L’altra faccia (quella sorridente) del caso Sinner

2026/10/07

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ROMA – L’altra faccia di Sinner – sorridente che non sorride mai davvero – è quella del prossimo venturo numero uno del tennis mondiale: Alexander Zverev detto Sasha. Il quale ne ha avuto la aritmetica certezza appena un paio di giorni dopo aver perso a Pechino dall’infinito Djokovic. I conti della serva sono ormai il pane quotidiano del tifo italiano che non se ne fa una ragione, e se ne sta lì a compulsare i bonus/malus dell’Atp per venirne a capo: Zverev ha 9.720 punti, ma anche se non vincesse più una partita da qui in avanti, chiuderebbe la stagione con 8740. Sinner ha 11.000 punti, e ne perderà 3500. Alcaraz, terzo in classifica, potrebbe accumulare al massimo 9.000 punti se vincesse un torneo ogni settimana. Tirata la riga il risultato è netto: Zverev numero 1 del mondo entro l’inizio di novembre, al più tardi.

Il forfait a tempo indeterminabile di Sinner è per converso un inno alla gioia per i terzi incomodi, quelli fissi al campo base a mirar chi è sempre un gradino più in alto, inespugnabile. E invece, per consunzione altrui, la storia ha la sua controcopertina nel secondo tedesco di sempre sulla vetta dell’Atp, dopo la leggenda Boris Becker.

A limare la favoletta c’è un dettaglio ulteriore: Zverev sta realizzando il suo sogno in un’annata che, nel complesso, non è nemmeno tra le migliori. Non ha vinto un solo torneo 1000, 500 o 250, una roba che gli era riuscita solo una volta nell’ultimo decennio, nel 2022, l’anno del suo grave infortunio ai legamenti. Ha già perso tante partite quante ne aveva perse nell’intera stagione 2021. E nel 2026 ha vinto solo due dei suoi dieci incontri contro altri top ten.

Certo, ha vinto due Slam. Il Roland Garros e l’US Open, con Sinner e Alcaraz fuori uso. Due contro i quali ha praticamente sempre perso: dieci volte su dieci con Sinner e quattro su sei con Alcaraz. E’ il suo peccato originale: il primato “non meritato”. La solitudine del numero primo per esclusione. Ma anche – a leggere la stessa storia in filigrana – lo spunto della tigna. Per come è congegnata, la classifica Atp premia non il più bravo in assoluto ma il più costante negli ultimi 12 mesi. E Zverev è rimasto attaccato al treno. Il terzo comodo, altroché.

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