Caro-gasolio e distorsioni sui prezzi: le associazioni di categoria scrivono una lettera alla Presidente del Consiglio e ai ministri

Il prezzo dei carburanti sta creando enormi difficoltà agli autotrasportatori

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Roma, 1 ottobre 2026 – La tenuta economica della logistica italiana è di nuovo a un punto critico. Il persistere delle tensioni sui prezzi dei carburanti sta mettendo a dura prova centinaia di imprese del trasporto merci, spingendo l'intero comparto a far sentire la propria voce direttamente con i vertici dell'esecutivo.
La lettera al governo per un tavolo di confronto
Tutte le associazioni di rappresentanza del settore presenti nel Comitato centrale dell’Albo nazionale dell’autotrasporto hanno infatti inviato una lettera unitaria ed urgente alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La missiva è stata indirizzata anche al Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, al Ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, al Viceministro Edoardo Rixi e al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. La richiesta è una sola: la convocazione immediata di un tavolo di confronto a Palazzo Chigi per affrontare un'emergenza che rischia di ripercuotersi a cascata sull'intera catena di distribuzione nazionale.
La speculazione sui listini extrarete
Oltre al peso ormai insostenibile del caro-gasolio, gli autotrasportatori denunciano “l'emergere di un'ulteriore e pesante distorsione di mercato”. Negli ultimi tempi, infatti, si starebbe verificando un fenomeno paradossale: i ribassi applicati da alcune compagnie petrolifere sul prezzo del carburante servito alla pompa non trovano alcun riscontro nei listini degli acquisti "extrarete". “Si tratta di un'anomalia gravissima se si considera che proprio l'extrarete rappresenta il canale di approvvigionamento prevalente e fondamentale per le flotte dell'autotrasporto professionale. Questa disparità di trattamento è ingiustificabile e dannosa per la libera concorrenza”. Per questo motivo, nella lettera si richiede un'azione diretta e decisa da parte delle istituzioni, al fine di esercitare una forte moral suasion sui colossi petroliferi per riportare equità e uniformare le condizioni commerciali.
Scadenza accise e nodo crediti d'imposta
A rendere la situazione ancora più drammatica è la scadenza imminente del 6 ottobre, data in cui terminerà il taglio generalizzato delle accise sui carburanti. Senza la conferma di misure compensative o la proroga dell'intervento, i costi di gestione delle aziende subiranno un impatto immediato. Per scongiurare il blocco dei mezzi, i rappresentanti di categoria pongono sul tavolo del Governo alcune priorità economiche inderogabili. Fondi insufficienti per il credito d'imposta: gli stanziamenti finora previsti per coprire il credito d’imposta sul gasolio professionale si sono rivelati, si legge nella lettera, “del tutto inadeguati a soddisfare le reali esigenze della categoria”. Le associazioni ne chiedono pertanto un sostanzioso rifinanziamento. Proroga delle compensazioni F24: viene sollecitato lo slittamento del termine, attualmente fissato al 31 dicembre, entro il quale le imprese possono utilizzare in compensazione tramite modello F24 i crediti d'imposta maturati.
Accordi di maggio: il bilancio sulle promesse
L'incontro urgente richiesto a Palazzo Chigi dovrà servire anche a fare chiarezza sullo stato di avanzamento degli impegni assunti dall'esecutivo nel protocollo siglato lo scorso 22 maggio. La misura delle tensioni in atto è testimoniata dalla compattezza del fronte associativo: a firmare il documento sono state ANITA, CNA/FITA, Confartigianato Trasporti, FAI, FEDIT, FIAP, SNA Casartigiani, Confcooperative Lavoro e Servizi, Legacoop Produzione e Servizi, UNATRAS, ASSOTIR e Trasportounito. Tra i punti fermi rimasti in sospeso e di cui si chiede l'immediata attuazione figurano l'istituzione formale della Consulta dell’autotrasporto e della logistica, l'erogazione definitiva dei ristori già concessi alla categoria, e l'effettiva operatività del Fondo investimenti da 590 milioni di euro. Quest'ultimo strumento è ritenuto strategico e non più rinviabile per sostenere le imprese nel processo di rinnovo del parco veicolare in senso ecologico e sostenibile.
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