Il premio/1.
09 ottobre 2026 alle 00:50
L’Accademia: «Sorpresa e felice, era in Islanda ad ascoltare il vento»Anne Carson, Nobel per la Letteratura 2026, è un’alchimista delle parole. In tutti i suoi libri ha creato una miscela irripetibile tra poesia, narrazione e miti classici in dialogo con il nostro presente. Come ha sottolineato la motivazione dell’Accademia di Svezia è stata premiata per «la sua audace e inventiva opera che, in un giocoso dialogo con la tradizione classica, ha creato nuove forme per la letteratura contemporanea».
Diciannovesima donna
Tra le favorite dei pronostici, diciannovesima donna a vincere il Nobel per la Letteratura e seconda scrittrice canadese dopo Alice Munro nel 2013, Carson, 76 anni, ha saputo di aver vinto mentre era in Islanda «ad ascoltare il vento», come ha raccontato Ingrid Carlberg, la segretaria permanente dell’Accademia svedese, che ha parlato con la poetessa al telefono. «È rimasta sorpresa, ma molto felice. L’ho percepito - ha detto Carlberg – dalla sua voce».«La realtà è un suono, devi sintonizzarti su di esso, non continuare a urlare», ha scritto in “Autobiografia del rosso”. Nata a Toronto nel 1950, laureata in lettere classiche, poetessa, saggista, traduttrice dal greco antico, docente in varie università, Carson ha sempre avuto quasi un’ossessione per le etimologie, per i protagonisti della cultura antica e del mito, in particolare per Saffo, Edipo, Gerione, Euripide. In Italia le sue opere sono state pubblicate da La Nave di Teseo, La Tartaruga, Crocetti, Utopia e Tlon. Suoi titoli sono usciti anche per Bompiani e Donzelli, che nel 2010 ha pubblicato “Antropologia dell’acqua. Riflessioni sulla natura liquida del linguaggio”.
Le ali di Gerione
Ha esordito nel 1986 con “Eros il dolceamaro”, pubblicato in Italia nel 2021 da Utopia Editore in cui ha esplorato la natura del desiderio attraverso i versi di Saffo e della filosofia platonica. La più importante raccolta poetica è arrivata nel 1995, “Vetro, Ironia e Dio”, che si apre con uno dei suoi testi più amati in cui riflette sul dolore per la fine di una storia d’amore, pubblicato da Crocetti nel 2023. È attesa in Italia l’uscita di due suoi libri. A fine novembre 2026 è in arrivo per La Nave di Teseo “Red Doc>”, seguito del titolo più famoso di Carson: in una miscela originalissima di poesia, dramma e narrazione, la poetessa accompagna Gerione — il personaggio dalle ali rosse già protagonista di “Autobiografia del rosso”, qui chiamato G — verso l’età adulta, guidandolo attraverso i labirinti della modernità. Per Crocetti a primavera 2027 sarà nelle nostre librerie “Antigonick”, una rivisitazione di Antigone, la tragedia di Sofocle a cui l’autrice dà nuova vita.
Autrice di oltre venti libri, nominata membro dell’Ordine del Canada nel 2005, vincitrice di numerosi premi tra cui due Griffin Poetry Prize, il Premio Principessa delle Asturie nel 2020, del T.S. Eliot Prize e del MacArthur Fellowship, Carson in quello che viene considerato il suo capolavoro, il romanzo in versi “Autobiografia del rosso” - primo titolo ad uscire nel nostro paese nel 2000 per Bompiani, ripubblicato nel 2020 da La nave di Teseo - in una libera interpretazione del mito di Eracle e Gerione trasforma quest’ultimo in un vulnerabile adolescente di oggi, con ingombranti ali rosse sulla schiena, che si confronta con l’omosessualità.
“La bellezza del marito”
Mentre in “La bellezza del marito. Un saggio romanzo in 29 tanghi” (La Tartaruga), con cui ha vinto il TS Eliot Prize, racconta il fallimento di un matrimonio e in “Economia dell’imperduto” (Utopia Editore), con uno scritto della poetessa Antonella Anedda, riflette sul concetto di «economia poetica» intrecciando le biografie di due uomini «nel mondo e mai del mondo», testimoni della propria epoca e cultori di un’arte senza tempo come il greco Simonide di Ceo e Paul Celan. Ci porta a Proust con “The Albertine Workout”, pubblicato nel 2019 da Edizioni Tlon, mentre con “La Norma sbagliata” (Utopia Editore, 2025), esplora in versi e prose poetiche gli spazi tra la fugacità dell’ordinario e l’immutabilità del classico che campeggiano in tutta la sua produzione.
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