A.F. 22 luglio 2026 14:21
Niente da fare. La giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera ha detto "no" alla richiesta dei magistrati della procura di Roma di acquisire le chat tra Andrea Delmastro e il ristoratore Mauro Caroccia.
La protesta: "Fuori le chat"
La pratica adesso passerà all'Aula di Montecitorio che emetterà il verdetto definitivo, ma dopo il voto della giunta è andata in scena la protesta dei senatori del Movimento 5 stelle, che hanno occupato i banchi del governo esibendo dei cartelli con la scritta: "Fuori le chat". I senatori del Movimento 5 stelle si sono messi in piedi tra i banchi dell'esecutivo, continuando a mostrare i cartelloni e urlando "Vergogna, vergogna!" tra le proteste dei colleghi di Fratelli d'Italia, che hanno risposto con "Buffoni". Uno di loro si è avvicinato al capogruppo pentastellato a Palazzo Madama, Luca Pirondini, strappandogli il cartellone, ed è stato subito allontanato mentre il confronto verbale proseguiva. La presidente di turno ha invitato i senatori a lasciare i banchi del governo e ha sospeso la seduta, sollecitando l'intervento dei commessi.
Poco prima di occupare i banchi del governo, Pirondini è intervenuto in Aula: "Il gruppo del Movimento 5 stelle non voterà questo emendamento perché stamattina la Giunta per le autorizzazioni a procedere, ovvero questa maggioranza, ha votato per negare alla Procura le chat tra il sottosegretario Delmastro e una persona coinvolta con la camorra. Per noi oggi i lavori finiscono qui. Il Movimento 5 stelle non prosegue i lavori. Perché non si può domenica scorsa andare a commemorare Paolo Borsellino e oggi negare che la procura di Roma possa acquisire le chat tra un sottosegretario, avvocato della presidente del Consiglio, e una persona collegata con la camorra. Questo governo sta aiutando la mafia e non si può continuare a lavorare come se nulla fosse. Occupiamo l'aula e i banchi del governo".
Conte: "Hanno messo lo scudo"
Giuseppe Conte ha affidato il suo commento a un video sui social: "È incredibile, hanno messo lo scudo. Lo scudo per proteggere i cittadini contro il crollo degli stipendi? Contro il carovita? Contro il carburante alle stelle? Ma figuriamoci! Poco fa il Parlamento, nella giunta per le autorizzazioni a procedere, ha scudato Delmastro di Fratelli d'Italia. Vi ricordate? Delmastro è quello della Bisteccheria, quello che aveva costituito la società per fare affari con i familiari del prestanome del clan Senese. La procura di Roma per proseguire le indagini voleva acquisire le chat tra Delmastro e il prestanome del clan Senese, eppure il centrodestra di Meloni ha detto no. E loro poi blaterano di legalità e di trasparenza".
"Cosa temono, cosa hanno da nascondere? - ha aggiunto - È possibile che arrivino fino al punto di ostacolare le indagini della procura quando c'è di mezzo un clan mafioso? Ci facciano almeno una cortesia: la smettano di parlare di legalità, di trasparenza, la smettano di dire che la loro azione politica si ispira alle idee e al pensiero di Borsellino. Dopo il salvataggio di Santanchè, avete perso un'altra volta la faccia. Vi aspettiamo in aula su questa vergognosa decisione, vi daremo battaglia. Fuori le chat".
"Comunicazioni tra Caroccia e Delmastro sono indispensabili"
Le componenti del M5s nella giunta delle autorizzazioni della Camera Enrica Alifano, Carla Giuliano e Daniela Torto, hanno diffuso una nota unitaria: "Le giunte delle autorizzazioni di Camera e Senato sono diventate organi 'scudificio' per i politici del centrodestra, la maggioranza respinge qualsiasi richiesta dei magistrati a prescindere da ogni valutazione di merito. Devono solo proteggere sé stessi. Dovendo trovare degli argomenti di facciata, si nascondono, come oggi sul deputato Delmastro, dietro argomentazioni infondate come una presunta genericità della richiesta della procura di Roma. La verità è che la Procura ha affermato che le comunicazioni tra Caroccia e Delmastro sono indispensabili per capire se, come si ipotizza, i Caroccia nel ristorante in cui erano in società con Delmastro riciclassero denaro per conto del clan Senese".
"Parliamo di accuse e contesti mafiosi spaventosi - aggiungono - da un sottosegretario alla giustizia ci aspettavamo che lui per primo mettesse a disposizione di tutti la messaggistica, essendo stato il massimo custode della Giustizia italiana dietro il ministro Nordio. Invece no: Delmastro fa parte di una coalizione politica che protegge sé stessa e il suo potere sempre e comunque, costi quel che costi. Ieri, insieme al presidente Conte, abbiamo lanciato una sfida a Giorgia Meloni. Lei oggi quella sfida l'ha persa, scegliendo di fare da scudo a Delmastro, proprio come ha fatto con Santanchè".
Gianassi (Pd): "Ostacolano la magistratura"
Duro anche il commento di Federico Gianassi del Partito democratico: "Si proclamano paladini della giustizia a parole, ma nei fatti impediscono e ostacolano il lavoro della magistratura. È questo il volto della maggioranza, che oggi in Giunta per le autorizzazioni della Camera ha respinto la richiesta di utilizzo delle chat del sottosegretario Andrea Delmastro nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta bisteccheria d’Italia. Una decisione di estrema gravità, che ostacola lo svolgimento delle indagini anche nei confronti di soggetti ai quali sono contestati reati gravissimi aggravati dall’agevolazione mafiosa. Giorgia Meloni aveva promesso che non avrebbe coperto nessuno e che non ci sarebbero più state zone d’ombra nell’operato dei suoi. Oggi, invece, dimostrano di fare esattamente il contrario: continua a coprire i propri compagni di partito, anche a costo di indebolire il lavoro della magistratura".
Bonelli (Avs): "È questa la legalità di Giorgia Meloni?"
Sulla stessa linea anche le parole di Angelo Bonelli, parlamentare di Alleanza verdi e sinistra e co-portavoce di Europa verde: "La casta degli intoccabili meloniana si salva ancora una volta da sola. La maggioranza ha impedito ai magistrati della procura di Roma di acquisire le chat di Andrea Delmastro, ostacolando un accertamento richiesto dall’autorità giudiziaria. È questa la legalità di Giorgia Meloni? Quella che predica rigore con i cittadini e poi protegge i propri esponenti?".
"La legge, per la destra - ha concluso - si applica a corrente alternata: severa con i cittadini, indulgente con gli amici. Resta una domanda politica alla quale Meloni continua a non rispondere: perché Delmastro ha costituito una società con Mauro Caroccia, condannato per intestazione fittizia di beni e ritenuto legato al clan Senese? Se non c’è nulla da nascondere, perché impedire ai magistrati di acquisire elementi utili all’accertamento della verità? Chi non ha nulla da temere non blocca la magistratura".
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