolare di un asilo privato in provincia di Vicenza.

Sono solo alcuni degli ultimi episodi di maltrattamenti scoperti all'interno di asili nido, sempre più spesso denunciati e per cui ci sono state diverse raccolte firme. In queste ore ne è stata lanciata una su Change.org da Martina Nespola per chiedere al Ministero dell'Istruzione una norma nazionale che renda obbligatorie le telecamere di sorveglianza negli asili nido italiani.

«Nel 2026, non possiamo più permetterci di sentire storie di maltrattamenti sui bambini negli asili nido», si legge nel testo della petizione. «Ogni bimbo ha diritto a crescere in un ambiente sicuro e protetto, dove imparare e giocare senza paure».

La promotrice chiede l'obbligo di telecamere come deterrente e strumento di trasparenza per genitori e amministratori. La mobilitazione arriva a due giorni dal caso di Roma. Le indagini qui sono partite a maggio dopo le denunce di alcuni genitori.

Nei mesi scorsi altri episodi di maltrattamento in asili nido, tra cui uno a Verona che ha coinvolto 15 bambini tra i 9 mesi e i 3 anni. Per quel caso Elisa Arvati, veronese, amica di una mamma coinvolta aveva attivato la petizione «Videosorveglianza obbligatoria, proteggiamo i bambini» sempre con l'obiettivo di introdurre telecamere negli asili nido. All'Arena di Verona ha raccontato: «Le parole non bastano per spiegare quello che stiamo vivendo. È un incubo che nessun genitore dovrebbe mai affrontare. Quando affidiamo i nostri figli alla scuola, lo facciamo con un atto di fiducia totale. Confidiamo che vengano accolti, protetti, rispettati da chi se ne prenderà cura al nostro posto. Ci fidiamo. Invece quelle stesse persone li hanno maltrattati. Con conseguenze profonde e dolorose».

Sotto questa petizione ci sono messaggi come questo: «Ho una figlia di quasi 2 anni e sapere dell’esistenza delle telecamere nelle strutture mi rincuorerebbe molto…». E ancora: «È necessario che le videocamere vengano collocate in quelle strutture che accolgono fragili, come bambini, disabili, anziani».

Nelle ultime due legislature sono stati presentati disegni di legge su questo tema. Quello della passata legislatura è il disegno di legge n. 264 che dice :«Gli asili nido comunali e privati e le scuole dell'infanzia comunali, statali e paritarie, dalla data di entrata in vigore della presente legge possono dotarsi di un sistema di telecamere criptate a circuito chiuso al fine di garantire una maggiore tutela dei minori ospitati nelle medesime strutture. Le registrazioni del sistema di videosorveglianza di cui al comma 1 possono essere visionate esclusivamente dalle Forze dell'ordine e solo a seguito di formale denuncia di reato alle autorità competenti». Il garante per l'infanzia e quello per la privacy sono più volte intervenuti sul tema, anche con sanzioni per utilizzo in luoghi impropri e pubblicazioni di materiali.

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