La nuova vita di Francesco Iennaco, l’ex rider che perse una gamba nel 2018: “Finalmente ho un lavoro stabile e salgo sul bus con la mia protesi”

2026/09/24

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Milano, 24 settembre 2026 – “Finalmente sono diventato di ruolo. Collaboratore scolastico a tempo indeterminato. È un sogno che si avvera dopo tante sofferenze. Ma non voglio pensare al passato: guardo la strada che ho davanti, tutte le possibilità che ho, e non smetto di essere grato alla vita. Con la mia nuova protesi, poi, vado che è una meraviglia”. Francesco Iennaco è l’ex rider che fu investito da un tram in via Montegani il 17 maggio 2018 mentre correva in scooter a consegnare pizze per Just Eat. L’infortunio gli è costato l’amputazione della gamba destra dal ginocchio in giù. Oggi Iennaco, originario di Torre Annunziata, ha 37 anni e vive a Bologna, dove già si era trasferito per lavorare come collaboratore scolastico.

Francesco ha subito l'amputazione di una gamba dopo il grave incidente contro un tram nel 2018

Francesco ha subito l'amputazione di una gamba dopo il grave incidente contro un tram nel 2018

Come sta?

“Alla grande. Quest’anno sono diventato di ruolo ed è una soddisfazione immensa. Lavoro all’Istituto Aldini Valerani che è la più antica scuola tecnico professionale di Bologna. Mi sto ambientando ma già sento un bel clima, si sta creando un bel rapporto sia con i colleghi e sia con i professori e gli studenti. Poi sono molto contento della mia nuova protesi Pro-Flex in fibra di carbonio, con un piede spettacolare che mi consente anche di correre. Sto aspettando solo la cover: l’ho scelta nera e verde fluo. Intanto posso già fare tutto. Mi trovo bene a tal punto da riuscire a raggiungere la scuola a piedi. Andata e ritorno, tutti i giorni”.

Da quanto tempo ha questa nuova protesi?

“Dallo scorso giugno. Ho affrontato un intervento chirurgico all’Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna. Mi è stato rimosso il perone, quel che ne restava, che mi creava solo fastidio e mi rendeva più complicato anche infilare la protesi. Adesso va molto meglio”.

Com’è una sua giornata tipo?

“Uguale a quella di milioni di altre persone, e sono felice di questo. Perché non è scontato. Semplicemente, al mattino mi sveglio e vado a lavorare con i mezzi pubblici. Magari si potrebbe pensare che non sia il massimo, andare a lavorare prendendo un bus, invece per me è una conquista, un’azione che sa di normalità, che non mi fa sentire diverso. Abito relativamente vicino alla scuola, nella zona nord di Bologna, e impiego 20 minuti di autobus per raggiungerla. Comunque non ho paura di guidare (quando lavorava nella scuola precedente si spostava in sella a un SH125, ndr). ll mio turno di lavoro è di 7 ore e 12 minuti. Poi ritorno a casa, sempre con i mezzi pubblici. E rispetto all’anno scorso c’è stato un altro cambiamento: vivo da solo, non più in un appartamento in condivisione con altri coinquilini. È un’altra conquista”.

L’infortunio le ha anche fatto scoprire una passione: quella per la pallanuoto. Continua a nuotare?

“Sì. Non solo: ho sempre il sogno di fondare una squadra paralimpica, qui a Bologna. Facendo fisioterapia, ho iniziato a dedicarmi alla pallanuoto e ho avuto tante soddisfazioni con la squadra paralimpica di Waterpolo Napoli Lions. A Bologna mi alleno alla piscina Carmen Longo Stadio. Grazie alla società De Akker Bologna ho la possibilità di praticare la pallanuoto con le squadre under 18 e under 16, di normodotati. Ma creare una squadra paralimpica resta il mio obiettivo”.

Ogni tanto torna a Milano?

“Sì, non mi faccio problemi a tornare quando ne ho l’occasione. L’infortunio lo considero un fatto passato, ora guardo avanti. Non ho mai voluto che l’incidente mi condizionasse al punto da farmi odiare Milano. Non è successo. Anzi: sarò a Milano in questi giorni di Fashion week e girerò per le strade del centro che mi sono rimaste nel cuore, in zona Porta Genova, Navigli e Colonne di San Lorenzo. Questi sono i quartieri che frequentavo quando abitavo lì e sento un legame ancora forte”.

Lei è diventato il simbolo di una categoria, quella dei rider, che ancora lotta per avere tutele. Che pensa della situazione attuale?

“Qualche passo avanti si è fatto, rispetto a 8 anni fa. Ora non conosco in maniera approfondita la situazione attuale ma so che la categoria si sta ancora battendo per conquistare tutele. Quello che posso dire è che tutti dovrebbero avere una paga oraria e ritmi di lavoro accettabili”.

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