Redazione 14 luglio 2026 07:15
La pedonalizzazione del Portico d’Ottavia si farà. Ad annunciarlo è stato l’assessore alla Mobilità di Roma, Eugenio Patanè, confermando come il ricorso contro il progetto presentato da alcuni residente sia stato respinto dal Tar del Lazio.
Pedonalizzaziono al centro storico
Nel 2024 la giunta di Roma aveva approvato il Piano particolareggiato di traffico «Centro storico», che identificava sei isole ambientali: Portico d’Ottavia, Navona, Pantheon, Tridente, Trevi-Quirinale e Ansa Barocca. Con la stessa delibera, sono stati approvati i progetti di fattibilità tecnico economica per le pedonalizzazioni di via del Portico d'Ottavia, via dei Banchi Nuovi, via del Governo Vecchio-piazza Pasquino e via Giulia. Nel dettaglio, l’intervento su Portico d’Ottavia, per un importo complessivo di 500 mila euro, prevede la riqualificazione della pavimentazione e degli spazi pedonali.
Contrari a questo progetto alcuni residenti di zona che hanno quindi presentato ricorso al Tar. Tra le motivazioni avanzate c’era un presunto «eccesso di ptoere» del Comune e, soprattutto, il problema dei posti auto che venivano a mancare.
La sentenza del Tar del Lazio
Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso, confermando la correttezza dell’iter procedurale del Campidoglio. A commentare questa sentenza è stato proprio l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè. «In commissione - ha raccontato Patanè ricordando un’audizione per spiegare gli interventi - ho spiegato quel provvedimento per venti minuti, dati alla mano, punto per punto, insieme ai tecnici. Un signore, che si presentava da grande esperto, liquidò tutto come «parole vuote di incompetenti», «prive di approfondimenti tecnici», e annunciò ricorso al TAR. Gli risposi di farlo: non abbiamo paura della verità, né del giudizio di un giudice».
I giudici amministrativi si sono quindi espressi respingendo il ricorso perchè «gli atti impugnati sono esenti dai vizi denunciati in ricorso», «l'iter procedurale è stato accurato e ha congruamente ponderato gli interessi coinvolti», «gli uffici comunali hanno scrupolosamente analizzato il territorio», «l'istruttoria è stata articolata ed esaustiva», «il ricorso deve essere respinto perché infondato». «Nero su bianco: quelle scelte non sono ideologiche - evidenzia Patanè - sono il frutto di un lungo e ponderato iter procedurale, coerente con il PUMS e con il Piano del traffico, con l'accessibilità garantita».
«Ecco la differenza, e non è una sfumatura - conclude - c'è chi amministra sui dati, sui piani e nel rispetto delle leggi, e mette la firma su atti che reggono davanti a un giudice. E c'è chi fa campagna sugli slogan, o scrive dal divano sentenze che non impegnano nessuno, sicuro di avere sempre ragione perché tanto nessuno gli chiede il conto».
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