La storia
13 settembre 2026 alle 01:32
Giancarlo è cieco, Riccardo è un bagnino: assieme hanno nuotato al Poetto«Ti va di fare una nuotata? Ti andrebbe domani?» Dietro una frase apparentemente banale a volte si nasconde una gentilezza che apre il cuore.
Quel che è accaduto a Giancarlo Beltrami e a Riccardo Sechi ne è la prova più evidente. Il primo pensionato, con gli acciacchi dovuti all’età e una patologia alla vista che lo rende di fatto cieco; il secondo giovane, bagnino, nel pieno delle forze. Due mondi distinti, per età e provenienza. Ma con un amore in comune: il mare. Che Beltrami, 77 anni, ha potuto rifare suo grazie a Sechi, 18enne. Potrebbe essere suo nipote. «Sono diventato i suoi occhi in mare», spiega ora il ragazzo, «ma Giancarlo nuotando dietro di me è riuscito a condurmi al centro del mio cuore, facendomi scoprire il bisogno di essere utile agli altri».
Il mare
Questa storia comincia ad Assemini e Brescia, passa per Monserrato e ha il suo epilogo a Cagliari, al Poetto. Milvia Concas e il marito Efisio Piras abitano nella cittadina dell’Hinterland, hanno 61 e 66 anni e con l’amico Giancarlo, originario del centro lombardo, condividono la fede buddista e lunghe telefonate. Tanto da decidere di ospitarlo pur non avendolo mai incontrato prima e di regalargli qualcosa che non si può comprare: il proprio tempo e le ferie. Beltrami è stato un atleta di triathlon ma due anni fa a causa di un glaucoma ha perso la vista. Appena arrivato in Sardegna, su invito della coppia di nuovi amici, desidera avvicinarsi al mare: «Era il mio habitat», spiega. E non ha bisogno di aggiungere altro.
Giovane
Riccardo è di Monserrato, è uno dei tredici bagnini del servizio di salvamento nella spiaggia libera del Poetto ed è alla prima esperienza: ha appena conseguito il brevetto ma i sette anni di nuoto agonistico alle spalle lo rendono sicuro del fatto suo. Tutti i giorni, da giugno, scruta con attenzione spiaggia e orizzonte. C’è sempre tanta gente, ma al ragazzo non sfugge la difficoltà dell’uomo seduto accanto alla torretta, il lungo bastone bianco stretto tra le mani, gli occhiali scuri. «Tutto ok?», gli chiede, «sono il bagnino, se ha bisogno sono qui».
Amore per gli altri
Il giorno seguente ha finalmente la mattina libera e sogna già la sua camera con il condizionatore. Ma guarda ancora una volta Giancarlo e alla fine non può fare a meno di chiederglielo: «Ti va di fare una nuotata? Ti andrebbe domani?» Da lì cambia tutto. La giornata seguente, e in tutte le altre di riposo, va in spiaggia dove Giancarlo lo aspetta. «Abbiamo nuotato assieme: l’ho legato a me con un lungo filo elastico che indica la direzione ma consente di muoversi liberamente. Volevo sentisse le onde sul corpo, spero di averlo portato al di là dei limiti che un handicap può dare. Anche questo è un modo per salvare le persone. Sono diventato i suoi occhi in mare ma Giancarlo, nuotando dietro di me, è riuscito a condurmi al centro del mio cuore, dove ho trovato il bisogno di essere utile agli altri».
La Sardegna nel cuore
Giancarlo definisce Riccardo «un ragazzo straordinario. Con la cecità il mondo cambia e cambi tu ma in Sardegna ho ritrovato me stesso grazie a persone con un cuore prezioso. Cosa mi è mancato di più? Non poterne vedere il viso e il sorriso».
La vita gioca a intrecciare i destini di sconosciuti e riserva miracoli. E tutto è cominciato quando Milvia ed Efisio hanno deciso di ospitare Giancarlo: «Non è stato semplice», sottolinea Milvia, «ma coltivando legami di solidarietà e sostegno tra esseri umani si può scoprire una ragione più profonda per vivere. Questa è la mappa della felicità: aiutare gli altri a diventare felici rende felici noi. Per fare qualcosa di grande non servono grandi gesti, basta un cuore disponibile».
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