La provocazione del sindaco in Consiglio dove si votava la delibera bis. Nel centrosinistra sono emerse tre linee diverse tra pro, contro e astenuti.

Il sindaco Daniele Silvetti e l’assessore con delega su Conerobus, Giovanni Zinni

Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su Google
La maggioranza approva la delibera bis sulla ricapitalizzazione di Conerobus a favore dei privati, ma a finire nella polvere è l’opposizione, il Partito Democratico in particolare. Al momento della votazione a sinistra sono emerse tre linee diverse: Massimo Mandarano (Progetto Marche Vive) come accade sempre più spesso ha votato con il centrodestra a favore della delibera, Francesco Rubini (Altra idea di Città) e Carlo Pesaresi (Diamoci del Noi) contro, mentre il Pd è rimasto a metà del guado, suscitando l’ennesimo motivo di frizione col resto della minoranza. Un Partito Democratico in grande confusione che al momento della votazione si trova spiazzato al suo interno dopo l’annuncio da parte della segretaria comunale, Federica Fiordelmondo, dell’astensione a cui tutti gli altri consiglieri Dem si sono, a quel punto, allineati. Forse il male minore rispetto a una spaccatura, di fatto non conclamata, all’interno del gruppo, sta di fatto che si tratta dell’ennesimo passaggio a vuoto di un’opposizione debole, sfilacciata e allo scontro totale.
Tutto sulla base del nuovo testo portato in aula dalla giunta Silvetti quaranta giorni dopo la delibera precedente che ha modificato la strategia sulla ricapitalizzazione societaria. La manovra del socio di maggioranza, in parte appoggiato dall’altro socio pubblico, la Provincia di Ancona, prevede adesso un sondaggio con i soci privati già presenti in seno a Conerobus (Bucci, Contram, Sacsa) che già detiene il 24%: "Abbiamo deciso di aprire prioritariamente a loro e vedere i margini di manovra che ci sono per potenziare l’azienda – hanno ribadito sindaco e vicesindaco Zinni – in effetti loro hanno fatto investimenti in Conerobus e l’ingresso di altri soci privati non sarebbe stato visto troppo bene. Se la trattativa andrà a buon fine saranno loro a salire fino a un massimo del 49% delle quote, altrimenti riapriremo la procedura per il bando a evidenza pubblica".
Cambiano i protagonisti, ma di fondo c’è una privatizzazione della principale azienda del Tpl delle Marche che nel frattempo ha visto un’ulteriore, importante e repentina modifica. A chiederne conto è stato Carlo Pesaresi: "Nel giro di pochi giorni il Comune ha affidato una perizia per valutare il valore sociale di Conerobus che magicamente è aumentato di 1 milione di euro, da circa 3,5 a 4,5 milioni. Eppure all’interno del Piano di rilancio approvato l’autunno scorso un’altra perizia ne aveva definito il valore assoluto, poi questa scelta improvvisa di affidare l’onere. Non ritengo opportuno, a tal proposito, che la scelta del professionista, Marco Trapanese, assolutamente valido e di alto profilo, sia ricaduta su colui che poche settimane fa è stato nominato presidente dei revisori dei conti di Ancona Servizi, la società controllata al 100% dall’amministrazione comunale. Lo stesso, dunque, è controllore e fa una perizia in favore del controllato, qualcosa non quadra". Sul tema è intervenuto il sindaco: "La perizia è giustificata da una rivalutazione immobiliare dell’azienda. Mi chiedo chi dentro quest’aula sia d’accordo a salvare Conerobus".
Pierfrancesco Curzi
© Riproduzione riservata
>> Home