La parrocchia nega la pastasciutta antifascista, poi l’ok del vescovo - Notizie - Ansa.it

2026/07/13

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Spazi revocati dalla parrocchia alla "Pastasciutta antifascista", anzi no, si farà ma spostata in un'altra parrocchia. Ascoli Piceno diventa teatro di un acceso dibattito che unisce memoria storica e valori costituzionali attorno alla tradizionale "Pastasciutta Antifascista" del 26 luglio.

L'evento, promosso dall'Anpi provinciale con il Collettivo Caciara e l'Assalto ai Forni di Lorenza Roiati, ha vissuto ore di forte tensione dopo il dietrofront della parrocchia del Cuore Immacolato di Maria (i Frati di via 3 Ottobre) che ha revocato la concessione degli spazi concordati. Una vicenda che riporta alla mente i fatti di due anni fa quando Roiati venne identificata dalla polizia per aver appeso fuori dal proprio forno uno striscione con la scritta: "25 Aprile, buono come il pane bello come l'antifascismo". In questo caso la decisione è ruotata attorno all'aggettivo "antifascista", giudicato inopportuno e fonte di potenziale contrapposizione. Una scelta ha scatenato l'amara reazione degli organizzatori.

L'Anpi e il Collettivo Caciara hanno espresso "profonda preoccupazione, definendo l'atto un segnale preoccupante che colpisce il cuore dei valori democratici". Ricordando che Ascoli è città Medaglia d'Oro al Valor Militare, le associazioni hanno ribadito che "l'antifascismo non è una fazione politica, ma il presupposto storico della Repubblica e della Costituzione", richiamando anche l'importante tradizione dell'antifascismo cattolico e il sacrificio di tanti sacerdoti. A sciogliere i nodi di quello che rischiava di diventare uno scontro insanabile è intervenuto direttamente il vescovo di Ascoli Piceno, monsignor Gianpiero Palmieri, che ha ridimensionato il caso parlando di un mero "equivoco". Secondo il presule, "la richiesta iniziale era stata presentata come cena di beneficenza; il parroco, un frate minore originario del Kenya giunto da un anno, non conosceva a fondo la storia politica italiana e, vedendo la dicitura, ha temuto un'iniziativa di parte, reagendo d'impulso".

Monsignor Palmieri ha quindi escluso pressioni ideologiche e ha risolto la situazione annunciando lo spostamento della manifestazione presso la parrocchia di San Marcello, dove l'evento si svolgerà regolarmente. Il vescovo ha concluso con un forte richiamo all'unità: "Antifascismo, libertà e democrazia sono valori costituzionali che non appartengono alla destra o alla sinistra, ma sono il patrimonio condiviso di tutto il Paese". I pilastri della Costituzione, insomma, non devono mai dividere. 
   

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