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- L’amministrazione tira dritto . Campaniello: "È un attacco politico. Siamo tranquilli, il lavoro è solido"
L’assessore alla Mobilità replica: "Negli ultimi due anni il tasso di incidentalità si è ridotto, è un successo. Dobbiamo consentire ai cittadini di muoversi in serenità, le statistiche non dicono sempre tutto".

Michele Campaniello, assessore alla. Città 30 e sicurezza stradale

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"Il centrodestra fa una guerra a un Comune che sta cercando di azzerare le morti su strada. In due anni il tasso di incidentalità si è ridotto. Io do un valore all’incolumità fisica, alla vita e alle 17 persone salvate dall’inizio del provvedimento. Chi si accanisce, invece, no". Michele Campaniello, assessore alla Città 30 e sicurezza stradale, non si dice preoccupato per il nuovo ricorso presentato da Fratelli d’Italia. Anzi, va avanti convinto sull’importanza e sul valore di Città 30. "Abbiamo sposato un’idea di città dove chi cammina, va in bici o accompagna un bambino a scuola può sentirsi più sicuro".
Assessore Campaniello, se l’aspettava questo ricorso di Fratelli d’Italia?
"Qui il centrodestra si continua ad appellare alla magistratura e a guardare i segni di punteggiatura degli atti dell’amministrazione. Stanno facendo solo una battaglia politica contro di noi. In Grecia e in Spagna ci sono leggi nazionali che mettono le città nelle condizioni di poter fare la Città 30. Significa che questo strumento funziona. Non ce lo siamo inventati noi, ma abbiamo sposato un modello presente da 20 anni in tutto il mondo".
Siete preoccupati?
"No, la normativa non ci chiede di aspettare gli incidenti, ma ci chiede di valutare il contesto urbano nel complesso, ciò che abbiamo realmente fatto".
La Città 30 però, su alcune vie, poteva essere evitata o limitata?
"Le modalità con cui si fa una Città 30 sono decise da chi la progetta. Abbiamo una dottrina nutrita di esperienze e casi concreti che funzionano. Molte strade residenziali è vero che registrano pochi incidenti, ma è proprio per questo che, dove vivono famiglie, bambini e anziani, vogliamo mantenerle sicure. La sicurezza non è statistica, ma la possibilità di muoversi senza paura. Se dobbiamo aspettare un morto prima di intervenire è certificare un fallimento. Noi dobbiamo agire prima per creare le condizioni che l’incidente non si verifichi. La destra invece di questo si dimentica".
Dopo la sentenza del Tar di gennaio voi avete fatto un’istruttoria strada per strada, con 1.500 schede. E ora?
"La nostra istruttoria, rispetto ai tanti provvedimenti fatti in altre Città 30, è molto più puntuale e articolata. Quale peso bisogna mettere in capo alle amministrazioni per compiere gli atti che si vogliono? Questo ricorso è fumo negli occhi. La politica si dovrebbe misurare sugli obiettivi. E il nostro è chiaro: dare valore alla vita e all’incolumità".
Incidere sulle abitudini dei cittadini però divide, non pensa?
"Sono provvedimenti forti. C’è chi è a favore e chi è contrario. Ma la politica ha il compito di scegliere. Qui invece il centrodestra parla alla pancia e non vuole misurarsi sul merito. Ci eravamo presi un impegno. Stiamo facendo interventi diffusi in città con dossi, strisce pedonali e altri migliorie per la sicurezza. E poi stiamo svolgendo un lavoro anche a livello di sensibilizzazione, con regole comportamentali che le persone devono metabolizzare. Più i cittadini capiscono che andare piano salva la vita, più noi riusciremo ad essere efficaci nelle misure".
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