L’eroe che bloccò l’attentatore zittito alla fiaccolata per Monica: “Volevo dire no all’odio, mi hanno cacciato”

2026/07/31

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Luca Signorelli fermò Salim El Koudri lo scorso 16 maggio era alla manifestazione in ricordo della donna uccisa: “Prima tutti volevano stringermi la mano, ora mi chiamano zecca rossa” “Di recente ho ricevuto messaggi minatori e minacce, ma voglio andare avanti comunque”

Luca Signorelli durante la manifestazione in ricordo di Monica Esposito

Luca Signorelli durante la manifestazione in ricordo di Monica Esposito

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Modena, 31 luglio 2026 –  “Non lo vogliono un eroe che non è di destra, che parla di un’unica razza: quella umana, l’umanità e che parla di integrazione. Beh, mi dispiace signori: questa volta l’eroe è di centrosinistra e quindi per voi è un problema. Mi chiamano infame, zecca rossa, venduto; mi hanno chiesto quanto mi abbia pagato il sindaco per scendere in piazza ma era prevedibile, scontato. Io passavo di lì: volevo solo partecipare ad una fiaccolata pacifica in memoria di Monica Esposito perché questo era ciò che era previsto e mi hanno invitato a parlare, poi sono stato cacciato con infamia. Ho ricevuto messaggi minatori, minacce ma vado avanti comunque”.

Ha rischiato la propria vita in quel giorno di sangue

Il presidente Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni con Luca Signorelli

Il presidente Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni con Luca Signorelli

Risentito? No, dispiaciuto e amareggiato. Era così che si sentiva ieri Luca Signorelli, quello che per tutta Italia rappresenta un eroe per aver bloccato, rischiando la propria vita, l’attentatore Salim El Koudri quel 16 maggio di sangue in via Emilia.

Ma mercoledì sera ‘l’eroe’ è stato cacciato da Piazza Grande, dove il fratello di Monica Esposito aveva organizzato una fiaccolata in memoria della sorella, poco dopo aver preso il microfono. Signorelli, infatti, ha invitato i cittadini presenti – circa trecento persone – a non cedere all’odio, a non generare altra violenza ma è stato allontanato e insultato.

"Incredibile: mi sono trovato in mezzo a un uragano”

Monica Esposito, la 55enne deceduta in seguito all’attentato del 16 maggio

Monica Esposito, la 55enne deceduta in seguito all’attentato del 16 maggio

“Cosa mi ha deluso? FdI e Lega hanno abbandonato la manifestazione dopo che hanno visto come mi hanno trattato: se sei un politico affronti la piazza – afferma Signorelli – Quel giorno, quando ho fermato El Koudri, erano tutti bravi a stringermi la mano, facevano la fila ma ora mi sono già trasformato nella zecca rossa. Libertà di parola? Democrazia? Qui, in Italia è tutto finto. Hanno gridato che è giusto metterli al muro e fucilarli; come posso ragionarci”, ha continuato. “Volevo partecipare alla fiaccolata e mi sono trovato in mezzo ad un uragano: ero solo contro trecento. E’ stato un gesto basso, mediocre: avrei voluto soltanto avere il tempo di ricordare Monica, per esprimere un pensiero alla famiglia. Incitavano all’odio razziale ma qua bisogna andare a monte: occorre aiutare le famiglie in difficoltà – afferma Signorelli – i giovani e chi non arriva a fine mese; servono politiche sociali vere: va bene incrementare i controlli, potenziare gli organici ma bisogna arrivare all’origine del problema. Avrei voluto parlare di questa famiglia, di Monica e dei suoi figli, di suo marito ma nessuno ne ha parlato: vivono un lutto terribile e si trovano con un’attività chiusa; tragedia nella tragedia. Avrei voluto far presente la situazione in cui si trovano e appellarmi al Governo affinché li aiuti’.

Signorelli sarà ricevuto dal sindaco il prossimo 19 agosto.

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