L’assurdo “no” in Turchia, bloccato da Mourinho e capitano di Yildiz: perché la Juve ha preso Celik

2026/07/17

Categories: sports

17 luglio 2026, 13:41 

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min

"Dormo con il calcio e mi sveglio con il calcio. Rivedo tutte le partite. Non mi stanco mai di lavorare e svolgo costantemente del lavoro extra per migliorare me stesso". Parole che raccontano più di un semplice calciatore: raccontano una mentalità. Quella di Zeki Çelik, terzino turco arrivato ai massimi livelli attraverso sacrifici, disciplina e una dedizione fuori dal comune. Un percorso lontano dai riflettori delle grandi promesse, costruito giorno dopo giorno tra gavetta, ostacoli superati e una fame inesauribile di migliorarsi. Dalla Turchia alla Francia, fino alla Serie A, il classe 1997 ha conquistato ogni traguardo con il lavoro. Ora una nuova sfida lo attende: la Juventus ha scelto proprio lui per aggiungere esperienza e affidabilità alla propria rosa.

Celik-Juve, il blitz bianconero e la firma

La Juventus ha accelerato improvvisamente per assicurarsi Çelik, trasformando una trattativa che sembrava destinata a svilupparsi su altri binari in un vero e proprio colpo lampo. Il terzino turco era infatti impegnato nei dialoghi con la Roma per il rinnovo del contratto, ma l'inserimento dei bianconeri ha cambiato rapidamente lo scenario, e lo stesso Pellegrino è tra i nomi usciti dalle parti della Continassa.

La chiamata arrivata da Massara e Carnevali ha convinto il giocatore ad aprire alla nuova destinazione. Nella serata di giovedì 16 luglio Çelik è arrivato alla Continassa per completare gli ultimi passaggi e mettere la firma sull'accordo con i bianconeri. Il contratto lo legherà al club torinese fino al 30 giugno 2029. Un investimento su un giocatore già abituato alla pressione delle grandi piazze e con un bagaglio internazionale importante.

Le origini di Zeki Çelik: una famiglia numerosa e il valore del sacrificio

Mehmet Zeki Çelik nasce a Yildirim, nella provincia turca di Bursa, il 17 febbraio 1997. Le sue radici familiari, però, affondano a Mus, regione dell'Anatolia orientale distante oltre mille chilometri dal luogo in cui è cresciuto. I genitori si trasferiscono a Yildirim due anni prima della sua nascita, alla ricerca di nuove opportunità per la famiglia. Zeki è l'ultimo di nove fratelli e cresce in un contesto semplice, dove il senso del dovere arriva prima ancora del sogno calcistico.

Suo padre lavora come muratore, mentre la madre si occupa della casa. Da bambino Çelik contribuisce alla vita familiare aiutando nelle attività quotidiane e imparando presto il valore della responsabilità. Una formazione che ha influenzato profondamente il suo carattere dentro e fuori dal campo. Determinazione e umiltà diventano così due elementi centrali della sua crescita.

Dalla gavetta in Turchia alla consacrazione tra Lille e Roma

I primi passi nel calcio arrivano nello Yazum Selim Spor, piccola realtà della provincia di Bursa dove Çelik inizia a costruire le proprie basi tecniche. Successivamente entra nel settore giovanile del Bursaspor, il principale club della zona, prima di iniziare il percorso che lo porterà al professionismo. Dopo essersi affermato in patria, nel 2018 arriva la chiamata del Lille, una svolta decisiva per la sua carriera.

In Francia trascorre quattro stagioni importanti, diventando uno dei protagonisti della squadra capace di conquistare la Ligue 1 nel 2020-21 e la Supercoppa francese. Nell'annata del titolo nazionale colleziona 29 presenze in campionato, realizzando tre gol e fornendo tre assist. Nel 2022 il trasferimento alla Roma rappresenta il salto nella Serie A, dove affronta un calcio più tattico e competitivo. In giallorosso consolida la propria affidabilità, diventando anche un punto fermo della nazionale turca. E pensare che avrebbe già potuto lasciare i giallorossi nell'estate 2023: il Galatasaray aveva manifestato vivo interesse per il giocatore, con il trasferimento che non si è concretizzato per via del secco "No" di Mourinho, che ha voluto bloccarlo e tenerlo con i suoi.

Un terzino moderno: duttilità, fisicità e mentalità vincente

Nel corso della sua carriera Çelik ha dimostrato una grande capacità di adattamento tattico. Nato come terzino destro, nel tempo ha imparato a ricoprire più ruoli, venendo utilizzato anche come esterno di centrocampo in una linea a cinque oppure come braccetto difensivo in caso di necessità. La sua caratteristica principale è la continuità: difficilmente si lascia condizionare dagli episodi e mantiene sempre alta l'intensità.

