Arzana.
09 ottobre 2026 alle 00:50
Potrebbe avvalersi dei fiancheggiatori che aiutarono il fratelloLa fuga di Roberto Arzu è ora al centro di un’indagine della Direzione distrettuale antimafia di Cagliari, affidata al sostituto procuratore Danilo Tronci. Gli investigatori cercano di ricostruire gli spostamenti del 59enne di Arzana, evaso martedì dagli arresti domiciliari dopo aver manomesso il braccialetto elettronico. Il sospetto degli inquirenti è che possa contare sulla stessa rete di favoreggiatori che aveva consentito al fratello Sandro di nascondersi per oltre due anni, prima dell’arresto e del suicidio nel carcere di Uta, nel giugno 2025.
Indagini in tutta l’Isola
La caccia all’uomo è iniziata subito dopo che i carabinieri hanno fatto arrivare in Procura a Cagliari l’informativa, poche ore prima che a Roma si celebrasse l’udienza in Cassazione (poi saltata) di un procedimento per traffico di droga nel quale l’imputato era stato condannato a 7 anni e 4 mesi di reclusione. Per gli investigatori della Dda la precedente latitanza di Sandro Arzu avrebbe rilevato una rete di fiancheggiatori, oltre che una cerchia di amici, familiari e conoscenti capaci, secondo gli inquirenti, di garantirgli alloggi, spostamenti e assistenza anche fuori dall’Ogliastra. Una struttura di sostegno che potrebbe essere ancora attiva e alla quale Roberto Arzu potrebbe essersi rivolto per sottrarsi alle ricerche. I carabinieri del Comando provinciale di Nuoro hanno intensificato i controlli in Ogliastra e Barbagia, estendendoli ai porti e agli aeroporti della Sardegna, ma il pubblico ministero Tronci ha ordinato di estendere le ricerche anche nelle province di Cagliari, Oristano e Sassari, oltre che al Sulcis-Iglesiente.
La Dda in campo
Sul 59enne pesa anche l’inchiesta per l’omicidio di Vincenzo Beniamino Marongiu, assassinato ad Arzana il 9 luglio 2024. Secondo l’accusa, a sparare sarebbe stato Sandro Arzu. Roberto, il fratello Sergio e il nipote Gianluca sono finiti nell’indagine per il presunto sostegno all’agguato, sul quale – però – si sono sempre detti estranei. Ora gli investigatori devono capire se Roberto Arzu abbia organizzato la fuga da solo o se qualcuno lo abbia aiutato. L’esperienza del fratello, rimasto nascosto dal marzo 2023 al maggio 2025, offre agli inquirenti una pista precisa: individuare eventuali contatti con le persone che avevano già protetto Sandro durante la sua latitanza.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

