La lotta al granchio blu divide i prof: “Vai col polpo”. “No, meglio il branzino”

2026/08/11

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Goro (Ferrara), 11 agosto 2026 – Due università, la stessa missione, fermare i granchi blu. Ma sul ring di questa guerra all’alieno l’università di Ferrara scommette sul branzino.

Il professor Oliviero Mordenti, del Dipartimento di scienze mediche veterinarie dell’ateneo di Bologna, punta invece sul polpo uno dei principali predatori del granchio blu.

Un progetto che nei giorni scorsi ha segnato un deciso passo avanti.

L’esercito di polpi presi in mare: mezzo milione

Il professor Olivio Mordenti e Antonio Casalini. Nelle altre immagini un polpo e un branzino, chiamati in causa per la guerra al granchio blu

Il professor Olivio Mordenti e Antonio Casalini. Nelle altre immagini un polpo e un branzino, chiamati in causa per la guerra al granchio blu

Mezzo milione di piccoli polpi verranno calati in mare contro l’invasore dell’Adriatico. È la scommessa che a metà agosto porterà nelle acque davanti a Riccione il più grande rilascio sperimentale mai tentato per contrastare il granchio blu. Un’armada, ci si augura invincibile, che si muove sotto le insegne di Octo-Blu, progetto promosso dalla Regione insieme all’Università di Bologna, con il coinvolgimento del Centro universitario di produzioni ittiche di Cesenatico. Nella squadra del professor Mordenti, Antonio Casalini e altri ricercatori.

"Vi spiego perché è meglio il branzino”

Ma il branzino e il polipo dividono le due università e il mondo della pesca, soprattutto a Goro e Comacchio, con una levata di scudi contro l’immissione del polpo nelle acque basse della Sacca. A sostegno delle perplessità sull’utilizzo del polpo dei colleghi di Bologna interviene Giuseppe Castaldelli, professore di Ecologia all’Università di Ferrara. «Auguro il meglio all’iniziativa ma nelle lagune adriatiche, dove si concentra gran parte della biomassa del granchio blu – osserva – le condizioni di salinità non consentono la vita del polpo, che non è mai stato catturato».

"E’ il predatore naturale del granchio blu”

Professore che sponsorizza il branzino. «In questi ambienti è auspicabile concentrarsi sul potenziamento dei predatori naturali del granchio, primo fra tutti il branzino».

Davanti alla costa di Riccione i polpi potranno trovare rifugio tra le barriere sommerse, al largo di Cesenatico saranno utilizzate tane artificiali.

«I polpi si sono riprodotti in laboratorio. Se i risultati saranno quelli che speriamo, siamo pronti ad ampliare il progetto fino al litorale di Comacchio e Goro», aveva spiegato Mordenti alla vigilia della sperimentazione.

"Per trattenere i polpi bisognerebbe incatenarli”

Ma sull’estensione di Octo-Blu nelle nostre latitudini arriva il no deciso dei pescatori. Lo dice Vadis Paesanti, vicepresidente di Confcooperative Fedagripesca Emilia-Romagna. «Su fondali sabbiosi i polpi fuggirebbero al largo, per trattenerli bisognerebbe incatenarli».

Netta anche la posizione di Fausto Gianella, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, il mare la sua seconda casa, pescatore, da sempre in una cooperativa ittica.

«Vadano a buttare i polpi e i soldi pubblici da qualche altra parte, non qui. La battaglia al granchio blu è una cosa seria, famiglie senza lavoro e futuro. Qui i polpi non ci sono mai visti, diventeranno il banchetto di qualche predatore. Parlano di 250mila euro, che usino meglio tutti quei soldi».

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