- Home
- Cesena
- Cronaca
- La minaccia dei grandi gruppi sugli stabilimenti balneari: “Imprese familiari a rischio”
Bandi per le concessioni demaniali: se a Cesenatico i bagnini denunciano il peso psicologico di una sfida con i colossi finanziari, a Gatteo e San Mauro le spiagge parzialmente private consentono di guardare ai prossimi passaggi amministrativi con relativa serenità

Sulla Riviera della provincia di Forlì-Cesena operano 170 stabilimenti balneari

Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su Google
Cesena, 13 settembre 2026 – Le temperature scendono con le prime piogge di settembre, ma le spiagge della riviera sono più che mai roventi, perché alla vigilia della pubblicazione dei bandi per le concessioni demaniali, oltre a molti imprenditori della zona, sono interessati a rilevare la gestione dei bagni anche multinazionali, fondi e grossi gruppi economici, finanziari ed industriali. La partita nella provincia di Forlì-Cesena interessa 170 lidi.
Meneghello: “Il timore è che si possa snaturalizzare un modello vincente”
Ilaria Meneghello, vicepresidente della Cooperativa stabilimenti balneari di Cesenatico che associa 127 imprese, è preoccupata per il futuro: “Ovviamente non sappiamo chi si presenterà ai bandi; da tempo circolano voci riguardo la presenza di grandi gruppi interessati alle spiagge ed il timore è che si possa snaturalizzare un modello vincente. Va bene l’idea di chi sostiene l’esigenza di rinnovarci, ma ci hanno impedito di farlo, perchè sino ad ora gli imprenditori sono stati impediti dalla possibilità di investire, senza avere la garanzia di un futuro. Alcuni hanno venduto, perché ci sono famiglie stremate da una situazione che psicologicamente ci devasta. La maggior parte di noi sono piccoli imprenditori, famiglie, c’è chi ha impegnato la casa per avere uno stabilimento, quindi è dura; se arrivano dei grossi gruppi, la nostra preoccupazione è che si tolga l’aspetto fondamentale della nostra riviera, l’ospitalità ed il rapporto umano. Noi conosciamo i bambini di tre generazioni per nome, i nostri ospiti sono di casa e c’è il rischio concreto di perdere il modello romagnolo che ha tenuto sempre, quello di famiglie che lavorano ospitando le famiglie, perché noi oltre al portafoglio, abbiamo una faccia ed un cuore”.
Bondi: “Il nostro auspicio comunque è quello di trovare un accordo”
Massimo Bondi, presidente del Gatteo Mare Summer Village, è a capo di 30 stabilimenti balneari che hanno caratteristiche specifiche, come egli stesso ci spiega: “Noi a Gatteo abbiamo tutti la proprietà privata del suolo su cui sono stati realizzati i nostri stabilimenti dove ci sono bar, punti di ristoro e cabine; quindi su tali attività non siamo soggetti alla direttiva Bolkestein. Di questi 30 stabilimenti, ce ne sono dieci titolari anche dei diritti di spiaggia, mentre venti andranno a bando”. “In questa situazione – conclude Massimo Bondi – è piuttosto improbabile che grossi gruppi finanziari si insinuino ed intervengano per investire sulla spiaggia di Gatteo Mare. Il nostro auspicio comunque è quello di trovare un accordo fra le aziende che gestiscono stabilimenti con punti di ristoro e spiaggia, in modo da avere una conduzione organica, che è l’unica vincente nel modello romagnolo”.
Da San Mauro Mare a Savignano Mare
A San Mauro Mare ci sono una dozzina di lidi e Alessandro Delvecchio è relativamente sereno: “Noi abbiamo spiagge in gran parte private, quindi non soffriamo più di tanto la pressione delle multinazionali. Occorrerà capire come saranno organizzati i bandi, perché abbiamo dei “provvisori”, cioè dei lembi di pochi metri di spiaggia sulla battigia, che vengono messi in concessione ad uso ombreggio; sono anni che seguiamo la questione e non ci sono particolari preoccupazioni”. A Savignano Mare anche lo stabilimento balneare del Camping Villaggio Rubicone è su suolo privato.
© Riproduzione riservata
>> Home