Dal punto di vista fisico unisce resistenza, forza nei duelli e capacità di percorrere grandi distanze durante la partita. Ma è soprattutto l'aspetto mentale a distinguerlo. Çelik è considerato un giocatore estremamente competitivo, un calciatore che non accetta di arrendersi e che trasforma il lavoro quotidiano in un'arma. La sua ambizione lo ha accompagnato in ogni fase della carriera. Una mentalità costruita attraverso anni di sacrifici e allenamenti extra.

Quando le big turche dissero no a Çelik

Il percorso di Çelik avrebbe potuto prendere una strada completamente diversa. Prima della sua esplosione internazionale, infatti, diversi club importanti della Turchia avevano ricevuto indicazioni sul suo conto. Gli osservatori delle principali società turche avevano analizzato il suo profilo, ma le valutazioni non furono positive. Secondo alcuni rapporti interni, il terzino non sarebbe stato considerato pronto per affrontare il livello della Super League turca. Nessuna delle grandi squadre decise quindi di puntare su di lui. Un errore di valutazione che il tempo ha poi smentito. Çelik ha continuato a lavorare in silenzio, trasformando quei rifiuti in motivazione. La sua crescita ha dimostrato ancora una volta quanto il percorso di un calciatore possa cambiare attraverso dedizione e perseveranza.

Gli idoli, la console e la passione oltre il calcio

Fuori dal campo Çelik mantiene la stessa intensità che mostra durante le partite. Il suo rapporto con il calcio non si interrompe mai e durante la quarantena del 2020, quando la Ligue 1 era stata fermata dalla pandemia, ha trascorso ben 45 giorni dedicandosi anche ai videogiochi calcistici. Una passione che racconta il suo legame totale con questo sport. Tra i suoi riferimenti tecnici c'è soprattutto Kyle Walker, che ha seguito sin dai tempi del Tottenham. Il turco ha raccontato di apprezzarne la capacità di giocare anche da difensore centrale, ruolo che in alcune occasioni ha ricoperto anche lui. Tra i suoi modelli figurano inoltre due leggende del ruolo come Maicon e Dani Alves - anche ex Juve tra le altre - esempi di qualità, velocità e personalità.

La fascia di capitano con la Turchia e il sogno mondiale

Le prestazioni offerte con la Roma hanno permesso a Çelik di conquistarsi un posto importante nella nazionale turca guidata da Montella. La convocazione per il Mondiale negli Stati Uniti ha rappresentato uno dei momenti più significativi della sua carriera. Per lui non è stata soltanto un'occasione per partecipare alla competizione più prestigiosa a livello internazionale, ma anche la conferma del suo peso all'interno del gruppo. Durante il torneo ha avuto anche l'onore di indossare la fascia da capitano nella sfida contro gli Stati Uniti.

Una partita terminata con una vittoria che, però, non è bastata alla Turchia per superare la fase a gironi. Nonostante l'eliminazione, l'esperienza mondiale ha rappresentato un ulteriore capitolo di una carriera costruita senza scorciatoie. Dalla provincia turca alla Juventus,dove ritrova anche Yildiz, il viaggio di Çelik continua seguendo sempre la stessa regola: lavorare più degli altri.

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"Dormo con il calcio e mi sveglio con il calcio. Rivedo tutte le partite. Non mi stanco mai di lavorare e svolgo costantemente del lavoro extra per migliorare me stesso". Parole che raccontano più di un semplice calciatore: raccontano una mentalità. Quella di Zeki Çelik, terzino turco arrivato ai massimi livelli attraverso sacrifici, disciplina e una dedizione fuori dal comune. Un percorso lontano dai riflettori delle grandi promesse, costruito giorno dopo giorno tra gavetta, ostacoli superati e una fame inesauribile di migliorarsi. Dalla Turchia alla Francia, fino alla Serie A, il classe 1997 ha conquistato ogni traguardo con il lavoro. Ora una nuova sfida lo attende: la Juventus ha scelto proprio lui per aggiungere esperienza e affidabilità alla propria rosa.

Celik-Juve, il blitz bianconero e la firma

La Juventus ha accelerato improvvisamente per assicurarsi Çelik, trasformando una trattativa che sembrava destinata a svilupparsi su altri binari in un vero e proprio colpo lampo. Il terzino turco era infatti impegnato nei dialoghi con la Roma per il rinnovo del contratto, ma l'inserimento dei bianconeri ha cambiato rapidamente lo scenario, e lo stesso Pellegrino è tra i nomi usciti dalle parti della Continassa.

La chiamata arrivata da Massara e Carnevali ha convinto il giocatore ad aprire alla nuova destinazione. Nella serata di giovedì 16 luglio Çelik è arrivato alla Continassa per completare gli ultimi passaggi e mettere la firma sull'accordo con i bianconeri. Il contratto lo legherà al club torinese fino al 30 giugno 2029. Un investimento su un giocatore già abituato alla pressione delle grandi piazze e con un bagaglio internazionale importante.

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