La morte di Domenico: avvocato, ‘con cuore artificiale si sarebbe salvato’ - Notizie - Ansa.it

2026/09/11

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Se entro 72 ore fosse stato collegato al Berlin Heart, il cuore artificiale extracorporeo, Domenico sarebbe stato ritrapiantabile e avrebbe avuto una percentuale di riuscita di oltre il 70%, lo scrivono i periti del gip nella loro relazione di 553 pagine, per questo chiedo che la Procura valuti l'ipotesi di contestare l'omicidio volontario al posto del colposo". Lo dichiara l'avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo deceduto a causa di un trapianto di cuore fallito eseguito nell'ospedale Monaldi di Napoli il 23 dicembre 2025.

Secondo i periti del gip, in caso di ritrapianto la sopravvivenza a medio e lungo termine di Domenico sarebbe stata superiore al 70%. "Deve rilevarsi che il VAD (Berlin Heart Excor) - si legge nella perizia - quale supporto al circolo durevole, avrebbe consentito di preservare e/o ristabilire la funzionalità d'organo rendendo, quindi, il paziente potenzialmente candidabile a un ritrapianto per un tempo superiore a quello garantito dall'Ecmo". Il 17 febbraio si rese disponibile un altro cuore per Domenico ma ormai le condizioni dei suoi organi, già da metà gennaio, a causa dell'Ecmo, erano tali da renderlo inadatto al ritrapianto: "E' pertanto possibile affermare, secondo i criteri della probabilità logica - spiegano i periti - che con il ritrapianto la probabilità di sopravvivenza a medio e lungo termine sarebbe stata significativa".

"I periti sostengono che una cardiectomia anticipata può essere eseguita e che in caso di specie è stata eseguita prima dell'apertura del frigo box. Ma allora - si chiede l'avvocato Petruzzi - perché Guido Oppido nel diario clinico sottoscrive che l'ha fatto invece contemporaneamente all'apertura del frigo?".

A novembre l'incidente probatorio con la super perizia

Il Gip di Napoli Mariano Sorrentino ha fissato per i prossimi 12 e 13 novembre l'esame e il controesame sull'incidente probatorio nell'ambito delle indagini sulla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bimbo di quasi due anni e mezzo deceduto lo scorso 21 febbraio a seguito del fallimento di un trapianto di cuore eseguito il 23 dicembre 2025 nell'ospedale Monaldi di Napoli. A novembre si discuterà della superperizia - sono circa 600 pagine - depositata nella giornata di ieri dai tre professori nominati dalla Procura come consulenti, ovvero Biagio Solarino, Ugolino Livi e Ferdinando Luca Lorini. Un accertamento tecnico irripetibile in cui i professionisti hanno risposto ai quesiti posti dal gip, relativi in particolare alle scelte adottate dopo il trapianto, eseguito comunque, malgrado il cuore fosse inutilizzabile a causa delle basse temperature. Il giudice ha chiesto di verificare le condotte adottate dai medici quando il bimbo era collegato all'ecmo nella terapia intensiva del Monaldi, e di valutare le ragioni alla base della decisione di escludere la possibilità di usare il "berlin heart", il cosiddetto cuore artificiale extracorporeo, che a giudizio dell'avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo, e dei suoi consulenti, avrebbe potuto dare maggiori chance per un secondo trapianto. Sono sette i medici indagati dalla Procura partenopea per la morte di Domenico.

Al Riesame il ricorso dei due cardiochirurghi

In programma oggi a Napoli l'udienza davanti al tribunale del Riesame per valutare le richieste degli avvocati dei cardiochirurghi Guido Oppido e Emma Bergonzoni, relativamente alla misura interdittiva comminata nei mesi scorsi per essere stati ritenuti colpevoli di avere modificato la cartella clinica di Domenico Caliendo, il bimbo di quasi due anni e mezzo deceduto in terapia intensiva a causa di un trapianto di cuore fallito. Nei loro confronti si ipotizza il reato di falso nel referto operatorio. La misura interdittiva è di un anno per il capo dell'equipe e di sette mesi per la chirurga.

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