La base Nato di Lajes (nelle Azzorre) contaminata, lo studio choc: scoperti metalli pesanti negli scheletri dei residenti

2026/07/13

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La gestione ambientale legata alle attività militari internazionali torna a scuotere profondamente l'arcipelago delle Azzorre. Il Parlamento regionale ha approvato a larga maggioranza la creazione di una Commissione tecnica indipendente con il compito specifico di monitorare l'intero processo di bonifica dei terreni e delle falde acquifere sull'isola di Terceira.

La mozione, nata su iniziativa di un deputato del Blocco di sinistra, ha raccolto il consenso trasversale della quasi totalità delle forze politiche, registrando l'opposizione soltanto dei parlamentari di Iniziativa liberale e del partito di estrema destra Chega. Questo nuovo organismo di vigilanza avrà l'obbligo di presentare dettagliate relazioni a cadenza semestrale per fare totale chiarezza su un'emergenza inquinamento che da anni alimenta forti tensioni con la popolazione locale.

Lo studio shock dell'Università di Coimbra: metalli pesanti negli scheletri dei residenti

A riaccendere violentemente i riflettori sulla presunta contaminazione nell'area circostante la base Nato di Lajes è stato uno studio scientifico condotto nell'ambito di un dottorato in Antropologia forense presso la prestigiosa Università di Coimbra. Le analisi di laboratorio hanno rivelato una concentrazione di gran lunga superiore alla media di metalli pesanti all'interno dei resti ossei degli abitanti che risiedevano nelle aree più prossime alla struttura militare. Gli esperti hanno riscontrato tracce biologiche allarmanti in particolare di cadmio, cromo e molibdeno. Secondo l'équipe di scienziati, la presenza di tali sostanze negli scheletri è la probabile e diretta conseguenza di un'esposizione ambientale prolungata nel corso della vita, trattandosi di agenti contaminanti purtroppo già noti per la loro persistenza sia nei suoli sia nelle reti idriche sotterranee di quella specifica porzione dell'isola.

Lo studio ha rilevato i suddetti metalli pesanti come la «probabile conseguenza dell'esposizione ambientale nel corso della vita, poiché si tratta di contaminanti notoriamente presenti nei suoli e nelle falde acquifere della zona».

Svolta nelle analisi: il governo regionale si affida a laboratori stranieri

Di fronte alla gravità dei dati emersi e alla crescente pressione dell'opinione pubblica, l'esecutivo regionale delle Azzorre ha deciso di imprimere una svolta radicale alle procedure di controllo e campionamento. Con una mossa ufficiale, il governo ha annunciato l'intenzione di appaltare le prossime indagini ambientali a un ente straniero completamente indipendente. Questa decisione strategica mira a sottrarre in modo definitivo il monopolio delle analisi e degli studi sull'inquinamento al Laboratorio nazionale di Ingegneria civile, l'ente pubblico che finora ha gestito in via esclusiva le verifiche nella zona. L'obiettivo dichiarato dalle autorità locali è quello di garantire la massima trasparenza e terzietà nell'accertamento delle responsabilità e dello stato di salute dell'ecosistema dell'isola.

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