La destra si vede già alla Moncloa, può sdoganare Vox al governo - Notizie - Ansa.it

2026/10/04

Categories: world-news

In Calle Genova 13, a Madrid, sono in tanti a pregustare uno scenario dato per incombente. Lì, nel cuore di uno dei quartieri in cui prezzi delle case in vendita o in affitto sono tra i più cari di tutta la Spagna, da lungo tempo fervono i preparativi in vista di un'eventualità attesa con particolare impazienza negli ambienti conservatori: vedere il governo progressista di Pedro Sanchez fuori dai giochi e un'alternativa guidata dal centrodestra prendere le redini del Paese. E ora, secondo quanto trapela da questo indirizzo emblematico del centro della capitale iberica, sede del quartier generale del Partito Popolare (Pp), sempre più voci ritengono che l'opportunità d'oro stia per arrivare.

Il Pp è la principale delle formazioni d'opposizione che venerdì scorso, in Parlamento, hanno mandato il governo ko su un passaggio cruciale, i due decreti contenenti diversi misure volte a contrastare la grave emergenza abitativa che scuote la Spagna. Una bocciatura resa possibile dall'azione a tenaglia sul governo cui hanno partecipato da un lato anche l'estrema destra di Vox, con il quale i popolari hanno già più volte sperimentato alleanze di governo territoriali e locali, dall'altro i catalanisti conservatori di Junts (finora decisivi per sostenere il premier). Così pesante che potrebbe spingere il leader socialista a indire elezioni anticipate. E che ha portato il suo principale avversario, il numero uno del Pp Alberto Núñez Feijóo, ha dichiararsi "pronto" a prendere il suo posto alla Moncloa.

I popolari si sentono spinti dal vento in poppa dei sondaggi, da tempo loro favorevoli. Anche le ultime stime indicano la formazione saldamente in testa, pur con alta probabilità di dover affidare a Vox, partito che con il suo leader Santiago Abascal ha consolidato negli anni stretti rapporti con Giorgia Meloni, il ruolo di spalla per poter formare un governo alternativo a quello di Sanchez. Ma tale eventualità, stando ai precedenti, non ha mai preoccupato particolarmente il centrodestra spagnolo tradizionale: lo dimostrano le coalizioni di governo in essere in ben quattro regioni, ovvero Andalusia, Aragona, Castiglia-León ed Estremadura.

Come raccontato da El País, tra i dirigenti popolari sarebbero già partiti addirittura i primi toto-ministri. E anche se Feijóo — già scottato dalle elezioni del 2023, quando alla vigilia era dato per assoluto favorito ma finì poi battuto per la rimonta in extremis di Sanchez — in privato starebbe predicando prudenza, molti dei suoi credono che la strada per la Moncloa sia di fatto spianata.

A quanto pare, non spaventa particolarmente nemmeno il momento di forte agitazione popolare che la crisi abitativa ha scatenato nelle piazze, riempitesi in molte città di persone infuriate contro "speculatori" e "fondi avvoltoi" che, a loro dire, hanno fatto impazzire il mercato immobiliare (argomenti tendenzialmente più assecondati dai partiti progressisti). Il Pp, infatti, si fa forte del fatto di sentirsi protettore privilegiato degli interessi dei "piccoli proprietari", che stando ai suoi calcoli rappresentano "il 90%" dei titolari di immobili nel Paese, sostenendo che siano loro a dover pagare il conto principale delle politiche di sinistra.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

>> Home