La nuova crociata della Lega contro le moschee: “Stop a nuovi insediamenti islamici in tutta Italia”

2026/08/28

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N.P.

N.P. 28 agosto 2026 14:22

Fedeli in preghiera nell'area designata per la moschea - foto da VeneziaToday

Non solo niente moschea a Mestre, ma "niente insediamenti islamici in Italia fino all'approvazione di una nuova legge quadro nazionale". Dopo il caso di Venezia, dove il sindaco Simone Venturini ha bloccato il progetto della comunità bengalese per un nuovo edificio di culto sostenendo che non ci sono le condizioni per autorizzarlo, la Lega alza il tiro e annuncia una proposta di legge ad hoc.

Il caso della moschea proibita

Facciamo un passo indietro. Il progetto stoppato è quello per una moschea che doveva sorgere nell'area di via Giustizia, acquistata da una cordata di cittadini e investitori bengalesi per circa 1,5 milioni di euro, dopo che già nei mesi scorsi l'avevano ripulita e frequentata per preghiere all'aperto. C'era l'ok dell'ex sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, che aveva proposto a Prince Howlader - italo-bengalese presidente dell'associazione "Giovani per l'umanità" e tra i volti più noti della comunità veneziana - di raccogliere i fondi e presentare un piano, cosa effettivamente avvenuta. 

Il vento è cambiato e Venturini ha bloccato tutto. Come ricostruisce VeneziaToday, il sindaco ha spiegato che per un luogo di culto islamico in città "i tempi non sono maturi. La comunità bengalese deve fare dei passi avanti, per quanto riguarda la lingua, l'inclusione delle donne, il rispetto delle regole, l'abbandono dei rifiuti".

Disegno rappresentativo della mosche in via Giustizia veneziatoday
Il progetto della nuova moschea

"Erano già tutti belli convinti: a Venezia faremo la grande moschea, candidiamo i bengalesi della comunità islamica nel Pd, perché tanto vince il Pd. Invece no: ha vinto il centrodestra, ha vinto la Lega e a Venezia la moschea non si fa", il commento dell'europarlamentare leghista Susanna Ceccardi.

Dal canto suo, la comunità bengalese rivendica gli accordi con l'amministrazione precedente e si dice pronta a manifestare con uno sciopero che rischia di mandare in tilt esercizi commerciali e aziende, tra cui Fincantieri, dove lavorano diverse migliaia di bengalesi.

"Inaccettabili le minacce di chi pensa di poter ricattare Venezia e le sue istituzioni: le segnalazioni del caso saranno trasmesse alle autorità competenti. Lo ribadisco: no alla moschea a Venezia e in tutta Italia. Stop a ogni concessione di spazi a realtà islamiche finché non ci sarà un'intesa con lo Stato italiano, nel pieno rispetto delle nostre leggi, dei nostri valori e delle nostre regole. Basta arroganza e basta ricatti", le parole di Salvini.

Inaccettabili le minacce di chi pensa di poter ricattare Venezia e le sue istituzioni: le segnalazioni del caso saranno trasmesse alle autorità competenti.

Lo ribadisco: NO alla moschea a Venezia e in tutta Italia. STOP a ogni concessione di spazi a realtà islamiche finché non… pic.twitter.com/uvSCJIoSDQ

— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) August 27, 2026

Per il caso veneto la Lega annuncia il pugno duro: "Gli avvocati della Lega sono al lavoro per segnalare alle autorità di pubblica sicurezza le gravi minacce di blocco selvaggio annunciate da esponenti della comunità islamica".

Ma in via Bellerio si pensa "in grande" e il partito di Salvini annuncia che è pronta una proposta di legge "per fermare nuovi insediamenti islamici in Italia fino all'approvazione di una nuova legge quadro nazionale e alla definizione di un'intesa con lo Stato italiano che garantisca pieno rispetto delle nostre leggi, dei nostri valori e delle nostre regole".

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