La funivia del Piccolo Cervino è la più alta d’Europa: raggiunge 3.883m e collega Italia e Svizzera

2026/07/25

Categories: science

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La funivia più alta d'Europa. Credit: Zermatt Bergbahnen AG

Raggiungendo l'impressionante altezza di 3.883 metri s.l.m., la funivia del Piccolo Cervino (anche nota come Matterhorn Glacier Ride) è la più alta d'Europa. Collega Breuil-Cervinia (Italia) a Zermatt (Svizzera) superando i 900 m di dislivello su un tracciato di 4.000 metri, ed è stata realizzata grazie a un investimento da 140 milioni di franchi svizzeri (CHF), circa 150 milioni di euro.

L'impianto è in grado di resistere a venti oltre i 240 km/h e a temperature di -30 °C tramite 2 funi portanti da 64 mm e 1 traente da 55 mm. Con ben 25 cabine da 28 posti, che viaggiano a 7,5 m/s (27 km/h) questo impianto offre una portata di 2.000 passeggeri/ora.

Il progetto ha richiesto 9.000 m³ di scavo roccioso, 2.500 m³ di calcestruzzo e supera una campata sospesa di 2.700 m senza pilastri, incrementando del 20% il turismo 365 giorni l'anno.

La tecnologia 3S a trifune: descrizione del progetto

La funivia del Piccolo Cervino, nota come Matterhorn Glacier Ride, si innalza fino alla impressionante quota di 3.883 metri sul livello del mare, ospitando la stazione d'arrivo più alta d'Europa. Al fine di coprire i 900 metri di dislivello che la separano dai 2.939 metri della stazione di partenza di Trockener Steg lungo un tracciato di circa 4.000 metri, l'opera è stata progettata per impiegare la tecnologia 3S a trifune.

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La stazione di arrivo della funivia del Piccolo Cervini, a 3.883 m s.l.m. Via wikimedia commons

Questo sistema va a combinare due funi portanti da 64 millimetri di diametro e una fune traente da 55 millimetri, garantendo alla struttura la capacità di resistere alle sollecitazioni dovute a venti che arrivano oltre i 240 chilometri orari.

Per realizzare l'opera è stato necessario asportare oltre 9.000 metri cubi di roccia in parete, posando circa 2.500 metri cubi di calcestruzzo lavorato con additivi antigelo per resistere a temperature che in inverno scendono fino a – 30 gradi. 

Tra le caratteristiche strutturali più impressionanti del progetto, c'è la campata sospesa di oltre 2.700 metri che supera il ghiacciaio senza alcun sostegno intermedio. Le 25 cabine, progettate da Pininfarina e capaci di trasportare fino a 28 passeggeri ciascuna a una velocità di 7,5 metri al secondo, sono alimentate da motori DirectDrive a trasmissione diretta, i quali sono in grado di ridurre i consumi energetici di circa il 5% portando la capacità di trasporto totale a 2.000 persone all'ora.

Investimento da 140 milioni franchi svizzeri: impatto socio-economico

L'investimento complessivo da 60 milioni di franchi svizzeri per la prima tratta, che è lievitato poi, andando a superare i 140 milioni con il completamento del Matterhorn Alpine Crossing, ha comportato una radicale trasformazione dell'economia alpina tra il Canton Vallese e la Valle d'Aosta.

Riuscendo a connettere in circa 45 minuti Breuil-Cervinia (Italia) e Zermatt (Svizzera) durante tutti i 365 giorni dell'anno, la realizzazione del progetto è stata in grado di ridurre la storica dipendenza dalla stagionalità invernale, convertendo il comprensorio in una destinazione fruibile in ogni mese. Questo collegamento diretto ha generato un incremento stimato del 20% nei flussi turistici transfrontalieri non sciistici, intercettando in modo particolare la domanda dei mercati internazionali e asiatici.

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L'interno di una cabina della funivia del Piccolo Cervino, via Wikimedia Commons.

L'indotto economico per la ricettività locale si traduce in una crescita presunta del valore degli immobili residenziali e alberghieri tra il 10% e il 15% nei comuni limitrofi, oltre a a dare un forte supporto ai posti di lavoro diretti e indiretti legati alla manutenzione, all'accoglienza e ai servizi ad alta quota. Il passaggio da un modello puramente sciistico a un hub panoramico globale garantisce un ritorno costante dell'investimento con un'importante e profonda stabilizzazione dell'occupazione per le comunità montane dei due versanti.

Fonti

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