L’inferno di Crans-Montana, la Svizzera respinge l’Italia: “Non può essere parte lesa”

2026/08/07

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Milano, 7 agosto 2026 – I rapporti tra l’Italia e la Svizzera si fanno di nuovo tesi sulla tragedia di Crans-Montana. Arriva da Sion la lettera con cui la procura del Cantone del Vallese respinge, a distanza di tre mesi, la richiesta dello Stato Italiano di costituirsi parte civile nell’inchiesta sul rogo di Capodanno, in cui sono morti 6 ragazzi italiani e 14 sono rimasti feriti.

L’inferno di Crans-Montana, la Svizzera respinge l’Italia: “Non può essere parte lesa”

Il rifiuto della procura di Sion

La decisione - secondo quanto emerge dal dossier dell’inchiesta, depositato giovedì - è stata comunicata il 23 luglio scorso all’avvocato ginevrino Romain Jordan, che rappresenta il governo Italiano. Tramite lo stesso avvocato svizzero è già stato presentato un ricorso dettagliato e articolato, che confuta tutte le prospettazioni del giudice, non solo non condivise, ma superate alla luce della giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo.

L’Italia, quindi, insiste, in secondo grado, perché sia ammessa come parte civile. Gli inquirenti elvetici sostengono che “affinché la qualità di danneggiato sia riconosciuta allo Stato, non basta che quest’ultimo sia colpito dal reato negli interessi pubblici che ha il compito di difendere o promuovere; esso deve essere colpito direttamente nei suoi diritti personali, al pari di un privato”.

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In questo caso specifico, scrivono ancora le procuratrici di Sion, “quando l’organo statale agisce come titolare della pubblica potestà, difende interessi pubblici e non può contemporaneamente essere colpito direttamente in interessi individuali propri; in tal caso, la tutela degli interessi pubblici, di cui è garante, spetta al Ministero Pubblico”

Gli indagati e i reati ipotizzati

Nell’inchiesta aperta a Sion sulla strage in cui sono morte in totale 41 persone e 115 sono rimaste ferite, risultano al momento 15 indagati, tra cui Jacques e Jessica Moretti, proprietari del Constellation e il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud.

I reati ipotizzati sono l’incendio, le lesioni aggravate e l’omicidio colposi. ll Governo italiano ha ritenuto che la strage abbia causato un “danno diretto” al “patrimonio dello Stato a causa delle ingenti risorse mobilitate dal Servizio nazionale della Protezione civile per l’assistenza medica, psicologica e logistica ai connazionali coinvolti”.

La fattura da oltre 66mila franchi arrivata a una delle 3 famiglie dei ragazzi italiani curati a Sion dopo la tragedia di Crans Montana a Capodanno

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Almeno 300mila euro. Il rifiuto dei magistrati svizzeri rischia di raffreddare nuovamente i rapporti tra l’Italia e la Svizzera. A fine gennaio si era arrivati al richiamo a Roma dell’ambasciatore italiano a Berna Gian Lorenzo Cornado, dopo la scarcerazione di Jacques Moretti, proprietario del discobar andato a fuoco. Voluta dalla premier Giorgia Meloni e promossa dall’Avvocatura generale dello Stato, la costituzione di parte civile dell’Italia nell’indagine svizzera era stata depositata il 29 aprile.

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