L’avanzata degli Houthi. Assediano Bab el-Mandeb, lo stretto che porta a Suez

2026/09/11

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Roma, 11 settembre 2026 – Gli Houthi avanzano verso la "Porta delle lacrime". La conquista di Mocha, città portuale sulla costa occidentale dello Yemen, porta i combattenti filo-iraniani sempre più vicino a Bab el-Mandeb, lo stretto che collega il Golfo di Aden al Mar Rosso e che rappresenta uno dei passaggi più importanti per il commercio mondiale. A circa 80 chilometri dal punto più strategico della rotta, la loro presenza apre un nuovo fronte nella crisi mediorientale e aumenta il rischio per le navi dirette verso Suez, il Mediterraneo e l’Europa.

A Bab el-Mandeb, oggi, oltre alle correnti e ai pericoli naturali che storicamente caratterizzano la navigazione in questa zona, si aggiunge il rischio della guerra. La conquista di Mocha, confermata da fonti yemenite e dagli stessi Houthi, avvicina le forze sostenute dall’Iran a uno dei grandi "colli di bottiglia" del commercio globale. I ribelli hanno poi raggiunto le isole Hanish, mentre le forze legate al governo yemenita si sono spinte verso Dhubab, direttamente affacciata sullo stretto. Il controllo di queste posizioni sarebbe strategico per poter dominare il passaggio. Una chiusura di Bab el-Mandeb, o anche solo una minaccia prolungata, costringerebbe molte navi a evitare il Mar Rosso e a circumnavigare l’Africa, con migliaia di chilometri in più, costi maggiori e tempi di consegna più lunghi.

Gli Houthi, però, negano di voler mettere a rischio la navigazione internazionale. Mohammed Abdul Salam, portavoce del movimento, ha assicurato che "la libertà di navigazione e il movimento del commercio internazionale sono sicuri e regolari". In un messaggio su X ha spiegato che le operazioni militari in corso sono rivolte contro "obiettivi specifici" e hanno carattere "difensivo". Secondo Abdul Salam, gli attacchi cesseranno quando finirà l’"aggressione" contro lo Yemen e sarà revocato l’assedio.

La risposta saudita è già arrivata. Il canale Al-Masirah, vicino agli Houthi, riferisce di dieci attacchi aerei nella provincia di Taiz. Riad sostiene il governo yemenita riconosciuto dalla comunità internazionale e considera l’avanzata degli Houthi una minaccia diretta alla propria sicurezza. A rendere ancora più delicata la situazione c’è poi Hormuz, che resta al centro dello scontro tra Stati Uniti e Iran. Mercoledì Teheran ha detto di avere attaccato dieci navi nell’area dopo l’affondamento americano di cinque petroliere iraniane. I Guardiani della Rivoluzione hanno minacciato una risposta ancora più ampia. Washington, però, non sembra vicina a una soluzione. Donald Trump ha detto che la guerra potrebbe protrarsi almeno fino alle elezioni di metà mandato di novembre e ha nuovamente minacciato di colpire siti strategici iraniani.

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