Amicizia: ecco perché può farci vivere meglio (e qual è il suo lato oscuro)

2026/07/29

Categories: lifestyle

È un sentimento forte come l’amore ma senza attrazione, un rapporto che nel corso della vita può fare la differenza. Perché un buon amico può renderci migliori. Lo spiega la Dottoressa Marinella Cozzolino

L’amicizia è un sentimento potentissimo, che si costruisce su basi molto più profonde della semplice condivisione di interessi. Viene spesso paragonata all’amore e considerata meno intensa, ma in realtà è altrettanto profonda. In occasione della Giornata Mondiale dell’Amicizia, che si celebra il 30 luglio, scopriamo con l’esperta come, dal confronto con un amico, possiamo diventare persone migliori.

Amicizia e cervello: ecco perché con la migliore amica ti capisci al volo

Leggi anche

Amicizia VS amore

«L’amicizia è uno dei legami più importanti della nostra vita. La differenza principale tra amicizia e amore non riguarda la forza del sentimento, ma l’assenza della dimensione corporea: nell’amore entrano in gioco attrazione, passione, desiderio e quella chimica che fa battere il cuore, mentre nell’amicizia questi elementi non sono presenti. Per il resto, entrambe le relazioni possono raggiungere la stessa intensità emotiva. Non a caso molti filosofi e scrittori hanno sostenuto che non possa esistere un grande amore senza una grande amicizia, anche se questo non significa che ogni amore debba necessariamente nascere da un rapporto amicale. Non è indispensabile amare le stesse cose, avere gli stessi hobby o ascoltare la stessa musica. Ciò che conta davvero è condividere valori fondamentali e, soprattutto, essere d’accordo su ciò che si rifiuta. È più importante riconoscersi nel rifiuto della violenza, della menzogna, della prepotenza o di atteggiamenti che percepiamo come incompatibili con il nostro modo di stare al mondo, piuttosto che coltivare identiche passioni. Le amicizie più solide si fondano spesso su una visione comune di ciò che è essenziale, più ancora che su un elenco di gusti condivisi», spiega la Dottoressa Marinella Cozzolino, psicoterapeuta e sessuologa clinica.

Leggi anche

Getty Images

Amicizia: il lato oscuro

Questo, però, non significa che l’amicizia sia fatta soltanto di emozioni positive. «Come ogni relazione significativa, porta con sé anche sentimenti più scomodi, come la gelosia e soprattutto l’invidia. Ammetterne l’esistenza non rende un’amicizia meno autentica, anzi permette di viverla con maggiore consapevolezza. L’invidia nasce quando l’altro possiede qualcosa che vorremmo avere: una maggiore serenità, un talento particolare, una casa nel quartiere che sogniamo o perfino un metabolismo che ci sembra più fortunato del nostro. Ancora più spesso nasce quando un’amica sembra poter vivere la propria vita con una libertà che noi non abbiamo avuto, magari perché proviene da un contesto familiare diverso o ha ricevuto opportunità che a noi sono mancate. La sfida consiste nel trasformare quell’invidia in uno stimolo. Se invece di desiderare che l’altro perda ciò che ha, ci chiediamo come possiamo impegnarci per costruire qualcosa di simile nella nostra vita, quel sentimento cambia completamente significato. In questo senso l’amico diventa una figura ispirazionale, qualcuno che ci mostra possibilità che forse non avevamo nemmeno immaginato», sottolinea l’esperta.

Leggi anche

Se è basata sul bisogno

«Già Aristotele distingueva diverse forme di amicizia e descriveva quella fondata sull’utilità come un legame che dura finché esiste un bisogno reciproco. L’utilità, però, non va interpretata soltanto in senso economico o materiale. Un amico può essere utile perché ci fa ridere, perché ci introduce in un ambiente che desideravamo conoscere, perché ci apre nuovi orizzonti o ci aiuta a diventare persone migliori. Questa forma di utilità può durare molto più a lungo di quanto si pensi, soprattutto quando consiste nell’ispirarci a crescere. Naturalmente il denaro rappresenta un terreno delicato. Molte opportunità nella vita dipendono dalle possibilità economiche: studiare in una certa università, viaggiare, concedersi alcune esperienze o semplicemente vivere con maggiore tranquillità. Può capitare che un’amica sia in grado di offrirci occasioni che da soli non potremmo permetterci, magari invitandoci in viaggio o sostenendoci economicamente. Sono gesti generosi, ma possono anche creare un senso di dipendenza o di debito. Vale allora la pena domandarsi se stiamo usando quella relazione per crescere oppure se ci stiamo limitando a vivere di riflesso attraverso le opportunità dell’altro», continua la Dottoressa Cozzolino.

Leggi anche

L’amico è… ispirazione

«L’amicizia migliore non ci rende parassiti, ma ci mette in movimento. Se ammiriamo una persona è perché, in qualche modo, rappresenta una direzione possibile anche per noi. La sua bravura, il suo coraggio o le sue conquiste dovrebbero spingerci a fare delle scelte, a cambiare ciò che non ci soddisfa, a trovare il coraggio di affrontare sacrifici pur di costruire una vita più vicina ai nostri desideri. In fondo è anche per questo che scegliamo gli amici: non soltanto perché ci fanno stare bene, ma perché diventano punti di riferimento. Ci ricordano che esistono altri modi di vivere, di lavorare e di affrontare le difficoltà.

Leggi anche

E persino quando il confronto sembra impari, come potrebbe accadere se fossimo amici di un campione come Jannik Sinner, ci sarà sempre qualcosa da imparare. Molto probabilmente non potremo raggiungere i suoi risultati nello sport, ma il suo metodo, la disciplina e la capacità di migliorarsi possono diventare uno stimolo prezioso per qualsiasi altro ambito della nostra vita. È questa, forse, una delle forme più alte dell’amicizia: non quella che ci fa sentire uguali, ma quella che ci aiuta a diventare una versione migliore di noi stessi», conclude la Dottoressa Cozzolino.

iO Donna ©RIPRODUZIONE RISERVATA

>> Home