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- "La nostra più grande vicinanza ai tanti lavoratori. Scelta della proprietà inaccettabile e indifendibile"
Prima il voto unanime del Consiglio comunale, poi la visita ai cancelli dello stabilimento. La politica ferrarese prova a fare...

Prima il voto unanime del Consiglio comunale, poi la visita ai cancelli dello stabilimento. La politica ferrarese prova a fare...

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Prima il voto unanime del Consiglio comunale, poi la visita ai cancelli dello stabilimento. La politica ferrarese prova a fare quadrato attorno ai lavoratori di Coperion, mentre cresce la preoccupazione per il futuro degli 80 dipendenti della sede cittadina, raggiunti dalla procedura che potrebbe portare alla chiusura dell’attività. Un fronte istituzionale che si presenta compatto nel tentativo di scongiurare un epilogo che rischierebbe di avere pesanti ricadute occupazionali e industriali.
L’altro ieri l’aula municipale si è espressa all’unanimità approvando la mozione presentata dalla capogruppo di Fratelli d’Italia Iolanda Madeo, con cui si chiede l’apertura di un tavolo permanente di confronto fra azienda, organizzazioni sindacali e istituzioni. Ieri mattina una delegazione del partito si è recata davanti allo stabilimento per incontrare i lavoratori. Presenti il vicesindaco e presidente provinciale di Fratelli d’Italia Alessandro Balboni, il consigliere regionale Fausto Gianella, Madeo, il vicepresidente della Provincia Alessandro Guaraldi e il presidente provinciale di Gioventù Nazionale Giacomo Barile.
L’incontro è servito a raccogliere le preoccupazioni dei dipendenti e a ribadire l’impegno a percorrere tutte le strade istituzionali possibili. A rendere ancora più difficile da comprendere la scelta della proprietà, secondo quanto evidenziato dalla delegazione, ci sarebbero i risultati positivi del sito ferrarese, considerato una realtà altamente specializzata, con commesse in corso e personale qualificato. Anche per questo la decisione è stata accolta con sorpresa dal territorio, tanto più dopo l’acquisizione del gruppo da parte del fondo statunitense Lone Star, avvenuta lo scorso anno e accompagnata anche da investimenti e nuove assunzioni di ingegneri nello stabilimento estense.
"La scelta della proprietà di procedere a 80 licenziamenti è inaccettabile e indifendibile – afferma il vicesindaco Balboni –. Di fronte a una realtà in utile non possiamo accettare che prevalgano esclusivamente logiche di speculazione finanziaria". Il vicesindaco annuncia inoltre la volontà di coinvolgere il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e rilancia la necessità di un’azione condivisa. "Su una vicenda come questa non devono esistere divisioni politiche – aggiunge –. Se la proprietà non intende più investire, si valuti anche la cessione dell’azienda anziché la chiusura. Difendere imprese sane e posti di lavoro significa difendere il futuro del nostro territorio".
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