“L’Eredità Summer”, un insuccesso figlio di mille errori. Dall’assenza di coraggio della Rai al contesto sfavorevole

2026/07/23

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“L’Eredità” funziona, ma non a tutte le ore. Se il game di Rai 1 brilla e domina nel preserale, ottenendo ascolti esplosivi, lo stesso non sta accadendo nell’access prime time, dove la rete ha deciso di piazzare il programma per tenere testa a “La Ruota della Fortuna”.

Una mossa dettata dall’esigenza di non lasciare campo libero a Canale 5 e di non ricommettere lo stesso errore di dodici mesi fa, quando continuando a mandare in onda “Techetecheté” si contribuì a rafforzare la forza di Gerry Scotti.

Ecco allora la necessità di arginare, di porre dei freni, di farsi trovare pronti. E il pensiero, in tal senso, è stato assai pigro, basato sulla mera valutazione dell’usato sicuro, del prodotto affermato e di successo, rinunciando a qualsiasi possibilità di sperimentazione o scommessa.

Insomma, la Rai non si è comportata come nel 2002. In quell’estate vennero testati - quella volta nel preserale - ben due giochi nuovi di zecca, trasmessi per un mese ciascuno. Uno si chiamava “Azzardo”, l’altro invece era proprio “L’Eredità”, che nel breve tempo di prova mostrò tutte le sue potenzialità imponendosi nel futuro palinsesto della rete.

Tuttavia, lanciarsi nel campo dell’ignoto sarebbe stato troppo per una televisione ostaggio delle poche certezze che ha. “L’Eredità” è quindi diventata “L’Eredità Summer”, trasferendosi nel blocco che fino a sabato scorso era stato di “Affari tuoi”.

Il ‘pesante’ confronto

E forse è stato questo switch a tradire Rai 1 e a rivelarsi fatale. Nel caso de “La Ruota”, infatti, il test venne effettuato a scapito di “Paperissima Sprint”, che a malapena toccava il 13% di share, e con un rivale – il citato “Techetecheté” – stabile al 18%. Le aspettative erano pertanto basse e saltare l’asticella fissata fu abbastanza agevole.

Totalmente opposto lo scenario per Marco Liorni che, oltre a ritrovarsi un avversario al 25%, ha raccolto il testimone da un De Martino che viaggiava pressappoco sugli stessi numeri della “Ruota”. Un doppio confronto negativo che ha annientato già in partenza ogni giudizio sulla nuova versione de “L’Eredità”.

Non tutte le fasce sono uguali

C’è poi una questione esclusivamente televisiva che si lega all’unicità delle fasce orarie: non è detto che un programma che funziona ad un orario renda automaticamente in un altro. Anche se a distanze temporali relativamente ravvicinate, il pubblico del preserale e differente da quello dell’access, che si amplia con l’aggiunta di spettatori che in precedenza non erano rientrati a casa. A ciò si aggiunge pure l’idea che un certo clima e determinate dinamiche non siano replicabili in qualunque momento della giornata.

Da quasi cinque lustri “L’Eredità” si identifica col preserale. Il quiz si è strutturato e conformato ad una precisa fascia e i giochi sono scanditi e legati ad un chiaro orario. Stravolgere questo ordine mentale, traslando il gioco e modificandolo per l’occasione, ha generato un inevitabile distacco, soprattutto sul fronte degli appassionati storici. Senza dimenticare il rischio di saturazione, sempre pronto a fare capolino.

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