La nuova via navigabile, lunga oltre 130 km, collega il sistema fluviale interno della provincia del Guangxi con il golfo del Tonchino consentendo alle merci di raggiungere le rotte internazionali

Il nuovo Canale di Pinglu in Cina

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Roma, 12 agosto 2026 – Si apre un nuovo canale commerciale per la Cina, un’ulteriore estensione della sua egemonia economica nel sud-est asiatico. E il percorso è lungo 134,2 chilometri, quelli del canale di Pinglu, la nuova via navigabile scavata nella provincia cinese più meridionale del Guangxi che pochi giorni fa ha superato il primo test completo di navigazione e si prepara all’apertura definitiva prevista per settembre. È il passaggio decisivo di una maxi opera da 72,7 miliardi di yuan, circa 9,5 miliardi di euro, con cui Pechino vuole ridisegnare le direttrici del commercio delle proprie province sud-occidentali e rafforzare il legame economico con l’Associazione delle nazioni del sud est asiatico (Asean).
Il test si è svolto tra il 7 e l’8 agosto, quando una nave della Guangxi Maritime Safety Administration ha percorso per la prima volta l’intero tracciato, dal golfo del Tonchino fino alla sua estremità settentrionale sul fiume Pingtang. Le autorità hanno così potuto verificare la larghezza del canale, le curve, l’altezza dei ponti, gli imbocchi degli affluenti, la segnaletica e le procedure di sicurezza, dopo il completamento delle principali opere ingegneristiche a luglio, e il collaudo ha avuto esito positivo.
Il Pinglu collega il sistema fluviale interno del Guangxi con il golfo del Tonchino (o golfo di Beibu) consentendo alle merci provenienti dall’entroterra di raggiungere direttamente il mare e le rotte internazionali. Il progetto, avviato nell’agosto 2022, è concepito per permettere il passaggio a navi con stazza fino a 5.000 tonnellate e dispone di tre grandi complessi di chiuse che permettono di far superare alle imbarcazioni un dislivello complessivo lungo il percorso di circa 65 metri. Il cuore del sistema è costituito dai grandi impianti di navigazione di Madao, Qishi e Qingnian, dove la principale chiusa è lunga circa 300 metri e larga 34, con dimensioni sufficienti a gestire contemporaneamente più imbarcazioni.
Il canale è stato progettato per poter far transitare fino a 89 milioni di tonnellate di merci l’anno con notevoli vantaggi sia economici, sia soprattutto geografici, rispetto alle tradizionali vie di terra. La nuova rotta navigabile può accorciare di centinaia di chilometri i collegamenti fluviali tra l’interno della Cina e il mare, riducendo tempi e costi logistici che, secondo le stime riportate da fonti citate dal giornale di Hong Kong South China Morning Post, potrebbero portare a risparmi annuali sui trasporti di 5 miliardi di yuan (circa 640 milioni di euro) Ma il canale di Pinglu è un’opera strategica che va oltre i vantaggi per la logistica. È uno dei principali elementi del cosiddetto Nuovo corridoio commerciale internazionale terra-mare, pensato da Pechino per avvicinarsi alle ‘Tigri asiatiche’ e collegare le province occidentali cinesi ai mercati mondiali attraverso il sud est asiatico. Il canale infatti toglie lo svantaggio geografico delle province cinesi più interne e meno sviluppate rispetto a quelle della costa, e offre loro un accesso più diretto ai porti meridionali e alle rotte verso Vietnam, Singapore, Malaysia e gli altri Paesi dell’Asean.
È inoltre una strategia che si inserisce nel quadro più generale di Pechino di cercare di diversificare i propri sbocchi commerciali. Nel 2025, secondo i dati riportati dal South China Morning Post, le esportazioni cinesi verso l’Asean sono cresciute del 13,4%, mentre quelle verso gli Stati Uniti sono diminuite del 20%. Il Sud-Est asiatico è quindi diventato non soltanto un vicino geografico, ma uno dei principali assi della proiezione economica cinese e il canale di Pinglu appare come l’infrastruttura giusta per rafforzare la sua piattaforma commerciale sull’Asean, integrandosi con porti, ferrovie e altri collegamenti del corridoio terra-mare.
Con l’apertura completa a settembre si prevede quindi che il canale, oltre a permettere di spostare più rapidamente le merci, modificherà la geografia economica della Cina, portando più vicino al mare territori che per decenni non hanno avuto le stesse possibilità di sviluppo dei grandi poli economici sulla costa. Il nuovo canale di Pinglu inoltre è solo un tassello di una strategia più ampia di investimenti in grandi opere iniziati da anni con cui la Cina punta a costruire una rete di infrastrutture capaci di orientare verso i principali corridoi globali i flussi commerciali della sua enorme capacità produttiva.
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