Lidi balneari aperti tutto l’anno e il 30 per cento delle spiagge destinate ad essere libere e attrezzate. È questo l’impegno che l’assessore al Turismo della Regione Campania Vincenzo Maraio ha annunciato intervenendo a margine del convegno sul futuro del comparto balneare campano e sulla gestione delle coste, promosso dal Sindacato Italiano Balneari, che si è svolto ieri mattina presso la sede di Confcommercio Campania in piazza Municipio. Nell’illustrare il progetto Maraio è partito dal percorso fatto in Regione per rendere possibile questa iniziativa: «Appena insediata la giunta Fico abbiamo messo mano alle modifiche del Puad (Piano di utilizzazione delle aree del demanio). Siamo partiti da una situazione nella quale, dei circa sessanta Comuni interessati, soltanto Sessa Aurunca aveva avviato concretamente il percorso. Oggi, grazie anche al lavoro fatto insieme ad Anci Campania e all’accompagnamento degli uffici regionali, l’iter è stato avviato praticamente in tutti i Comuni».
La disciplina
Maraio ha poi spiegato che «parallelamente abbiamo lavorato, d’intesa con l’assessore Cuomo, ascoltando Comuni e associazioni dei balneari, per correggere alcune anomalie della disciplina e per superare alcuni passaggi burocratici. Penso innanzitutto ai servizi igienici: il precedente parametro avrebbe imposto sei bagni ogni trenta punti ombra, con il rischio di rendere impraticabili le nostre spiagge. Abbiamo eliminato questo automatismo e rivisto anche altri requisiti richiesti agli stabilimenti». L’assessore è poi entrato nel dettaglio del programma di destagionalizzazione: «La Regione promuoverà, insieme ai Comuni, l’utilizzo delle aree demaniali durante tutto l’anno». Per quanto riguarda la questione del 30 per cento di spiagge destinate alla libera fruizione, Maraio ha sottolineato come ci sia la volontà di «garantire un’offerta dignitosa e dotata di servizi, perché il mare sia fruibile da tutti, lavorando anche su una pianificazione che tenga conto delle aree territoriali omogenee. Una misura importante che non lede l’attività dei lidi». La delibera già approvata entra nella fase operativa con audizioni e osservazioni da inserire prima di portare il provvedimento in consiglio regionale. A chi solleva perplessità per la presenza di spiagge troppo piccole in molti comuni campani, come ad esempio Capri, Sorrento, Positano, Maraio risponde che «anche questo aspetto è stato preso in considerazione».
E la soluzione sarebbe stata individuata dando ai comuni l’opportunità di realizzare piani intercomunali. «E cioè - spiega - di stabilire insieme che questa percentuale di spiagge libere venga rispettata, seppur calcolandola tra vari comuni. Ad esempio, un comune che ha spiagge piccole destina il 25 per cento. Un altro comune che ha un litorale più ampio destina il 35 per cento. E in tal modo si ottiene la media del 30 per cento». Questo metodo, che è stato condiviso e concordato sia con Anci che con le associazioni di balneari, già comincia ad essere adottato ad Ischia, tra i comuni di Serrara Fontana, Forio e Lacco Ameno e in Costiera Sorrentina tra Piano di Sorrento e Sant’Agnello, come ha ricordato Maraio.
Il demanio
Napoli invece non è coinvolta perché le aree del demanio marittimo sono di competenza dell’Autorità portuale. Da quanto emerso nel corso del convegno di ieri, la gestione futura delle aree demaniali non dovrebbe trovare ostacoli tra gli imprenditori balneari. Salvatore Trinchillo, presidente Sib Confcommercio, ha spiegato che «gli stabilimenti balneari vogliono affrontare questa fase di cambiamento in modo collaborativo. Spiagge libere e stabilimenti possono convivere in piena armonia perché rappresentano due componenti che, se adeguatamente organizzate, possono concorrere insieme alla qualità dell’offerta turistica».
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