La fuga della flotta ombra russa dal Mar d'Azov. Dopo giorni di attacchi condotti dai droni navali e aerei delle Forze ucraine, decine di petroliere e navi mercantili hanno abbandonato l'area, spostandosi verso il Mar Nero nel tentativo di sottrarsi ai raid di Kiev. Secondo il comandante Robert "Magyar" Brovdy l'operazione di Kiev può considerarsi un successo. Nell'ultimo attacco, condotto nella notte del 13 luglio, sono state colpite 15 imbarcazioni della cosiddetta "flotta ombra" russa: sette petroliere, cinque navi da carico, un traghetto e due rimorchiatori.
Il numero di petroliere prese di mira è inferiore rispetto al raid del 7 luglio, quando furono colpite otto unità. Ma il motivo, spiegano gli ucraini, non sarebbe una minore efficacia dell'operazione, bensì la progressiva scomparsa degli obiettivi dal Mar d'Azov. In appena otto giorni sarebbero state attaccate complessivamente 105 imbarcazioni, costringendo gran parte della flotta a lasciare l'area.

Le immagini satellitari
A confermarlo sono anche le immagini satellitari dell'Agenzia Spaziale Europea, acquisite tra l'11 e il 12 luglio nelle bande ottica e radar. Le fotografie mostrano un Mar d'Azov ormai quasi completamente svuotato del traffico navale. Fatta eccezione per la baia di Taganrog, il bacino appare praticamente privo delle numerose petroliere che fino a pochi giorni prima vi sostavano. Al 12 luglio, nella parte meridionale del mare, al largo della penisola di Taman, erano presenti appena una ventina di imbarcazioni. Nelle immagini radar ottenute con tecnologia SAR sono inoltre visibili alcune lunghe strisce luminose, attribuite all'attività dei sistemi di guerra elettronica russi impiegati per contrastare i sensori e i sistemi di guida dei droni ucraini. Lo scenario cambia completamente appena oltre lo stretto di Kerch. Sul versante del Mar Nero, al largo della penisola di Taman, le immagini satellitari mostrano una concentrazione eccezionale di oltre cinquanta navi, raggruppate in più aree tra i 15 e i 30 chilometri dalla costa.

Le operazioni fianco a fianco
Una parte delle imbarcazioni è disposta fianco a fianco, una configurazione che lascia ipotizzare operazioni di trasbordo del carico tra diverse petroliere, una pratica frequentemente associata alle attività della flotta ombra russa.
Nelle vicinanze sono visibili anche unità più piccole, probabilmente rimorchiatori o mezzi di supporto incaricati della sicurezza delle operazioni. Altri gruppi di navi, più a sud, sembrano invece attendere il proprio turno per effettuare il trasbordo, restando però fuori dal Mar d'Azov e quindi più lontani dal raggio d'azione dei droni ucraini.
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