L’assessora Camporota: “Polizia locale, rafforzare la tutela degli agenti”

2026/07/19

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"Ho la netta impressione che, a livello centrale, qualcuno stia pensando di non rispondere concretamente alla conclamata carenza di organico" .

"Ho la netta impressione che, a livello centrale, qualcuno stia pensando di non rispondere concretamente alla conclamata carenza di organico" .

"Ho la netta impressione che, a livello centrale, qualcuno stia pensando di non rispondere concretamente alla conclamata carenza di organico" .

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Sul tema dell’adozione del fermo preventivo ai minori, estesa anche alla Polizia locale, concordo nel merito con le dichiarazioni del sindaco di Bari che, in qualità di delegato Anci sulla sicurezza urbana, ha affermato che è necessario affrontare il tema più generale della riforma della Polizia locale non estendendo competenze e responsabilità, in questo caso esclusivamente di ordine pubblico, ma rafforzando gli strumenti di tutela degli operatori della Polizia locale, la loro formazione, consentendo loro l’accesso alle banche dati e dotando i comuni dei fondi necessari per incrementarne l’organico".

Così l’assessora alla sicurezza Alessandra Camporota che ricorda appunto come le decisioni adottate nel Consiglio dei ministri riguardino un disegno di legge che non è ancora stato approvato e che deve essere presentato alle Camere per far partire il suo iter. "Si rischia quindi di creare un’alta aspettativa nella cittadinanza dando l’idea che si possa già intervenire e che questo lo possa fare anche la Polizia Locale – sottolinea l’assessora – ho l’impressione che, a livello centrale, qualcuno stia pensando di non rispondere concretamente alla conclamata carenza di organico delle Forze dell’Ordine scaricando l’onere sui Comuni e sui corpi della Polizia locale che, lo ripeto, non hanno né gli strumenti, né l’equiparazione normativa e ancor meno le risorse per contrastare fenomeni di ordine pubblico. In Emilia-Romagna la Polizia locale è un pilastro della sicurezza integrata. Tutto questo poggia su una base solida: la nostra Legge regionale 24 del 2003. Questa legge ha segnato una svolta, trasformando la Polizia locale da semplice esecutrice di sanzioni a protagonista delle politiche di welfare urbano. Ma non si può essere protagonisti senza organici strutturati, tutele di chi opera, formazione e strumenti adeguati – ribadisce Camporota – Essere operatori della Polizia locale è una scelta di servizio verso gli altri che la politica deve sostenere a tutti i livelli. Più in generale, mi sembra che si vada nella direzione di affrontare un tema complesso come quello delle aggregazioni giovanili violente, comunque espressione di un forte disagio, diffuso in tutto il paese, con strumenti meramente repressivi. Non dimentichiamo invece l’importanza di affiancarli anche con interventi strutturali, come proposto dal Fisu (Forum Italiano Sicurezza Urbana) nel convegno di Milano del 30 giugno scorso, alla presenza di tanti sindaci, nel corso del quale è stata presentata la proposta di istituzione di un fondo nazionale per la prevenzione della violenza giovanile, a disposizione degli enti locali, finalizzato a sostenere interventi strutturali di carattere educativo, sociale e territoriale rivolti agli adolescenti ed ai giovani tra gli 11 ed i 25 anni. Vengono individuati nella proposta alcuni assi di intervento, tra i quali: mediazione penale e giustizia riparativa per minori e giovani adulti, educatori di comunità nelle scuole e nei quartieri, riqualificazione educativa degli spazi urbani e potenziamento dei centri giovanili e degli spazi di aggregazione". Camporota conclude affermando che: "Le proposte del Fisu sono peraltro in linea con le conclusioni della Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie, presieduta dal deputato di FI Alessandro Battilocchio che ha proposto, tra l’altro, l’istituzione di un fondo strutturale per il contrasto alla povertà educativa minorile. La previsione nel testo normativo dell’estensione del fermo preventivo ai minori, in definitiva, pur essendo una misura apparentemente giustificata da una richiesta legata ad alcuni episodi violenti, che hanno destato una forte preoccupazione assolutamente condivisibile, resta solo alla superficie e non affronta in modo strutturale le cause del fenomeno".

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