Si è concluso, dopo un percorso
durato diciotto mesi, il progetto assistenziale e sanitario
rivolto a 50 pazienti oncologici e cronici della Campania, che
hanno potuto usufruire gratuitamente di assistenza domiciliare,
teleconsulti medici e supporto psicologico. Le attività hanno
garantito prestazioni sanitarie direttamente al domicilio delle
persone, contribuendo a tutelare il diritto universale alla
salute, con particolare attenzione alle fasce più fragili della
popolazione.
Recenti studi evidenziano come la povertà sanitaria interessi
una quota crescente di cittadini, anche a causa dell'aumento
della povertà assoluta. Oltre alle difficoltà economiche, pesano
gli ostacoli legati alla mobilità, all'accesso ai servizi del
Servizio sanitario nazionale, alle cure domiciliari, alla
telemedicina, alla reperibilità dei farmaci, alle cure
odontoiatriche e alle protesi. In questo contesto, le cure di
prossimità svolgono un ruolo fondamentale, offrendo non solo
assistenza sanitaria, ma anche un concreto sostegno per ridurre
le disuguaglianze nell'accesso alle cure.
Le attività rientrano nel progetto sanitario "Dall'ospedale alla
casa", ideato e diretto dall'Associazione di Promozione Sociale
Agenzia Arcipelago (responsabili: dott. Giuseppe Errico e
dott.ssa Angela La Torre), nata nel 1999, in collaborazione con
una rete di partner composta da OdV Movimento Famiglia, APS
Phenomena Hub, APS Istituto di Psicologia e Ricerche
Sociosanitarie (IPERS), Fondazione Centro Studi Valetudo,
Associazione Ascam e APS Dimensione Civica.
Il progetto è stato finanziato dalla Regione Campania
nell'ambito dell'Avviso pubblico per la promozione e il sostegno
di iniziative e progetti di rilevanza locale destinati alle
Organizzazioni di volontariato, alle Associazioni di promozione
sociale (APS) e alle Fondazioni ETS/Onlus. Il finanziamento ha
consentito di realizzare un articolato programma di assistenza
rivolto ai pazienti, ai caregiver e ai familiari.
Il progetto si è avvalso del supporto di un'équipe
multidisciplinare composta dal prof. Francesco Corcione, dal
dott. Vincenzo Montesarchio, dalla dott.ssa Carolina Foglia e
dal dott. Giuseppe Errico, oltre che di 18 professionisti
sanitari appartenenti a diverse discipline, tra cui dietisti,
tecnici ortopedici, tecnici di radiologia e di laboratorio,
podologi, igienisti dentali, audioprotesisti e assistenti
sanitari.
I professionisti della Fondazione Centro Studi Valetudo,
presieduta dal dott. Francesco Ascolese, hanno effettuato visite
domiciliari durante tutto il progetto per individuare i bisogni
assistenziali dei pazienti, programmando interventi
personalizzati e multidisciplinari, con un approccio orientato
alla presa in carico globale della persona.
L'assistenza domiciliare e il teleconsulto si sono rivelati
strumenti essenziali per garantire la continuità assistenziale
dopo la dimissione ospedaliera, favorendo una reale presa in
carico territoriale dei pazienti.
Tra i principali risultati raggiunti:
garantire il pieno rispetto del diritto alla salute, assicurando
l'accesso alle cure essenziali ai pazienti oncologici e cronici;
monitorare costantemente le condizioni sanitarie e sociali delle
persone più fragili;
ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso, migliorando
l'utilizzo delle risorse del Servizio sanitario e la qualità
dell'assistenza.
Determinante è stata la collaborazione con la U.O.C. di
Oncologia dell'Azienda Ospedaliera dei Colli di Napoli, diretta
dal dott. Vincenzo Montesarchio. Le cure di prossimità hanno
rappresentato un servizio essenziale per il territorio,
garantendo un'assistenza di qualità nel rispetto del principio
costituzionale del diritto universale alla salute e assicurando,
ai pazienti più vulnerabili, l'accesso gratuito alle cure
urgenti ed essenziali.
«Per i pazienti oncologici e cronici - afferma il dott. Giuseppe
Errico, psicologo, psicoterapeuta e responsabile del progetto -
la cura a domicilio ha rappresentato un modo per ritrovare una
dimensione di normalità. La sanità di prossimità ribalta il
modello tradizionale centrato esclusivamente sull'ospedale e si
fonda sulla vicinanza al territorio, sulla prevenzione e sulla
capacità di intercettare precocemente i bisogni di salute,
contribuendo anche a ridurre l'affollamento dei Pronto Soccorso.
Determinante è stata l'integrazione tra medici, professionisti
sanitari e operatori sociali, unita al supporto psicologico, che
ha consentito di ottenere risultati significativi per i pazienti
e le loro famiglie».
«Il paziente oncologico o cronico - conclude la dott.ssa Angela
La Torre, presidente dell'APS Agenzia Arcipelago - ha bisogno
innanzitutto di essere ascoltato e accompagnato nel recupero,
anche parziale, dell'autonomia compromessa dalla malattia e dal
ricovero ospedaliero. Il progetto ha voluto offrire una risposta
concreta, portando medici, psicologi e professionisti sanitari
direttamente nelle case delle persone, contribuendo ad abbattere
il muro della solitudine che troppo spesso accompagna la
malattia».
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
>> Home