"Personaggi che soffiano sul vento dell’odio, la povertà dà fastidio"

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Sul caso dell’aggressione ai danni del cittadino iracheno, avvenuta la sera di sabato sul lungomare di San Benedetto, non s’arresta la litania di condanna da parte di politici, sindacati ed enti solidali.
"Osserviamo con preoccupazione la progressiva banalizzazione di atteggiamenti apertamente razzisti – scrivono i vertici della cooperativa sociale On the Road – Una volta, a dichiararsi razzisti ci si vergognava. Oggi, con personaggi del genere che soffiano sul vento dell’odio, essere apertamente razzisti è diventato spettacolo non solo alla luce del sole, ma soprattutto alla luce degli schermi dei nostri telefoni. La povertà dà fastidio perché costringe ad approfondire storie, motivazioni, comportamenti, fragilità e devianze. Scegliere di stare accanto alle persone che vivono in condizioni di marginalità significa decidere di addentrarsi in esistenze spesso complesse e dolorose, delle quali non si potranno mai conoscere fino in fondo tutti gli aspetti. Spesso noi della Cooperativa On the Road veniamo chiamati perché qualcuno ci chiede di ‘togliere’ i senza dimora dalla strada, come se sottrarli alla vista equivalesse a risolvere il problema. Ma è proprio qui che emerge la questione centrale: in un sistema che tende a spingere molte persone verso l’invisibilità, non essere visti finisce per coincidere con il non esistere. E il non esistere coincide con la disumanizzazione, con il non avere alcun diritto, nemmeno quello alla privacy. Le persone povere che vediamo in strada smettono di essere riconosciute come persone: diventano oggetti da inquadrare, fotografie da condividere, contenuti da dare in pasto all’algoritmo. In questo modo, la loro immagine viene sfruttata per alimentare pregiudizi, consenso e divario sociale, trasformando la povertà in spettacolo e la dignità umana in merce".
On the Road fa una serie di considerazioni su chi è costretto a vivere senza una casa, sulla lotta quotidiana per rimanere visibili, sulla forza che serve per continuare a credere negli altri, per esporsi ancora rischiando un altro rifiuto, su cosa si prova quando ti viene tolto tutto. "Non verrebbe forse anche a te il desiderio di gettarti nel mezzo della strada e gridare, con il solo peso della tua presenza, ‘esisto? – la conclusione di On the Road – Esisto anche se voi non mi vedete. Esisto anche se mi è stato tolto tutto. Esisto anche se non corrispondo a ciò che vorreste che fossi". ma. ie.
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