La carica dei tifosi da tutta Europa: “Siamo qui per vivere un sogno”

2026/09/13

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Bandiere sulle spalle, cappellini dei propri idoli, magliette delle scuderie e chilometri macinati pur di esserci. C’è chi è arrivato dall’Inghilterra, chi dalla Francia, chi ha attraversato mezza Italia in camper. Fuori dal circuito di Misano si parlano lingue diverse, ma la passione è una sola: quella per le moto. E per molti il Gran Premio non è semplicemente una gara. È un viaggio aspettato per mesi, un piccolo sogno da vivere almeno una volta nella vita.

"Vincerà Márquez, me lo auguro", dice Sandra Forster, inglese arrivata da Newcastle. Per essere a Misano non ha badato troppo alle spese: tra viaggio, pernottamento e pass per il circuito, racconta, il conto arriva almeno a mille euro. Ma ne vale la pena. Perché qui, in questi giorni, il rombo delle moto si sente ovunque e l’atmosfera contagia anche chi non mette piede sugli spalti.

C’è poi chi punta tutto sul pilota di casa. "Io mi auguro che vinca Bezzecchi", racconta Luigi De Risi, arrivato da Milano in Romagna per godersi qualche giorno e respirare l’atmosfera del Gran Premio. Accanto a lui c’è la figlia Eleonora: "Non ho un pilota preferito, mi piace lo sport in generale, ma ovviamente spero che vinca l’Aprilia".

Aprilia nel cuore anche per Paolo Negri, partito da San Felice Circeo e arrivato fino a Misano con il camper. "Mi aspetto una doppietta Aprilia. Tifo per questa squadra per due motivi: il primo è che è italiana, il secondo è che spero vinca Martín".

Per lui è anche un debutto speciale. "È la prima volta che vengo a vedere un Gran Premio di MotoGP. Finora l’esperienza è stata bellissima, un divertimento assoluto". Una passione che ha anche il suo prezzo: "Per arrivare fin qui con il camper, considerando anche il biglietto, ci vogliono almeno 500 euro".

E poi ci sono Sylvain Raballande e il marito, arrivati dalla Francia con una speranza che assomiglia quasi a un sogno: "Speriamo vinca Zarco". Il loro connazionale è lontano dalle prime posizioni, ma poco importa. Quando si tifa, i pronostici possono aspettare. E loro, oltretutto, hanno un motivo in più per ricordare questo fine settimana: il viaggio a Misano è stato regalato dai figli.

È questo il popolo che in queste ore sta invadendo la Riders’ Land. Inglesi, francesi, italiani e appassionati arrivati da tanti altri Paesi, ognuno con il proprio pilota, la propria bandiera e la propria storia. C’è chi ha speso centinaia di euro, chi ha affrontato ore di viaggio, chi dorme in camper a pochi passi dal circuito. Tutti per lo stesso motivo: esserci.

Perché il Gran Premio, per chi arriva fin qui, comincia molto prima dello spegnimento dei semafori. Comincia sulla strada, nei chilometri percorsi, nelle bandiere appese ai camper e nelle discussioni infinite su chi vincerà. Poi arriva il rombo dei motori. Ed è lì che il viaggio diventa finalmente il sogno per cui si è partiti.

Riccardo Bianchini

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