L’esercito Usa avverte Trump: “La guerra in Iran è insostenibile, così indeboliamo la difesa nazionale”

2026/08/30

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Se la guerra in Iran continuerà il Pentagono rischierà di non essere più nelle condizioni di affrontare altre minacce. È quanto hanno riferito i vertici delle forze armate statunitensi al segretario della Difesa Pete Hegseth. A parlare delle preoccupazioni dell'esercito è il Washington post che ha rivelato il contenuto di un documento segreto e interno all'amministrazione Trump. Il tycoon sarebbe intenzionato a prolungare il conflitto al 2027.

Cosa dice il Libro degli ordini del segretario della Difesa

Il dossier che il quotidiano statunitense ha potuto leggere è il Libro degli ordini del segretario alla Difesa (Sdob nell'acronimo inglese). Viene redatto circa due volte al mese e il contenuto cui fa riferimento il Washington post è datato 14 agosto. Nel "libro" si parla della disponibilità mondiale di navi da guerra, aerei, personale e sistemi d'arma statunitensi. E riflette le priorità del presidente, implementate dal segretario alla Difesa, e include approfondimenti dei più importanti generali e ammiragli delle forze armate.

Il prolungamento del conflitto e gli avvertimenti dei generali

Nel numero ottenuto dal Post si indica che alcune truppe dispiegate in Medio Oriente resteranno fino a settembre e altre nel 2027, nell'ottica di un prolungamento del conflitto in Iran. Ma la prospettiva di estendere ulteriormente l'impiego di quelle forze ha costretto i leader militari a esprimere la loro preoccupazione, hanno dichiarato le fonti del Washington Post. 

Dunque, i responsabili del comando Europeo, del comando del Pacifico e del comando Meridionale, insieme al massimo ammiraglio della Marina, hanno scritto a margine di non essere d'accordo con il prolungamento dalla presenza dei soldati, anche se eseguiranno comunque gli ordini. Gli alti ufficiali del comando Europeo e del comando Meridionale hanno avvertito Hegseth che prestare le loro navi e aerei di sorveglianza al comando Centrale ha degradato la loro capacità di adempiere agli obblighi di difesa nazionale. 

L'ammiraglio Daryl Caudle, capo delle operazioni navali, ha fornito a Hegseth il quadro più fosco nello Sdob: la Marina non può continuare il suo attuale livello di sostegno al conflitto in Iran perché non c'è una data di fine prevista, ha spiegato. Caudle ha chiarito che solo un quarto della flotta di cacciatorpedinieri potrebbe essere dispiegato d'urgenza, molto meno di prima della guerra. Non solo: le esigenze di manutenzione delle navi mettono a rischio la disponibilità della flotta in caso di altri conflitti. Per non parlare poi della drastica diminuzione delle scorte di Patriot e missili Tomahawk, rivelata da settimane dai media americani, così come di un quarto della flotta di droni Reaper del Pentagono. E dei danni per miliardi di dollari subiti dalle basi americane nel Golfo Persico.

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